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Come #MeToo e Time's Up hanno cambiato il modo di fare televisione

Scandali e molestie sessuali nel mondo dello star system hanno aperto un vaso di Pandora che inevitabilmente ha influenzato il modo di fare televisione: ecco come il piccolo schermo ha saputo denunciare queste violenze mettendosi dalla parte delle donne.

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Sono passati nove mesi da quando lo scandalo Weinstein ha sconvolto il mondo dello star system hollywoodiano. Da allora, in tutto il mondo sono emerse storie di abusi di potere e molestie sessuali, perpetrati ai danni di donne famose, ma anche semplici impiegate che ogni giorno avevano a che fare con pezzi grossi dell'industria.

Non lo sapevamo ancora ma, quello che emerse da Harvey Weinstein fu solo la goccia che aprì un enorme vaso di Pandora. All'ex produttore seguì il caso eclatante di Kevin Spacey, accusato da moltissimi uomini di molestie e avances non gradite, e altri meno 'gravi' come James Franco e l'ultimo, il più recente, di Morgan Freeman.

E la televisione, si sa, è lo specchio per rappresentare la nostra società odierna. Attraverso le storie dei personaggi fittizi riscopriamo noi stessi e possiamo empatizzare con le loro situazioni. Per questo, i movimenti femministi come #MeToo e Time's Up, nati sulla scia degli scandali, stanno aiutando a cambiare le cose. E finora sono stati fatti dei passi innovativi.

Gli effetti del #MeToo: L'anno del girl power

Shailene Woodley, Reese Witherspoon e Nicole Kidman in una scena di Big Little LiesHDHBO

Prima ancora di Harvey Weinstein, lo scorso anno, la televisione ha contribuito a portare in scena serie crude ma realistiche. Le protagoniste sono donne forti, vittime di violenza, e costrette a restare in silenzio, senza avere la possibilità di raccontare la loro storia. Almeno fino a quando non trovano il coraggio di ribellarsi.

Ci ha provato Big Little Lies, serie TV basata sul romanzo Piccole grandi bugie di Liane Moriarty. Attraverso la storia di Celeste (interpretata da una straordinaria Nicole Kidman), abbiamo assistito a una sorta di amore coniugale, passionale ma violento. Questa donna è intrappolata in un matrimonio con un uomo possessivo. Le ripetute violenze e gli abusi dentro le mura domestiche, l'hanno resa sempre più fragile. Solo nel finale, Celeste ha trovato il modo di reagire e l'ha fatto grazie alle sue amiche. Una solidarietà al femminile che ha aperto le strade a un nuovo modo di fare televisione.

Poi è stata la volta di The Handmaid's Tale. Anche questa serie TV è tratta da un romanzo (in questo caso, da Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood). Lo show illustra un futuro distopico, in cui la fertilità è in drastico calo a causa delle malattie e dell'inquinamento. Le poche donne fertili rimaste vengono assegnate alle famiglie d'élite, dove subiscono stupri rituali mensili, al fine di dare alla luce un degno erede alla propria casata. Un mondo post-apocalittico in cui non c'è rispetto per il sesso femminile, in cui le donne sono obbligate solo a procreare senza poter parlare o aspirare a ritrovare la libertà di un tempo. La protagonista June (Elizabeth Moss) ci proverà con tutte le sue forze.

Time's Up e #Metoo: La rivincita di Robin Wright

Robin Wright interpreta Claire Underwood in House of CardsHDNetflix

Lo scandalo Kevin Spacey è stato un fulmine a ciel sereno, che per lunghi mesi ha alimentato i giornali di tutto il mondo. L'attore Premio Oscar, accusato da diversi uomini di molestie, è stato rimpiazzato nel film Tutti I Soldi del Mondo, poi licenziato da House of Cards. La sesta stagione vedrà quindi Robin Wright protagonista assoluta: dopo cinque stagioni quasi all'ombra di Frank, Claire Underwood si prende la sua rivincita. Una soddisfazione tutta al femminile.

Time's Up: La rivoluzione di Shonda Rhimes

Se dobbiamo parlare di serie TV dopo lo scandalo Weinstein, spetta a Shonda Rhimes il compito di rivoluzionare i canoni. La produttrice televisiva è da sempre una forte sostenitrice dei diritti sociali e delle donne, perciò non potevamo aspettare di meglio.

Con Grey's Anatomy 14, Shonda ha messo in scena la violenza sulle donne (attraverso la storia di Jo Wilson), successivamente ha affrontato tematiche attuali come l'immigrazione (l'episodio Dreamers). Ellen Pompeo è inoltre uscita allo scoperto con il suo burrascoso rapporto lavorativo con Patrick Dempsey, spiegando di sentirsi, ora, più libera e serena di chiedere anche un compenso più alto - cosa che è riuscita ad ottenere.

Sul caso di molestie sessuali, Shonda Rhimes ha sfruttato la scia di Scandal 7 per raccontare una delicata storia di violenza e abuso di potere. L'episodio in questione deve ancora essere trasmesso in Italia, perciò se non volete anticipazioni, vi consigliamo di leggere questo articolo.

Sicuramente in futuro assisteremo ad altre serie TV o episodi che denunceranno questo star system hollywoodiano. E voi, cosa ne pensate?

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