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Non vuole vestirsi la mattina e arrivate sempre in ritardo a scuola?

Scopri le armi segrete per riuscire a mantenere la calma anche quando tuo figlio non vuole i vestiti che gli proponi e il tempo scorre inesorabile

Mi vesto come voglio io! iStock photo

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Tutte le mattine sono un dramma? Ogni volta che è ora di vestirsi iniziano le discussioni? Il tempo passa, l’ora di uscire si avvicina e tu proprio non riesci a capire cosa non va, come mai i vestiti che fino a ieri andavano benissimo, oggi non sono più “giusti”…

Vediamo cosa fare per dissolvere i “capricci” relativi al vestirsi la mattina, alla scelta della maglietta, del pantalone, delle scarpe, ecc. 

  1. Considera meglio i tempi
  2. Gestisci la tua reazione emotiva
  3. Sei tu il genitore e sei tu la guida
  4. Mai arrabbiarsi
  5. Non venire meno alle tue decisioni

Considera meglio i tempi

Papà non ha sentito la sveglia e dorme ancoraHDiStock photo

Banale ma significativo.

Può non piacerti molto l’idea all’inizio, ma puntare la sveglia mezz’ora o un’ora prima, una volta passata l’empasse dei primi giorni ti farà scoprire che un’ora di sonno in meno non ti cambia la vita e ti migliora la qualità del tempo a disposizione per gestire con calma le esigenze tue e quelle di tuo figlio.

Ricorda che la mancanza di ore di sonno non è mai la vera motivazione della nostra frustrazione o del nostro sconforto.

Di solito ci sentiamo stanchi e frustrati perché non siamo felici, perché le cose non vanno come vogliamo, perché pensiamo troppo, perché siamo troppo di corsa di giorno, perché facciamo fatica a gestire il carico delle nostre emozioni.

Quindi avere più tempo per svegliare te e tuo figlio con qualche coccola in più, per fare colazione con calma, per giocherellare mentre ci si veste e riuscire anche a gestire con il sorriso le sue obiezioni non può portare altro che benefici.

Te lo scrivo per esperienza: quando avevo ogni giorno minimo 5-6 bambini di varie età da far arrivare puntuali a scuola, queste sono state le uniche vie di salvezza. 

Gestisci la tua reazione emotiva

Perfetto guaio da risolvere quando non c'è tempo.HDiStock photo

Se senti che stai per essere assalito dal nervoso, fai qualche respiro profondo, prenditi del tempo per te stesso e ritrova la tua neutralità.

Solo in equilibrio puoi gestire velocemente e brillantemente la situazione senza scivolare in urla e lotte di potere.
E quando sei più tranquillo sei più paziente con i tuoi figli. E loro lo sentono. 

Sei tu il genitore, sii tu la guida

Ti aiuta papà così non si fa tardiHDiStock photo

Se ti infili nella strada di non ritorno costellata da bambini che possono scegliere a che ora alzarsi, che possono scegliere i 20.000 vestiti da mettersi, che possono tuffarsi nell’armadio e tirare fuori quello che vogliono, che possono spendere mezz’ora per decidere tra 10 tipi di cornflakes, pane e marmellata o 14 tipi di brioches, come pensi di uscirne vivo? 

Impossibile!

Quindi, dato che “il mattino ha l’oro in bocca” prendi subito in mano le redini della situazione, ancor prima di andare a svegliare tuo figlio, e sii consapevole di tutto quello che deve succedere: sveglia, coccole, bagno, colazione con ics, ypsilon e zeta, vestirsi con caio, tizio e sempronio, uscire di casa.

Se sei tu a guidare tuo figlio (e lui in verità non aspetta altro…) il gioco è fatto:
tutto è organizzato e sotto controllo, tuo figlio ti segue sereno, non si creano stress perché ognuno è al suo posto che gli spetta per natura.
Lui sente la tua sicurezza nel gestire la quotidianità e la assorbe da te come una spugna

Inoltre, i bambini piccoli, non avendo le capacità razionali ancora totalmente sviluppate (nella fase da 0 a 6-7 anni) non sono in grado di decidere. Se lo fanno è solo per adattarsi ai genitori.

Mai arrabbiarsi

Imparare a mantenere la calma.HDiStock photo

Mantenere la calma rimane sempre l’arma segreta che non può mancare se vogliamo costruire un buon rapporto con i bambini. Se ti capita, te lo ripetiamo, non giudicarti, vai alla tua motivazione profonda, accogliti, ed evita di scaricare la tua frustrazione su tuo figlio perché non faresti altro che peggiorare le cose. 

I bambini sono pur sempre bambini e all’inizio può esserti facile pensare che anche davanti al capriccio più esasperante nella vita c’è pur sempre di peggio…

Non venire meno alle tue decisioni

Tutti pronti, mamma e figli partono per scuola.HDiStock photo

Evita di tergiversare e di uscire dal seminato: se hai scelto la maglia rossa, maglia rossa sia, se ci sono pane e marmellata, pane e marmellata siano, senza remore o ripensamenti.

Nella pratica la mattina… se i pantaloni fanno schifo!

Ti facciamo un esempio (come gli altri che hai già letto prima) di come puoi gestire il capriccio di tuo figlio che non vuole indossare per esempio i pantaloni blu che hai scelto per quella mattina:

“Io questi pantaloni non li metto, ti ho detto che mi fanno schifooooo!!!” E con aria di sfida punta i piedi per terra e lancia i pantaloni puliti per terra in corridoio

Subentra ora la tua “modalità zen”…

“Davvero amore non li vuoi mettere? Mannaggia questi pantaloni! Eh, lo so che forse non ti piacciono/sono stretti/ti fanno grattare/ecc.” Sorridi e respiri, sorridi e respiri. Ti siedi sul letto e continui “Cosa possiamo fare? Oggi ci sono questi!”

“Ti capisco, sai? mi dispiace tanto che questa cosa ti sta facendo così arrabbiare!”

“Cosa facciamo?... Facciamo che me li metto io! E tu ti metti quelli della mamma!... Proviamo!” E inizi a giocare con lui: la situazione si stempera, tuo figlio ride e vede che non sei sul piede di guerra, capisce che la provocazione non porta a nulla, ride e gioca con te e alla fine si mette i suoi pantaloni blu.

Un’altra opzione è quella di dirgli: “Amore lo so, mi spiace tanto, ma oggi ci sono questi pantaloni da mettere…”

“E perché? Chi lo dice?”

“La mamma ha deciso così…”

Lo guardi negli occhi sorridendo e senza distogliere lo sguardo, senza nervosismo e mostrando tutta la tua marmoreità, anche lo tsunami più distruttivo non potrebbe distoglierti dalla tua decisione (e continui a non essere arrabbiato o a perdere la calma)

“Ti capisco amore e se vuoi piangere, urlare o avere qualcosa da tirare io ti aiuto, se vuoi le coccole io sono qui, ma alla fine questi sono da mettere…” 

Resta con lui con calma, siediti sul letto e aspetta rendendoti disponibile.

Dopo qualche minuto con molta probabilità tuo figlio torna e si fa aiutare a infilare i pantaloni, se invece è ancora molto arrabbiato puoi ripetere con calma le stesse parole di prima.

A mali estremi, estremi rimedi. Se tuo figlio è irremovibile, sempre senza perdere il controllo, puoi dirgli:

“Non mi resta che portarti a scuola in mutande (sorridi)… andiamo…!”

A questo punto lui può sorridere, dirti di no e infilarsi i pantaloni, oppure può continuare ad urlare dicendo che lui non li mette comunque o che a scuola non va. Ripeti tutto ancora una volta, con pazienza.

All’inizio si può trattare di una sorta di tira e molla ma possiamo garantirti che passate le prime volte, soprattutto se tu sei neutrale e comprensivo, non dovrai mai arrivare a salire in macchina con tuo figlio mezzo svestito e neppure a dover ripetere la trafila per chissà quante volte.

E voi, come gestite i vostri figli quando fanno i “capricci”?

 

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