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Pixar: sessismo, molestie e discriminazioni nel racconto di una ex dipendente

Cassandra Smolcic ha lavorato alla Pixar dal 2009 al 2014. Ora ha deciso di denunciare la sua esperienza ricostruendo l'atmosfera tossica e sciovinista che si respirava nello studio.

Un'immagine di John Lasseter Getty Images

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Alla fine dell'anno John Lasseter lascerà definitivamente la Pixar. La decisione è stata presa dopo che sono emerse le testimonianze del comportamento inappropriato tenuto nel corso degli anni dal creativo nei confronti delle sue dipendenti donne. Si è parlato di una tendenza di Lasseter ad abbracciare, toccare e fare commenti a sfondo sessuale nei confronti delle donne della compagnia.

Oltre a umiliare le donne trattandole come oggetti, Lasseter e i suoi sottoposti avrebbero praticato mobbing sulle dipendenti della Pixar impedendo loro di crescere professionalmente, discriminandole a favore dei colleghi maschi e allontanando coloro che tentavano di opporsi a questo sistema.

A raccontare lo sgradevole clima lavorativa imposto da John Lasseter in Pixar è Cassandra Smolcic, una graphic designer che ha lavorato per la compagnia di animazione dal 2009 al 2014 e che ha raccontato la sua terribile esperienza in un saggio pubblicato da Variety, intitolato Come il sessismo presente in Pixar ha rovinato il mio lavoro dei sogni.

Conosco persone le quali sostengono che il clima non fosse così male. Sono qui per dirvi che lo era, e soprattutto lo è ancora. Alla Pixar, il mio essere donna è stato un impedimento fondamentale al riconoscimento del mio valore. Lo stress derivato dal lavorare in un'atmosfera così sessista ha pesato tanto da spingermi ad abbandonare l'industria.

Cassandra Smolcic spiega di aver ricevuto numerosi avvertimenti non appena è stata assunta dalla compagnia come stagista visto che nell'ambiente era noto il vizio di Lasseter di toccare, abbracciare, rivolgere epiteti sessuali alle donne che lavoravano per la compagnia. Il capo, naturalmente, non era il solo colpevole visto che l'atmosfera maschilista aveva contagiato numerosi uomini in posizioni di potere tra cui il capo del dipartimento a cui la Smolcic era assegnata. Pur senza nominarlo, la designer scrive:

Così come John, quest'uomo aveva reso le donne bersaglio dei suoi comportamenti volgari e poco professionali per anni, ma la sua posizione e il suo prestigio sono rimasti invariati.

Durante un incontro con il capo del dipartimento nella cucina della compagnia avvenuto due settimane dopo la sua assunzione, Cassandra Smolcic racconta di essere stata messa in un angolo e di aver ricevuto commenti sessuali dall'uomo mentre guardava il suo corpo.

Nei successivi cinque anni ho dovuto fare i conti con spiacevoli interazioni con lui, con Lasseter e con altri uomini, sono stata palpata da un altro collega maschio e sono stata esclusa da progetti dal sistema che favoriva l'ufficioso club degli uomini.

John Lasseter e i suoi collaboratori alla premiere di CocoHDGetty Images

Un momento particolarmente difficile per la designer è stato quello in cui ha appreso di non poter partecipare ai meeting settimanali del dipartimento di arte su Cars 2 perché John Lasseter “faceva fatica a controllarsi” quando si trovata intorno giovani donne. Naturalmente la compagnia faceva di tutto per proteggerlo.

Lasseter non aveva bisogno di un ambiente intimo per mettere a disagio le impiegate. Dava a me e alle altre donne sguardi morbosi (o abbracci non richiesti) quasi ogni volta che lo incrociavamo nel campus. Questi incontri avevano reso chiaro per per lui eravamo oggetti sessuali.

Le donne che hanno cercato di opporsi a questi strapotere maschile sono state messe in disparte, bollate come "difficili" o addirittura allontanate dalla compagnia. Dopo anni di umiliazioni la stessa Smolcic ha deciso di gettare la spugna.

Lasseter ha settato la barra talmente in basso per il modo in cui ha trattato le donne nel suo impero, il che si rfilette nei temi complessi dei film che ha diretto, prodotto e supervisionato negli anni. Questi progetti, che hanno raggiunto milioni di bambini e adulti nel mondo, hanno fallito nel dare voce alle donne pari agli uomini davanti e dietro lo schermo.

La protagonista del film d'animazione Pixar BraveHDPixar

Cassandra Smolcic si augura che la situazione possa cambiare con l'arrivo di Jennifer Lee a capo della Disney e Pete Docter della Pixar, ma il processo sarà lungo e complicato, smantellare l'eredità di John Lasseter richiederà molto più tempo che sostituire un singolo executive perché "danni così ingenti richiedono sforzi deliberati e coscienziosi per essere riparati".

Disney e Pixar devono riconoscere che le donne e minoranze prive di rappresentazione sono capaci, talentuose, complesse e sfaccettate tanto quanto la fratellanza bianca di uomini che hanno monopolizzato l'animazione fino a oggi. La narrazione femminile merita storyteller di prima classe da ogni parte del mondo e le donne meritano di essere trattate con lo stesso rispetto in ogni comunità creativa.

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