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La stanza delle meraviglie: recensione del film di Todd Haynes

Dal 14 giugno 2018 arriva nelle sale La stanza delle meraviglie del regista Todd Haynes. Un viaggio nell'infanzia nella New York dei ruggenti anni '30 e caleidoscopici '70.

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Todd Haynes, regista che meriterebbe miglior fortuna e che ha arricchito il cinema di una forma più nitida e ispirata dell’arte visiva, facendone la sua bandiera autoriale, sceglie di portare sul grande schermo un bestseller della letteratura per ragazzi, La stanza delle meraviglie di Brian Selznick, autore di un altro romanzo di successo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, diventato poi film da Oscar grazie al magnifico zampino di Martin Scorsese.

Il mondo dell’infanzia di Selznick, qui anche nel ruolo di sceneggiatore, è apparentemente lontano dalla poetica del regista di Carol e Velvet Goldmine ma con La stanza delle meraviglie, presentato al Festival di Cannes, trova invece fertile terreno in una spettacolare, tenera ricostruzione a immagini delle due drammatiche e avvincenti storie in parallelo di Ben e Rose, dodicenni nati in epoche diverse ma accomunati da un’incredibile e commovente storia famigliare.

Ben, teenager degli anni ’70, ha perso da poco la mamma bibliotecaria (Michelle Williams): durante un temporale, mentre sta sfogliando un curioso libro dove, tra le pagine, trova la dedica di un uomo che potrebbe essere il padre mai conosciuto, viene colpito accidentalmente da un fulmine con la conseguente perdita dell’udito.

Una splendida Julianne Moore con i giovani protagonisti del film La stanza delle meraviglie HD01 Distribution

Deciso a incontrare il misterioso genitore, Ben s’imbarca in un’avventura solitaria a New York. Anche Rose, bambina nel 1927, è sorda; anche lei si trova in una situazione famigliare difficile e, come Ben, sfida la sua problematicità e scappa da casa verso la Grande Mela in cerca della madre attrice (Julianne Moore). Entrambi troveranno, grazie al generoso cuore pulsante della città che non dorme mai, le risposte esistenziali che stavano cercando.

L’esplorazione tra spazio e tempo che si dilata e restringe fino a ritrovare una nuova appartenenza di senso, la creatività come atto di sana ribellione, perfetta arma per difendersi dalla sofferente incomprensione del reale e strumento prezioso per costruirsi un’esistenza più piena, libera e a nostra misura: queste le profonde tracce tematiche che permeano, fin dall’inizio, la base emotiva e le azioni dei giovani e talentuosi protagonisti.

la giovane attrice Millicent Simmonds, sorda dalla nascita, recita in La stanza delle meraviglie HD01 Distribution

Todd Haynes ancora una volta riflette sul vero orientamento artistico del cinema e quella intrinseca, sapiente essenza del comunicare per immagini che è totale adesione alla sua prassi, identificata nell’uomo dietro la macchina da presa, felice demiurgo e artefice di un universo in cui, al limite imposto alla parola da una sordità reale e metaforica, trionfa lo sguardo. Un’affermazione visiva in cui la pellicola è il moderno contenitore dove poter imprimere nella memoria ogni meraviglia, come lo era l’antica Wunderkammer - esposizione privata di variegati oggetti atti a sbalordire – che, grazie al regista-curatore, diventano ambedue luoghi di puro spettacolo: il primo territorio di rigenerazione per lo spettatore, il secondo rifugio e rinascita per Ben e Rose.

Apogeo del discorso è la splendida ricostruzione della New York degli anni ruggenti, dove il bianco e nero sottolinea la rinascita, il progresso e un ottimismo collettivo in cui prevale la gentilezza, in curioso contrasto con la Big Apple in Kodachrome di fine anni’70, dai colori saturi, i costumi più sfrontati ma senso di solitudine e pericolo che isola e accartoccia l’individuo su se stesso.

Todd Haynes dirige il film La stanza delle meraviglie, in uscita il 14 giugno 2018 HD01 Distribution

Per fortuna, ci sono i bambini a cambiare ogni sfumatura, a ingentilire le strade di un’innata e genuina tenacia nel cercare il proprio posto nel futuro mondo di adulti felici, perfettamente incarnati dall’acerba grazia di Millicent Simmonds, già apprezzata in A quiet Place – Un posto tranquillo, dell’adorabile Oakes Fegley e della sempre splendida Julianne Moore.

La bellezza salverà il mondo, dice Fëdor Dostoevskij: in attesa che il futuro si compia, possiamo dire che anche Todd Haynes con La Stanza delle meraviglie porta in salvo tutto l’incanto del cinema. Dal 14 giugno 2018. 

Voto7,5/10

Commovente e complesso racconto di formazione con una regia di grande impatto visivo e un cast di giovani attori di talento

Silvia Levanti

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