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L'Italia delle meraviglie: 10 cose da fare nella "verde Irpinia"

Terra di folklore e bellezze incontaminate, di tradizioni enogastronomiche prelibate, di borghi suggestivi, di fede, di storia e di leggenda, l'Irpinia è questo e molto altro. Scopriamo insieme 10 cose da fare in uno degli angoli più incantevoli d'Italia.

Lago Irpinia Avellino Giuseppe Famiglietti

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L'Irpinia è un'area storico-geografica del Sud Italia, corrispondente sommariamente alla provincia di Avellino. Terra d'incontaminata bellezza, incantevole quanto “selvaggia”, era abitata dall'antica tribù degli Irpini, uno dei quattro maggiori gruppi che componevano il popolo dei Sanniti, e lega il suo nome all'animale sacro di questa popolazione: il lupo, "Hirpus" in lingua osca, simbolo del dio Marte. Abbracciata dal verde e costellata di preziosi luoghi d'interesse, l'Irpinia è una meta ideale per un viaggio rilassante e piacevole alla ricerca di storia, folklore e un'ottima enogastronomia, tra le migliori d'Italia. Ecco a voi una lista di 10 cose da fare in questo scorcio meraviglioso della nostra penisola!

  1. (Ri)trovare il contatto con la natura nella "verde Irpinia"
  2. Scoprire le bellezze dei borghi e dei castelli irpini
  3. Seguire le tracce dei Romani ad Aeclanum
  4. "Tirare" il Carro a Fontanarosa o a Mirabella Eclano
  5. Ammirare l'Abbazia del Goleto
  6. Visitare il Santuario di Montevergine
  7. Organizzare un pic-nic a Lago Laceno
  8. Scoprire le leggende della Mefite
  9. Divertirsi partecipando a sagre, feste popolari e festival
  10. "Abbuffarsi" di prodotti locali

(Ri)trovare il contatto con la natura nella "verde Irpinia"

La “verde Irpinia”, come già suggerisce il suo epiteto, offre esperienze naturalistiche d'eccezione per ammirare rispettosamente e attentamente la bellezza della terra e sentirsi parte integrante di essa. Il Parco Regionale dei Monti Picentini, istituito nel 1995, e le sue tante attrazioni sono la maniera migliore per scoprire il distretto e immergersi nel verde irpino. Tra le escursioni da non perdere, c'è la Riserva Naturale e Oasi WWF Valle della Caccia di Senerchia.

Il percorso suggerito vi porterà su sentieri quasi fiabeschi e, attraverso il torrente Acquabianca, grotte di muschio e rigogliosi boschi di faggi, querce e betulle, si concluderà nei pressi di una impetuosa cascata, che regala ulteriore incanto all'area circostante. La flora e la fauna del luogo sono interessantissime: nell'area, da 600 a 1600 m, è presente il raro pino nero, mentre, se amate il birdwatching, potrete mettervi alla prova e cercare di avvistare il merlo acquaiolo, l'usignolo di fiume, il gheppio e la poiana. Stupenda è anche l'Oasi WWF del Lago di Conza, che si estende per oltre 800 ettari e "ospita" circa 100 specie di animali. Per gli appassionati delle montagna, inoltre, raccomandiamo delle escursioni sul Terminio, alto 1806 m, e sul Cervialto, alto 1809 m, da cui godere di panorami mozzafiato che arrivano fino al Golfo di Salerno e il Vesuvio.

Scoprire le bellezze dei borghi e dei castelli irpini

Quasi ogni comune d'Irpinia custodisce scorci spettacolari, con borghi e castelli che sembrano fermi nel tempo, sospesi e sognanti, dove ogni angolo racconta storie e leggende avvincenti e si fa specchio di un'antica saggezza, di duro lavoro e di devozione. Non potendo stilare una lista completa dei luoghi di interesse dell'area, ve ne citiamo alcuni tra i più belli, ma vi invitiamo a scoprire da soli quanti misteri e quante meraviglie raccolgano i comuni irpini. Per aiutarvi nella ricerca, date uno sguardo al sito di Paesaggi Irpini.

Il castello medievale di MontemilettoHDiStock
Il Castello della Leonessa di Montemiletto, che appartenne a diverse famiglie nobili, tra cui i de Tocco, i Caracciolo e i della Leonessa, da cui prende il nome

Tra i castelli, la maggior parte di epoca medievale, ma spesso modificati durante i secoli successivi e restaurati negli ultimi decenni, risaltano il normanno Castello della Leonessa di Montemiletto, che ospitò diverse volte re Carlo III di Borbone; il Castello Candriano di Torella dei Lombardi, che deve il suo nome al nobile Giuseppe Caracciolo, Marchese di Candriano; quello di Morra De Sanctis, costruito nel VII secolo, in epoca longobarda; quello splendidamente in rovina di Rocca San Felice, dove, secondo la leggenda, il fantasma dolente di Margherita d'Austria cerca il suo adorato marito Enrico VII di Germania da ormai 800 anni, e quello possente e strategico di Sant'Angelo dei Lombardi, che la tradizione vuole fondato precisamente dove Sant'Angelo apparve ai Longobardi in una visione.

Il Castello Lancellotti di Lauro, con le sue raffinate architetture merlate, è uno dei palazzi più belli della Campania, mentre il castello di Gesualdo, le cui prime attestazioni risalgono all'epoca normanna, fu la dimora del Principe di Venosa Carlo Gesualdo (1566-1613), uno dei massimi compositori di madrigali del suo tempo, tristemente famoso anche per aver ucciso, nel 1590, la moglie Maria d'Avalos e l'amante di lei, il nobile Fabrizio Carafa.

Il comune irpino di GesualdoHDAstrea Gesualdo
Vista del suggestivo comune di Gesualdo, con il castello che domina il centro storico

Ariano Irpino è uno dei centri più importanti dell'Irpinia e conserva tanti monumenti affascinanti, come il Castello Normanno e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che ospita al suo interno il prezioso Museo degli Argenti (soffermatevi sul reliquiario delle Sacre Spine della corona di Gesù Cristo, donate dal re di Sicilia Carlo d'Angiò nel 1269). A Melito Irpino, nella zona nota come Melito Vecchio, vi aspetta una sorta di città fantasma, dal momento che il paese, sconvolto dal terremoto del 1962, fu abbandonato e ricostruito in un'area limitrofa. Le uniche vestigia di questo centro storico, suggestivamente abbracciate dal verde e da un fiume, sono i resti dell'arroccato castello e della Chiesa di Sant'Egidio.

#paesaggiirpini #melitovecchia #melitovecchio #melitoirpino

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Irpinia: Seguire le tracce dei Romani ad Aeclanum

Il Parco archeologico di Aeclanum si trova a Mirabella Eclano. Aeclanum, fondata intorno al III secolo a.C. e situata lungo la via Appia, fu uno dei punti nevralgici dell'antico Sannio, prima di diventare un florido centro romano. Nell'89 a.C., durante la guerra sociale che vide numerosi “municipia” (comunità assoggettate relativamente autonome ma senza diritti politici) opporsi al potere di Roma, fu occupata e saccheggiata da Silla, abile stratega militare che l'anno successivo, proprio grazie alla presa della città simbolo degli Irpini, sarebbe divenuto console. Per Aeclanum, però, non fu la fine: prima divenne municipio con diritto di voto e poi, nel 120 d.C., mentre regnava l'imperatore Adriano, ottenne lo status di colonia, che le garantiva la piena cittadinanza.

La domus romana del Parco Archeologico di AeclanumHDWikipedia
Scorcio della domus romana del Parco Archeologico di Aeclanum

Attualmente, grazie a imponenti opere di scavo durante il XX secolo, sono visibili considerevoli aree della città romana, tra cui le terme, la piazza del mercato coperto detto Macellum, parte delle mura, che dovevano essere alte circa 10 m, case private, botteghe, strade, una domus del I secolo d.C. e una basilica paleocristiana di epoca tardo-antica, databile ai tempi di Giustiniano (482-565). I reperti di grande valore di Aeclanum sono oggi in mostra presso il Museo Irpino di Avellino, che vale assolutamente la pena visitare per conoscere un po' di più la storia di questo pezzo, meraviglioso, dell'Italia.

Irpinia: "Tirare" il Carro a Fontanarosa o a Mirabella Eclano

Una delle tradizioni più belle, commoventi e magiche dell'Irpinia è rappresentata dai carri di paglia di Fontanarosa e di Mirabella Eclano, devotamente e pazientemente realizzati, ormai da secoli, da fieri artigiani del posto, in grado si trasformare con maestria un elemento naturale, terrestre e agricolo in un'opera d'arte di impareggiabile fascino e perfezione.

Il Carro di FontanarosaHDElisabetta Di Minico
Romantica vista del Carro di Fontanarosa

L'attenzione necessaria alla loro realizzazione si trasmette di generazione in generazione ed è un atto d'amore nei confronti del passato, della religione e della storia locale. Possenti e sinuosi, questi obelischi sono realizzati in paglia intrecciata, con uno scheletro interno di legno, e vengono trainati con dei buoi benedetti e tirati da una parte all'altra dei paesi, in un vortice di allegria, euforia, attenta organizzazione ed emozione.

La tradizione del carro, che nacque a Fontanarosa nel XVIII-XIX secolo e venne successivamente adottata a Mirabella, affonda le sue radici nel folklore e nella fede. Il grano era un potente simbolo di fertilità e rinascita, legato a numerosi gesti e riti propiziatori per il raccolto, e veniva offerto alle divinità già in epoca pagana, come ci ricorda, ad esempio, il culto della dea Cerere.

Il Carro di FontanarosaHDElisabetta Di Minico
L'affollata ed emozionanate "tirata" del Carro, che si tiene il 14 agosto di ogni anno

Nel mondo cattolico moderno, il ruolo della spiga non perde d'efficacia, ma si trasforma e diviene un mezzo di ringraziamento e preghiera nei confronti di Dio e della Vergine. A Fontanarosa l'appuntamento con il Carro dedicato alla Madonna della Misericordia, di stile gotico e alto 28 metri, è ogni 14 agosto, mentre a Mirabella l'evento, con protagonista una struttura dalle forme barocche in onore della Madonna Addolorata, si tiene il sabato precedente la terza domenica di settembre (nel 2018, il 15 settembre). Celebrazioni simili esistono anche a Flumeri e Villanova del Battista, dove i giganti di paglia protagonisti delle feste sono chiamati Gigli. Da qualche anno, un'associazione di comuni della zona sta lottando affinché queste opere d'arte ed ingegneria vengano riconosciute come Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Nel nostro piccolo, ci auguriamo che ciò avvenga presto perché la magia di queste celebrazioni rimane davvero nell'anima di chiunque vi partecipi.

Per approfondire il tema trattato da Discepoli e Devoti, dedicato al Carro di Fontanarosa, cliccate qui

Irpinia: Ammirare l'Abbazia del Goleto

L'Abbazia del Goleto è un decadentemente meraviglioso complesso religioso, che fu fondato dal monaco eramita San Guglielmo da Vercelli intorno al 1135 e che comprende chiese, torri e chiostri di pregevole bellezza.

La Chiesa Grande dell'Abbazia del GoletoHDiStock
La meravigliosa e decadente Chiesa Grande dell'Abbazia del Goleto

Di stile romanico pugliese, il monastero femminile (con annesso convento maschile) divenne velocemente un'istituzione florida e potente, ampliò in maniera consistente i suoi possedimenti e si abbellì di preziose opere d'arte, tra cui raffinati affreschi. La sua storia, però, fu molto travagliata. La peste che decimò la popolazione europea tra il 1347 e il 1352 segnò l'inizio della fine per la ricca abbazia, che fu chiusa da papa Giulio II ad inizio del XVI secolo.

All'interno dell'Abbazia del GoletoHDiStock

Successivamente riaperta, tra il XVII e il XVIII secolo, fu restaurata e venne aggiunta anche una nuova sontuosa chiesa progettata dallo scultore Domenico Antonio Vaccaro. Quando Napoleone conquistò l'Italia, la sua lotta per la soppressione degli ordini monastici non risparmiò il Goleto, che fu abbandonato nel 1807. Anni di furti, incuria e terremoti, tra cui il drammatico sisma del 1980, trasformarono l'abbazia in un rudere in rovina divorato dai rovi. Oggi, però, grazie ad attenti lavori di ricostruzione, è di nuovo un'attrazione da non perdere, curata dai Piccoli Fratelli di Gesù.

Irpinia: Visitare il Santuario di Montevergine

Il Santuario di Montevergine è un famoso e suggestivo luogo di culto dell'Irpinia e, come per l'Abbazia del Goleto, il suo impianto originario fu costruito per volere dell'eremita Guglielmo da Vercelli. Il Santo, mentre era in viaggio alla volta della Terra Santa, decise di non proseguire verso Gerusalemme e si rifugiò, in profonda solitudine e meditazione, sul monte dove oggi sorge il complesso monastico mariano. La sua fama attirò nuovi devoti e, intorno al 1126, si iniziò la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna.

Il Santuario di Montevergine a MercoglioanoHDiStock
Il Santuario di Montevergine, complesso religioso che chiama a sè ogni anno milioni di fedeli

Dopo periodi di splendore, tra il XVI secolo e il XVIII secolo, visse sia anni di ricchezza e assidui pellegrinaggi, sia momenti drammatici di crisi spirituale ed economica. Dichiarato Monumento Nazionale nel 1868, riacquistò definitivamente fama e attenzione da parte dei devoti e, durante il secondo conflitto mondiale, fu scelto per custodire la Sacra Sindone. Oggi il richiamo della sua fede attira oltre un milione di visitatori all'anno. Il Santuario è ricco di opere d'arte, come bassorilievi, mosaici, affreschi, quadri e sculture, e può essere raggiunto con una panoramica funicolare, in funzione dal 1956.

Interno del Santuario di MontevergineHDiStock
Ingresso della Basilica Antica di Montevergine

Durante la Candelora, qui si svolge la cosiddetta “Juta dei femminielli”, un pellegrinaggio per la Madonna di Montevergine, chiamata popolarmente anche Mamma Schiavona, che, tra musica folk, sorrisi e colori sgargianti, ricorda la miracolosa liberazione di una coppia gay da parte della Vergine Maria e che è molto sentita dalla comunità LGBTQ locale.

Organizzare un pic-nic a Lago Laceno

Stazione sciistica molto frequentata (chiusa nel 2017, ma si spera che riaprirà a breve), Laceno, piccola ma favolosa frazione di Bagnoli Irpino, deve la sua fama anche ad un paesaggistico lago, posto a 1050 metri sul livello del mare, e alle Grotte del Caliendo, spettacolare cavità ipogea - coronata da scenografiche stalattiti e stalagmiti - di oltre 4.000 metri, la cui esplorazione è iniziata nel 1932.

Laceno, frazione di Bagnoli IrpinoHDiStock
Lo spettacolare panorama montano di Laceno

Lago Laceno è una destinazione ideale per trascorrere una giornata in pieno relax, organizzando un pic-nic circondati dal verde dei boschi e dall'azzurro delle acque. Sono tante le aree di sosta ben attrezzate e riservate alle "scampagnate". Per gli appassionati, inoltre, è una zona perfetta per praticare trekking e per curiosare nella natura circostante in cerca della sua fauna, tripudio di biodiversità, che comprende gufi reali, marmotte, lupi, volpi, tassi, falchi pellegrini, picchi neri e aquile reali.

Lago Laceno durante l'invernoHDWikipedia
Candida e innevata vista di Lago Laceno durante l'inverno

Irpinia: Scoprire le leggende della Mefite

La leggendaria e a tratti spaventosa Mefite, nei pressi di Rocca San Felice, è un piccolo lago di origine solfurea citata addirittura dal celeberrimo Virgilio nella sua Eneide. Il luogo, caratterizzato da un odore pungente, dal bollore rumoroso delle acque e da una terra arida, senza flora e fauna a causa delle esalazioni gassose, è stata indicata dal poeta latino come una Porta per gli Inferi.

La Mefite, nei pressi di Rocca San FeliceValentina Lisena
L'arida, solfurea e mitica Mefite, circondata dal verde

Dal VII al IV secolo a.C., il laghetto fu connesso al culto di Mefite, antica dea della fertilità, a cui era dedicato anche un limitrofo tempio, ormai andato distrutto. Le sue testimonianze possono essere ammirate nel Museo Irpino di Avellino, dove sono conservati ex voto, gioielli e suppellettili di ambra e metalli preziosi, ceramiche, vasi e xoana (sculture antropomorfiche di legno). Al lago sono legate anche le acque termali della zona, ricche di minerali e con effetti disintossicanti e anti-allergici, di cui potreste beneficiare presso le Terme di San Teodoro a Villamaina, che rappresentano un'ideale e piacevole pausa rinvigorente e rilassante durante la vostra visita in Irpinia.

Irpinia: Divertirsi partecipando a sagre, feste popolari e festival

L'Irpinia, in particolare durante i mesi di luglio e agosto, è animata da decine e decine di eventi imperdibili. Uno degli appuntamenti più amati è l'Ariano Folk Festival (15-19 agosto), festival musicale, ormai alla XXIII edizione, che va in cerca dei “migliori suoni del mondo” e propone gruppi dal sound ricercato, eclettico e meravigliosamente contaminato da tradizioni locali e internazionali. Tra i gruppi presenti quest'anno, ci saranno la Bandabardò, l'artista caraibica Calypso Rose, gli entusiastici Dubioza Kolectiv dalla Bosnia, il collettivo 47Soul, di origine palestinese e siriana (formatesi in Giordania), e così via.

Calitri, in IrpiniaHDiStock
Caratteristica vista del bellissimo borgo di Calitri, paese dove si tiene lo Sponz Festival

Lo Sponz festival (21-26 agosto) è un travolgente festival ideato e diretto da Vinicio Capossela e si svolgerà tra Calitri e comuni vicini, con sfilate teatrali e simboliche, concerti, stand enogastronomici, incontri culturali e riflessioni su come “salvarci dalla mansuetudine”. Cliccate qui per il programma completo.

Medioevo alla Rocca, a Rocca San FeliceHDElisabetta Di Minico
Coinvolgenti spettacoli folklorici durante la festa medievale di Rocca San Felice

Tra le altre manifestazioni estive da non perdere ad agosto, inoltre, ci sono la Fiera Enologica di Taurasi, che, tra musica e piatti tipici, offre degustazioni di pregiato vino locale, Medioevo alla Rocca di Rocca San Felice, una delle più belle feste medievali d'Italia, con rievocazioni, spettacoli teatrali e giullari itineranti, e Saperi e Sapori di Gesualdo, dove il centro storico viene ravvivato da mostre, concerti, artigianato e immancabili stand enogastronomici.

Concerto dei Molotov d'Irpinia a Saperi e SaporiHDAstrea Gesualdo
Folla e divertimento durante il concerto dei Molotov d'Irpinia a Saperi e Saperi di Gesualdo

Sempre a Gesualdo, inoltre, l'ultima domenica di agosto si tiene il "Volo dell'Angelo", un'emozionante performance tra il teatrale e il religioso, in cui un bambino, vestito da emissario celeste, viene legato a una fune d'acciaio che va dal castello fino alla Chiesa del Santissimo Rosario. Durante il suo "volo", però incontra e deve fronteggiare un temibile diavolo, che uscirà sconfitto dal confronto. In Alta Irpinia, invece, in periodo autunnale, si tengo delle allegre e gustose Sagre, come quella della Castagna di Montella e quella della Castagna e del Tartufo Nero di Bagnoli, dove non potrete resistere alle tante e squisite pietanze a base di prelibato tartufo.

Rappresentazione dell'Angelo e del Diavolo a GesualdoHDAtrea Gesualdo
Il "Volo dell'Angelo" a Gesualdo, con il Diavolo di spalle, pronto a scontrarsi con il piccolo emissario celeste

Irpinia: "Abbuffarsi" di prodotti locali

In Irpinia amerete tanto i luoghi, quanto il cibo. Senza nulla togliere alle bellezze naturalistiche e architettoniche, infatti, vi assicuriamo che una delle attrazioni maggiori della zona è la sua cultura enogastronomica.

Prodottici tipici dell'IrpiniaHDiStock
Pasta, vino, funghi, tartufi, formaggi: una carrellata di eccellenti prodotti tipici dell'Irpinia

L'Irpinia è terra di prodotti pregiati e squisiti, tra cui vini (Aglianico, Greco di Tufo, Taurasi, Fiano, Falanghina, etc.), formaggi (caciocchiato irpino, caciocavallo, pecorino di Bagnoli, pecorino di Carmasciano, etc.), insaccati (prosciutto di Trevico, prosciutto di Venticano, “sopersate”, etc.), castagne, nocciole, olio, pasta fresca, tartufo nero, pane, torrone e tanto, tanto altro ancora. La vostra linea potrebbe risentirne, ma sicuramente il vostro appetito sarà più che sazio e placidamente beato! In giro per sagre e feste, assaggiate assolutamente il caciocavallo impiccato, ossia sospeso sulla brace con una corda e sciolto per essere meglio spalmato sul pane.

Per approfondire il discorso sui vini, prenotate una degustazione in una della tante cantine locali, tra cui I Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico, Mastroberardino a Mirabella Eclano, le Cantine Antonio Caggiano a Taurasi e la Tenuta del Cavalier Pepe a Sant'Angelo all'Esca. A La Posta di Grottaminarda, invece, troverete cibo, vino e arte, perché questa caratteristica enoteca è gestita da Egidio, un brillante scultore, che ha mescolato la sua passione per il vino con la sua decennale esperienza di artista. Tra i ristoranti migliori, vi consigliamo il Marennà a Sorbo Serpico (stella Michelin dal 2009) e La Pergola di Gesualdo (provate assolutamente lo stracotto di vitello all'aglianico e il baccalà alla pertecaregna).

Vi assicuriamo, comunque, che in ogni località che visiterete, troverete ad accogliervi ristoranti, pub e pizzerie di alto livello. A Fontanarosa, paese del Carro e “antico centro di lavorazione della pietra”, famoso in tutto il mondo per le sue marmerie, ad esempio, ci sono il pub Avenida Nueva, la pizzeria Arco da Nicola, l'agriturismo I Due Pozzi, la rosticceria Rostì, l'enoteca Il Cortiglio e il ristorante La Quercia, oltre che numerose pasticcerie e gelaterie come Les Plaisirs, L'Officina del Gelato, La Vie en Rose e il Bar Scala. L'Irpinia vi accoglierà con ottimo cibo e buon vino, vi stregherà con il suo folklore e le sue tradizioni, vi innamorerà con i suoi scorci architettonici e paesaggistici, vi farà sentire a casa, anche se vi troverete a centinaia di kilometri dalla vostra.

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