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I migliori libri della buonanotte per i bambini

Ci sono alcuni libri per bambini perfetti per accompagnare i piccoli verso la nanna. Ecco una lista di cinque libri della buonanotte che i genitori possono usare nel momento del pre-nanna. Siete pronti? Leggete qui!

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Per tutte le mamme uno dei momenti più difficili della giornata è quello del pre-nanna, ovvero quello in cui si tenta di convincere il pargolo del fatto che sia tardi e sia fondamentale andare a dormire. Per le mamme da sempre in lotta con figlioli insonni, un valido alleato è rappresentato dai cosiddetti libri della buonanotte.

Buon viaggio, piccolino di Beatrice Alemagna

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La genialità di Beatrice Alemagna si esprime al meglio in questo libro edito da Topipittori.

C’è un bimbo che si sta preparando; andrà in viaggio? Andrà a compiere una missione speciale?

Non si scoprirà fino all’ultima pagina qual è la destinazione del piccolo che prepara la sua valigia, si lava i denti, saluta il papà ed il gatto e dà un bacio alla mamma. Un viaggio meticoloso e pieno di emozioni che accompagna il protagonista ed i piccoli lettori verso la meta finale: la nanna.

È l'ora della nanna di Anita Bijsterbosch

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Cosa c’è di meglio di uno sbadiglio che chiama un altro sbadiglio per facilitare il sonno? Questo dolcissimo libro edito da Clavis è perfetto per accompagnare verso la nanna i bimbi più piccoli grazie al fatto che presenta un’interazione del bambino con il libro stesso.

Sarà il piccolo lettore, infatti, ad aprire le bocche degli assonnati animali presenti in ogni pagina, facendoli così… sbadigliare. In ultimo ci sarà anche un bambino – anche lui stanchissimo – da far sbadigliare e poi addormentare serenamente.

Buonanotte a tutti di Chris Haughton

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Gli animali protagonisti del libro edito da Lapis, tratteggiati con linee basilari, sono caratterizzati da un’espressività incredibile: gli occhi dalle palpebre cadenti sono il manifesto della loro stanchezza. La protagonista è una piccola orsa che – come tantissimi bambini – non vuole andare a dormire per poter continuare a giocare. Ma il sonno pian piano arriverà fino a lei, fino a farla capitolare e a farle uscire dalla bocca un gigantesco sbadiglio.

Il tempo della lettura è scandito da pause e… da sbadigli che permettono al bambino di essere dolcemente accompagnato verso la nanna dalla voce pacata della mamma o del papà.

Storie della notte, di Kitty Crowther

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Vincitore del premio Nati per Leggere 2018, questo libro  mè frutto di un’attenta ricerca dell’autrice e della casa editrice Topipittori.

Sono storie non dedicate alla nanna ma che vengono richieste alla mamma da una piccolo orsetto che proprio non ne vuol sapere di dormire.

E così lo stile un po’ naïf e magico tipico dell’immaginario di Kitty Crowther proietta lettore e bambino in un magico universo, dove la mamma racconterà tre storie al suo piccolo, prima che questo cada tra le braccia di Morfeo.

Non sono esattamente storie “rilassanti” ma servono ad esorcizzare paure, difficoltà o avvenimenti eccitanti della giornata, traghettando con dolcezza il bambino verso il sonno.

Fate la nanna di Eduard Estivill

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Infine, segnaliamo un libro che, più che per bambini è appannaggio dei genitori molti dei quali – dopo averlo provato – hanno apertamente gridato al miracolo.

Estivill promette il 98% di successi se viene pedissequamente seguito il suo metodo anche se – a parer nostro – serve avere parecchia disciplina nonché pelo sullo stomaco per reggere un simile metodo educativo. In poche parole, il metodo Estivill consiste nel far diventare il momento della nanna come una vera e propria abitudine dai ritmi pianificati.

Dopo aver creato nella cameretta un ambiente favorevole al bambino, i genitori lo salutano, lasciandolo solo. Si sa: il bambino piangerà e questo basterà per far vacillare anche il più convinto degli educatori. Il metodo, però, pianifica una serie di rientri nella cameretta che andranno man mano scemando, finché il bambino non si abituerà a stare da solo.

Insomma, il libro di Estivill sembra una vera e propria guida pedagogica che aiuta i genitori (in primis) a vivere meglio il distacco. Magari vale la pena fare una prova (forse)…

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