Stai leggendo: GLOW 2: i motivi che hanno spinto gli autori a realizzare una storyline ispirata al caso Weinstein

Letto: {{progress}}

GLOW 2: i motivi che hanno spinto gli autori a realizzare una storyline ispirata al caso Weinstein

Nella seconda stagione della serie TV al femminile targata Netflix GLOW è stato esplorato il tema delle molestie sessuali in quel di Hollywood. Ecco perché gli showrunner hanno deciso di farlo.

Alison Brie in GLOW 2 Netflix

1 condivisione 0 commenti

Dopo una prima stagione incentrata principalmente sulla caratterizzazione dei vari personaggi il secondo atto di GLOW, serie TV targata Netflix e ispirata al dietro le quinte dell’omonimo show anni ’80, è risultato decisamente più maturo e dinamico e soprattutto ha toccato tantissime importanti tematiche “al femminile”.

GLOW 2 posterHDNetflix

Nel quinto episodio di GLOW 2, in particolare, viene messa in scena una storyline sulle molestie sessuali in quel di Hollywood che ricalca alla perfezione le storie raccontate dalle varie star che sono state vittime del produttore Harvey Weinstein e di altri farabutti del settore.

Attenzione! Possibili spoiler!

L'attrice Alison Brie HDNetflix

Nella puntata dal titolo Anche i pervertiti sono persone, infatti, la wrestler Ruth (Alison Brie) accetta un invito a cena dal capo del network su cui il programma Gorgeous Ladies of Wrestling va in onda, ma quando arriva al ristorante dell'hotel scopre che l’onnipotente direttore è solito invitare a cena in una camera da letto le attrici con cui vuole “discutere in privato”.

le creatrici di GLOW Liz Flahive e Carly MenschHDGetty Images

Le creatrici di GLOW, Liz Flahive e Carly Mensch, hanno dichiarato all’Hollywood Reporter di aver sempre pensato di scrivere per GLOW una storyline sulle donne molestate nella Hollywood degli anni ’80. Idea che ovviamente è stata incoraggiata dallo scandalo Weinstein.

Attenzione! Possibili spoiler!

“[Dell’opzione di toccare la tematica degli abusi sessuali] ne avevamo già parlato prima che scoppiasse il caso Harvey Weinstein” ha dichiarato la Flahive “perché avevamo messo su questa squadra di ragazze in un ambiente che è diventato parte di un network guidato da uomini e dove quindi sono presenti delle dinamiche di potere che volevamo introdurre”.

Attenzione! Possibili spoiler!

Una scena di GLOW 2HDNetflix

La parte più succosa della storyline in questione è però quella in cui Ruth, appena scopre il vero motivo per cui è stata invitata a cena dal suo capo, scappa via mettendo a repentaglio il futuro dello show e, una volta confessato l’accaduto alla collega Debbie (Betty Gilpin) viene immediatamente sgridata per non aver quantomeno finto di accettare le avance del direttore. Il dialogo tra le due attrici (scena tra l’altro scritta e diretta da donne, Rachel Shukert e Claire Scanlon) mostra i due punti di vista sulla questione, declinata in un periodo storico pre #MeToo in cui vi era ancora meno solidarietà femminile di oggi. Come ha sottolineato sempre Liz Flahive:

Era importante per noi per mettere in scena un dialogo che palesasse cosa pensa davvero la gente del settore quando accadono queste situazioni.

Per quanto riguarda la reazione di Ruth, la sua interprete Alison Brie ha tenuto a sottolineare che non è stato il coraggio a spingere il personaggio ad andare via, a non cedere. Tutt'altro:

Ruth non scappa perché è un’eroina, lo fa perché ha paura e non sa cosa fare. Quello che abbiamo mostrato è il terreno scivoloso sul quale una donna può trovarsi una volta che è in quella posizione: anche qualcuno che è intelligente, forte e equilibrato può trovarsi in balia di una persona davvero subdola.

Già avete visto la seconda stagione di GLOW e le puntate citate? Che ne pensate?

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.