Stai leggendo: Favola, la recensione della queer comedy che ha aperto il MIX Milano

Letto: {{progress}}

Favola, la recensione della queer comedy che ha aperto il MIX Milano

L'irriverente spettacolo teatrale scritto da Filippo Timi sbarca nelle sale italiane dopo aver aperto il MIX Milano: ecco perché vale la pena di andare al cinema a vedere Favola.

Filippo Timi in Favola Rai Cinema

2 condivisioni 0 commenti

Una vita da favola, ma una favola basata sulla menzogna. C'è qualcosa di così surreale da sconfinare nell'irreale sin dalle prime scene di Favola, il film di Sebastiano Mauri che ha aperto in grande stile la rassegna cinematografica della trentaduesima edizione del Festival MIX Milano. Miss Fairytale si atteggia a casalinga perfetta nella sua linda casetta con la sua barboncina Lady, raccomandando al marito Stan di tornare in orario per la cena.

I limiti di questa perfetta suburbia statunitense anni '50 sono già tutti sotto gli occhi dello spettatore: la casa è così sgargiante e linda da fare il verso a una vera abitazione, Lady è un peluche che fissa silenzioso un uomo (tra)vestito da donna

Filippo Timi in FavolaHDRai Cinema
Colori sgargianti e umorismo dark compongono il mix irresistibile del film

Eppure la finzione non solo regge, ma si articola ulteriormente. Dalla nevrotica amica Emerald ai tre affascinanti gemelli Stuard fino alla pragmatica madre (anzi, Mother) della protagonista, nessuno sembra fare a caso al contesto grottesco in cui si consumano i piccoli drammi quotidiani di una casalinga impeccabile. Tutti nascosti dall'occhio indiscreto del vicinato - per citare la stessa Mrs. Fairytale - non per mancanza di coraggio, ma per abbondanza di decoro. Sotto il decoro tenuto in piedi da tanti bicchieri di whisky, strane polverine e pistole invitanti appese alle pareti di casa si nasconde un sentimento che non può venir messo a tacere. Nemmeno dalle botte di Stan, che non picchia Mrs Fairytale: la picchia tutti i giorni ovviamente, non siate sciocchi. 

La sfida di Filippo Timi

Adattamento cinematografico di una produzione teatrale d'incredibile successo del Teatro Franco Parenti di Milano, Favola è una creatura di Filippo Timi, che ha voluto darle i natali anche al cinema. L'attore e autore del soggetto teatrale ha deciso di mantenere il ruolo di mattatore e istrione di una pellicola davvero rinfrescante per lo spettatore medio italiano, una commedia tra il dark e lo chic che raramente si vede all'orizzonte cinematografico nostrano.

Il sostegno di Rai Cinema e di Palomar e l'ambientazione furba (il film è quasi interamente girato tra le quattro mura della casetta della protagonista) permette di contenere i costi al massimo, anche se talvolta l'economia dell'operazione diventa palese. Eppure Favola non solo impressiona per la sua produzione che fa dell'esagerazione cromatica e vintage un elemento chic, ma anche e soprattutto per come si muova da vera padrona di casa sui toni estremi del surreale e del grottesco. 

Il cast di Favola insieme al registaHDRai Cinema
Lucia Mascino, il regista Sebastiano Mauri e Filippo Timi sul set

Sono territori poco battuti dal cinema italiano, che in anni recenti ha esplorato i confini queer prediligendo un taglio classico e drammatico. La mossa di Favola è rischiosa; il ridicolo involontario è sempre dietro l'angolo, ma grazie al carismatico Timi e a un cast di supporto di tutto rispetto (Piera Degli Espositi, Lucia Mascino, Sergio Albelli) rimane quasi sempre fuori dalla porta, facendo capolino solo tra una fuga e l'altra di Lady. Il merito va spartito equamente tra Timi e il regista Sebastiano Mauri, che di quel famoso spettacolo teatrale divenne direttore artistico e che gli Stati Uniti (dove è ambientata la storia) li conosce da vicino, avendoci vissuto e lavorato per lungo tempo. 

Così sgargiante da essere chic

Anche il suo tocco alla regia è sopra le righe, con tagli improvvisi e stacchi che fanno balzellare qua e là l'azione. Distruggendo e ristabilendo nel giro di pochi secondi la sincronia del mondo della protagonista, si lascia indovinare allo spettatore quale possa essere la risoluzione finale. La chiusa (che promette di sorprendere anche gli spettatori dello spettacolo) insiste un po' troppo nel tono zuccherino, scadendo per la prima volta nello stucchevole, oltre a rivelare impietosamente alla prima esterna i mezzi quasi di fortuna con cui è stata messa in piedi l'intera operazione. 

Una scena dal film di FavolaHDRai Cinema
L'alchimia tra la nevrotica Emerald e la zuccherosa Mrs. Fairytale è irresistibile

Meglio allora rimanere all'interno e godere degli splendidi costumi meta disegnati da Fabio Zambernardi (con lo zampino di Prada) e le carte da parati e gli arredi di design dei set di Dimitri Capuani. Con Favola si sfugge alla noia e alla ripetitività di certo cinema italiano, che parla dei temi sociali più disparati esattamente con i toni e con i tempi che ti aspetti. L'origine teatrale del soggetto però non lascia scampo (d'altronde se non ce l'ha fatta Polanski con Carnage, non si può nemmeno troppo pretendere da Mauri) e il film non riesce sempre a fluire in maniera omogenea, incappando in qualche momento di stasi.

Rai Cinema e Palomar hanno individuato il progetto perfetto, che con il più contenuto sforzo possibile dà la massima resa. Da Favola il cinema italiano deve imparare che bisogna innanzitutto rischiare il nuovo, osare con le aspirazioni, senza perdere l'aplomb dei toni. Il film sarà nelle sale italiane il 25, 26 e 27 giugno 2018, grazie alla distribuzione di Nexo Digital. 

Voto7,5/10

Anche se con limiti dovuti all'origine teatrale e alla produzione economa, Favola fa di tutto per farsi notare: ci riesce eccome. Surreale e sgargiante, porta una nota diversa nel cinema italiano.

Elisa Giudici

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.