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Arabia Saudita, le donne al volante vittime di insulti e aggressioni

La denuncia di Salma al-Sherif: "Uomini contrari alle donne automobiliste hanno bruciato la mia macchina"

Aseel al-Hamad per la prima volta su un circuito arabo Getty Images

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Il 24 giugno, in Arabia Saudita, è stato finalmente abbattuto un tabù: con il decreto reale che ha rimosso il divieto di guidare rivolto alle donne, in tantissime si sono messe al volante per la prima volta. Una svolta epocale, che però sta incontrando le resistenze di quella frangia di popolazione conservatrice e sessista che ha reagito negativamente alla rimozione del divieto spingendosi, in alcuni casi, persino al compimento di atti di violenza.

A denunciare gli episodi sono i media locali, che hanno raccolto la testimonianza di Salma al-Sherif, una ragazza di 31 anni a cui è stata deliberatamente data in fiamme l'automobile da uomini "contrari alle donne automobiliste". "Gli ufficiali di pubblica sicurezza stanno indagando sull'incidente", annunciava la polizia in una nota rilasciata dalle autorità locali: "Stiamo cercando i colpevoli". Due uomini sarebbero già stati arrestati.

Arabia Saudita, donne al volante aggredite

La società araba non è compatta di fronte a questo cambiamento epocale. Si divide tra chi vede di buon occhio il passo in avanti sulla via della modernità e chi, invece, continua a manifestare diffidenza di fronte alla possibilità di guidare anche per le donne.

Sui social media viaggiano numerosi i commenti sessisti contro le donne automobiliste, ma anche i messaggi di solidarietà nei confronti di Salma al-Sherif, con la ricondivisione della foto del suo veicolo in fiamme e la denuncia di chi lo definisce un "atto terroristico". 

"Dal primo giorno che mi sono messa alla guida, sono stata soggetta di insulti da parte di uomini", ha raccontato  Salma al-Sherif. Nonostante i tentativi da parte delle autorità di mostrare come la riforma avesse ricevuto l'approvazione religiosa - con il Consiglio degli ulema che ribadiva come la revoca del divieto fosse perfettamente conforme con i precetti islamici -, i più intransigenti non lasciano che il futuro pieghi le proprie convinzioni sessiste e conservatrici. 

Arabia Saudita, una patente anche per le donne

Secondo un portavoce del ministero dell'Interno, dalla rimozione del divieto di guidare sono almeno 120 mila donne ad aver presentato la richiesta per ottenere la patente, anche se non è chiaro quante ne siano state rilasciate. Per il momento, sembra che la maggior parte delle donne siano riuscite a mettersi alla guida convertendo la propria patente straniera. 

Alle donne, dunque, non resta che scendere in strada e testare le reazioni di una società divisa tra conservatorismo e spinta modernizzatrice promossa dal principe ereditario Mohammed bin Salman. Inoltre, la situazione resta critica anche su un altro fronte: da quando il decreto è stato annunciato, diciassette attiviste impegnate nella campagna per il diritto di guidare sono state arrestate.

Le denunce delle donne, che dichiarano di aver subito insulti e aggressioni mentre erano al volante, dimostrano come la riforma non sia che un primo passo (e come non possa bastare): la strada da battere è ancora molto lunga.

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