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Ballare è un ottimo rimedio per prevenire il morbo di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è la causa più comune di demenza senile. Ad oggi risulta incurabile ma è possibile contrastarne l'insorgenza e prevenirlo attraverso la danza.

Coppia di anziani che balla istockphoto

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Il morbo di Alzheimer colpisce generalmente persone in età avanzata, dai 65 anni in su, e si manifesta con perdita di memoria, difficoltà di carattere motorio, senso di confusione e mancato riconoscimento di luoghi familiari, disorientamento, cambiamenti di umore e di comportamento. Solo negli Stati Uniti la malattia rappresenta la sesta causa di morte e circa il 50-80% dei casi di demenza senile deriva da essa.

In virtù di questo, la ricerca scientifica pone in prima linea gli studi sull’Alzheimer allo scopo di comprenderne quanti più aspetti possibile e di scoprire una cura efficace. Attualmente infatti non esiste una soluzione per far regredire la malattia. Gli unici interventi che possono essere fatti sono volti a rallentarne la progressione attraverso il trattamento dei sintomi e un’assistenza continua al paziente. Tali interventi riescono a migliorare la qualità della sua vita e delle persone che lo assistono e vivono con lui.

Coppia di anziani passeggia lungo il sentiero di un boscoHDpixabay

Recenti ricerche hanno dimostrato che è possibile abbassare il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer cambiando il proprio stile di vita, seguendo una dieta sana e facendo regolare attività fisica. Ad esempio è d’aiuto camminare per 150 minuti a settimana oppure dedicarsi ad attività aerobiche in acqua. L’intensità consigliata è di tipo moderato, si dovrebbe poter parlare ma non cantare.

Tuttavia questi accorgimenti danno buoni risultati solo a livello di prevenzione e non in relazione all’insorgenza della malattia. Gli esercizi svolti in palestra, infatti, sono ripetitivi, non richiedono consapevolezza delle proprie azioni, avvengono in maniera automatica una volta che si sono imparati. Di conseguenza non c’è una diretta stimolazione del cervello.

Mani di uomo e donna anziani strette l'una all'altraHDpixabay

Diverso è invece il caso della danza. Ballare crea nuove connessioni nel cervello, stimola la memoria in quanto si devono apprendere sempre nuovi passi, studiare coreografie diverse seguendo ritmi che variano dall’una all’altra. Si tratta di un allenamento sia mentale che fisico dal quale si riesce ad ottenere un miglioramento dell’equilibrio, della salute del cuore e un potenziamento del cervello, diminuendo depressione e isolamento. Tratti, questi ultimi, tipici dell’ Alzheimer.

Secondo il dott. Jo Rodda, consulente psichiatra cognitivo, la danza mantiene il cervello sano, attivo e forte. Non solo, gli esercizi assicurano un buon afflusso di sangue al cervello, cosa che incoraggia la crescita e la sopravvivenza delle cellule celebrali, aspetto fondamentale per contrastare la demenza.

Marito e moglie anziani ballano in cucinaHDistockphoto

Un’altra ricerca altrettanto importante, condotta nel 2015 su un campione di anziani, ha offerto risultati incoraggianti e positivi in quanto i volontari coinvolti in lezioni di ballo della durata di due ore, per un paio di volte a settimana, nell’arco di un anno hanno aumentato il loro punteggio da 21 a 22 nei test di memoria, mentre quelli che non hanno ballato lo hanno diminuito da 21 a 20.

Da quanto detto, dunque, è evidente che per prevenire e contrastare l’avanzata del morbo di Alzheimer è fondamentale mantenere allenato il cervello, stimolarlo continuamente perché imparare cose nuove, crea nuove connessioni in esso e aumenta le dimensioni dell’ippocampo, la zona del cervello responsabile della memoria. Anche se siamo ancora lontani da una cura effettiva ed efficace, seguire l’esempio degli anziani coinvolti nelle ricerche non può che fare bene.

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