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I-Days: recensione e scaletta dei live di Noel Gallagher e Placebo

A esibirsi nella penultima serata degli I-Days, i Placebo, il più grande dei fratelli Gallagher e il re dell'elettronica Paul Kalkbrenner.

Noel Gallagher in piedi, con la chitarra in mano, di fronte a un microfono, con un braccio alzato Ufficio stampa

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Sono stati tantissimi gli ospiti nella penultima giornata degli I-Days, il festival giunto alla sua seconda edizione, andato in scena nell'ex Area Expo di Milano. Tre, i principali: i Placebo, Noel Gallagher e Paul Kalkbrenner. I primi salgono sul palco degli I-Days intorno alle 19.30 di fronte a una gran folla, nonostante il loro ultimo album risalga al 2013. Si mostrano al pubblico uno dopo l'altro: prima è la volta di Nick Gavrilovic, Angela Chan, Bill Lloyd e Matthew Lunn. Quindi Stefan Olsdale e, solo alla fine, Brian Molko, il leader del gruppo.

La scritta Placebo sullo schermo, la tastierista, una batteria e il chitarrista in piediHDUfficio stampa
I Placebo hanno aperto la serata degli I-Days

Il primo brano in scaletta è Pure Morning, tratto dal secondo album della band. Ci sono le canzoni storiche, risalenti alla prima metà degli anni Novanta, e diversi passaggi nel nuovo millennio. E poi c'è anche un omaggio ai Cure, con la cover di Let’s Go To Bed. A concludere il concerto, Infra Red.

Vero head-liner della serata, però, era Noel Gallagher, la metà degli Oasis. Il fratello Liam, tra l'altro, si era esibito sul palco dell'Experience Milano due giorni prima, nella giornata di apertura. Sono le 21.45 e ad attendere il più grande dei fratelli Gallagher c'è una folla oceanica. Insieme a lui, sul palco, gli High Flying Birds, per un totale di ben dodici musicisti.

Noel Gallagher, in piedi, con una chitarra gialla in mano, su sfondo blu e di fronte al microfonoHDUfficio stampa
Un'ora di concerto per l'ex Oasis

Reduce dalla pubblicazione di Who Built The Moon?, il suo nuovo album, Gallagher ripropone in fila le prime tre tracce di quel disco. Il concerto si apre con uno strumentale psichedelico, Fort Knox, per poi proseguire con Holy Mountain - il singolo che ha trascinato il recente lavoro discografico del cantante - e It's a Beautiful World.

#allyouneedis ❤️ Noel Gallagher rules! #idays18

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"Per caso c’è qualche fan degli Oasis da queste parti?", chiede Noel, ironico, iniziando il primo brano degli Oasis in scaletta: Little By Litte. Ne seguiranno parecchi altri. C'è Wanderwall, cantata all'unisono dalle decine di migliaia di fan presenti al concerto. E, soprattutto, c'è Don't Look Back in Anger, la canzone - simbolo della voglia di Manchester (città d'origine dei fratelli Gallagher) di rialzarsi in piedi dopo l'attentato terroristico di un anno fa alla Manchester Arena, al termine di un concerto di Ariana Grande. La canzone è eseguita ai limiti dell'acustico, con i ritornelli lasciati al pubblico e la chitarra di Noel a creare il tappeto sonoro.

Se c'è una pecca del concerto, questa consiste nella durata: appena un'ora, con una scaletta ridotta rispetto ai recenti show di Noel. Forse anche motivi di organizzazione. Poco dopo, infatti, sul palco è salito Paul Kalkbrenner, uno dei dj più in voga nel momento. È stato il suo il concerto con il maggior numero di paganti nella prima metà del 2016.

Paul Kalkbrenner di spalle, di fronte ai suoi computer e a una folla immensaHDUfficio stampa
Una folla oceanica di fronte a Paul Kalkbrenner

Il pit si svuota, per riempirsi di tantissima nuova gente. Giovani desiderosi di ballare e scatenarsi sulle note dell'artista tedesco. È una bolgia: gente che balla, torce dei cellulari accese, braccialetti luminosi. Presto l'arena dell'Experience Milano si trasforma in un'enorme discoteca a cielo aperto, di fronte al re dell'elettronica. Finale di una gran giornata di musica capace di accontentare proprio tutti.

La scaletta del concerto di Noel Gallagher:

  • Fort Knox
  • Holy Mountain
  • It’s a Beautiful World
  • In the Heat of the Moment
  • Dream On
  • Little by Little (Oasis)
  • The Importance of Being Idle (Oasis)
  • She Taught Me How to Fly
  • Half the World Away (Oasis)
  • Wonderwall (Oasis)
  • AKA… What a Life!
  • The Right Stuff
  • Go Let It Out (Oasis)
  • Don’t Look Back in Anger (Oasis)
  • All You Need Is Love (Beatles cover)

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