Stai leggendo: Jurassic World il regno distrutto: la recensione

Letto: {{progress}}

Jurassic World il regno distrutto: la recensione

Dinosauri ancora in pericolo d'estinzione nel quinto capitolo del fortunato ciclo fantascientico di Jurassic Park. Jurassic World: il regno distrutto diretto da Juan Antonio Bayona arriva nei cinema in 2D e 3D il 7 giugno.

Una immagine tratta dal film Jurassic World: il regno distrutto Universal Pictures

2 condivisioni 0 commenti

Tra fantascienza,  sfumature teologiche e puro intrattenimento, ritorna sul grande schermo Jurassic World: il regno distrutto (Juan Antonio Bayona, 2018) quinto capitolo del regno dei dinosauri che, fin dai primi anni ’90, cavalca a suon di spettacolari catastrofi il successo di pubblico e incassi da Guinnes dei primati.

Ma dove eravamo rimasti? Il parco a tema preistorico di Isla Nubar, utopia diventata realtà grazie alla manipolazione genetica e lucida follia d’onnipotenza nel precedente Jurassic World (Colin Trevorrow, 2015) rischia di condannare per la seconda volta all’estinzione i suoi giganteschi abitanti a causa di un vulcano in eruzione. Lasciarli morire o portarli in salvo?

La popolazione terrestre si divide tra desiderio di cancellare gli errori fatti in nome del progresso, con le sue inevitabili, oscure derive o dare loro una nuova chance di sopravvivenza. L’eccentrico matematico Ian Malcolm (Jeff Goldblum) , vecchia conoscenza degli appassionati della storia giurassica, dichiara con lucida malinconia l’inevitabile necessità di lasciarli al loro destino mentre Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) non ha dubbi e cerca disperatamente fondi per evitare la morte ai suoi amati Tirannosaurus Rex e famiglia.

In suo aiuto, accorre il super miliardario Benjamin Lockwood (James Cromwell) socio del defunto fondatore del parco e il suo giovane protetto Eli Mills (Rafe Spall): con un grande dispendio di mezzi e di uomini, mette a disposizione tutto il necessario per trarre in salvo le specie più rappresentative. Insieme a lei, ritorna il comportamentista Owen Grady (Chris Pratt) e due giovani intraprendenti aiutanti.

La missione sembra dare esiti positivi fino a quando la cattura di Blu, il Velociraptor più intelligente e socievole, non rileva il vero scopo della spedizione, vendere gli animali a un’asta per miliardari e trafficanti senza scrupoli.

Jurassic World: il regno distrutto di HDUniversal Pictures

Che cosa differenzia quest'ultima fatica cinematografica, sempre supervisionata da Steven Spielberg e diretta dal regista di The Impossible, pupillo di Guillermo del Toro, dalla precedente puntata? Poco e niente, purtroppo, perché le tematiche sono sempre le stesse: buoni amanti degli animali e cattivi ingordi senza scrupoli che creano prototipi di lucertoloni-killer, coraggiosi migliori amici dell’uomo che li affrontano e così via.

Certo, i primi 15 dei corposi 128 minuti regalano puro godimento visivo e stupore di fronte alla perfezione della tecnica animatronica che, abbinata alla computer grafica, dona ai primitivi protagonisti fluidità e velocità di movimento a dir poco sbalorditiva.

La continua ricerca del colpo di scena, di piccole trovate d’effetto che cercano di sopperire – senza riuscirci – ai vuoti narrativi, a cominciare dalla vera identità della nipote di Lockwood o della breve presenza di lusso di Geraldine Chaplin, poco più di un cameo, ostacolano l’immersione dentro il mondo fantastico tanto apprezzabile nelle sue origini.

Il regista Juan Antonio Bayona con Bryce Dallas Howard, Chris Pratt e Jeff GoldblumHDGetty Images

Alla lunga, questo costoso giocattolo stanca, si accartoccia su se stesso e continua a replicare all’infinito i moduli stanchi dei punti di svolta lasciando volutamente aperta la porta, dopo i titoli di coda,  a un inevitabile seguito che, ci auguriamo, possa essere più risolto e potente di questo.

Jurassic World: il regno distrutto è nelle sale italiane in formato 2D, 3D e IMAX dal 7 giugno 2018.

Voto6,5/10

Una narrazione fiacca e irrisolta trova una felice compensazione nella tecnologia animatronica, spettacolare messa in scena di un regno dei dinosauri in disfacimento. Ma basterà per farsi amare?

Silvia Levanti

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.