Stai leggendo: OMS: la transessualità non è più malattia mentale

Letto: {{progress}}

OMS: la transessualità non è più malattia mentale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha smesso di considerare la transessualità come malattia mentale: ora essere transgender rientra nel nuovo capitolo di “condizioni di salute sessuale”.

Unapersona transgender Getty Images

3 condivisioni 0 commenti

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha smesso di considerare la transessualità come malattia mentale: ora essere transgender rientra nel nuovo capitolo di “condizioni di salute sessuale”.

L’annuncio è stato dato dall’agenzia delle Nazioni Unite lunedì 18 giugno durante l’undicesima International Classification of Diseases (ICD). Questo cambiamento sarà presentato alla World Health Assembly (il corpo legislativo dell’OMS) nel 2019 ed entrerà in vigore il 1 gennaio 2022. L’Organizzazione ha detto che questo importante traguardo è inteso a migliorare l’accettazione sociale nei confronti della comunità transgender, e servirà a rendere loro disponibili importanti risorse sanitarie.

È stato rimosso dalla lista di malattie mentali perché ormai è chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender.

Al contempo, per garantire l’apporto di importanti cure sanitarie, si è deciso di lasciare la menzione dell’identità transgender nell’ICD, ma in un diverso capitolo.

Julia Ehrt, direttrice esecutiva del gruppo LGBT Transgender Europe ha commentato: “Questo è il risultato di uno sforzo davvero encomiabile da parte di persone transgender attivisti da tutto il mondo per sottolineare la nostra umanità, e sono euforica che l’OMS sia d’accordo nel non ritenere la transessualità una malattia mentale”.

Un precedente cambiamento epocale si era registrato nel 1990, quando l’OMS aveva dichiarato che “l’orientamento sessuale da solo non deve essere considerato una malattia”. Nella nuova descrizione di “incongruenza di genere” (questa la terminologia utilizzata per la categoria transgender), l’organizzazione ha dichiarato che “comportamento e preferenze diverse di gender” non possono da sole essere una base per “diagnosticare la salute mentale di qualcuno”. Speriamo che queste misure riescano presto ad eliminare l’ancora forte stigmatizzazione sociale che esiste nei confronti della comunità transgender in tante parti del mondo.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.