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Woody Allen sulle molestie: 'Potrei essere il testimonial di #MeToo'

Respingendo ancora una volta tutte le accuse che gli sono state mosse dalla figliastra Dylan Farrow, Woody Allen ha ribadito la sua posizione su #MeToo: si sente così vicino alle vittime da poter essere il testimonial del movimento.

Woody Allen Getty Images

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In seguito all'esplosione dello scandalo Weinstein, tanti altri volti noti dello spettacolo sono finiti nel mirino.

Tra tutti, Woody Allen è stato senza dubbio uno dei più contestati e bistrattati. Molti attori e altrettante attrici che hanno lavorato con lui e per lui si sono discostati dal suo comportamento dopo che la figliastra Dylan Farrow ha ribadito le accuse di molestie sessuali nei suoi confronti, raccontando nel dettaglio in quale modo morboso il suo patrigno si approcciasse a lei.

Sono passati 25 anni da quando Dylan ha denunciato Woody Allen, ma le sue accuse sono sempre cadute nel vuoto. La reputazione del regista newyorchese ha di certo subito un brutto colpo negli ultimi mesi, ma lui non sembra curarsene.

Woody Allen con la moglie Soon-Yi PrevinHDGetty Images
Woody Allen con la moglie Soon-Yi Previn

Come riportato da EOnline, Allen ha espresso la propria posizione in merito al tema delle molestie sessuali e a #MeToo alla trasmissione TV argentina Periodismo Para Todos. Il regista si discosta completamente da Harvey Weinstein e, più in generale, da tutti i predatori sessuali:

Vogliamo tutti giustizia contro questi terribili molestatori e credo proprio che sia una buona cosa.

Woody Allen reputa assolutamente ingiusto l'essere stato accostato a loro:

Ciò che mi infastidisce è essere stato accostato a queste persone, accusate anche da centinaia di donne. Io sono stato accusato solo una volta ed è risultato tutto falso.

Woody Allen sul red carpetHDGetty Images
Woody Allen sul red carpet

Ha poi continuato asserendo di essere il primo a credere in #MeToo e nella lotta alle molestie:

Sono un grande sostenitore del movimento #MeToo e credo che dovrei essere il 'poster-boy' del movimento, perché ho lavorato nel cinema per 50 anni e nessuna delle mie collaboratrici e attrici si è mai lamentata di me.

Come reagirà Hollywood a queste dichiarazioni che, a onor del vero, suonano così stonate?

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