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31 registi nei ritratti illustrati di Federico Babina

Da Spielberg a Tim Burton passando per Hitchcock e Godard. DIRECTPORTRAIT reinterpreta 31 registi alla luce dei film che li hanno resi noti.

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Come apparirebbero i nostri registi preferiti se richiamassero i film che li hanno resi famosi in tutto il mondo? Da questa domanda sembra essere partito Federico Babina per la sua serie DIRECTPORTRAIT.

Di sicuro Quentin Tarantino avrebbe due pistole al posto degli occhi, un naso formato da un proiettile e una katana a mo' di cravatta. 

Lars Von Trier ovviamente sarebbe disegnato con gesso, richiamando le strade del suo celebre Dogville.

Lucas unirebbe le sembianze del maestro Yoda, Darth Vader e R2D2. 

E Kubrik? Il regista statunitense indosserebbe la stessa tappezzeria dell'Overlook Hotel di Shining.

Nasce così una serie di ritratti, 31 in tutto, di alcuni dei più celebri registi esistiti finora. Tutti realizzati incorporando elementi iconici, scene, dettagli dei film alla fisionomia del loro autore.

Non è la prima volta che Babina si avvicina alla settima arte: l'illustratore, grafico e architetto italiano – con sede in Spagna – aveva già realizzato le serie ARCHICINE e ARCHIDIRECTOR. Nella prima omaggia le ambientazioni più suggestive, con locandine che raffigurano l'architettura dei film, mentre nella seconda immagina le case dei registi, creandole a immagine e somiglianza delle loro pellicole.

Ma con DIRECTPORTRAIT si spinge un passo più avanti: attraverso il meccanismo della pareidolia “l'illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale” Babina realizza – come lui stesso la descrive – “una metafora del cinema, dove ogni piccolo dettaglio è un elemento chiave dell'intero mosaico”.

Ed è proprio per la pareidolia che ci sembra perfettamente plausibile che il corpo di Woody Allen sia formato dall'Empire State Building della sua Manhattan e che in testa, a mo' di ciuffo, abbia una Bananas dello Stato libero di cui è dittatore. 

Oppure che il corpo di Truffaut sia formato da una macchina da scrivere e abbia in petto, come un taschino, una fiamma recante i numeri 451, come il suo Fahrenheit.

E cosa dire allora di Hitchcock e Tim Burton? Il regista noir per eccellenza ovviamente è circondato dalla spirale di Vertigo e ha sulla spalla uno dei suoi inquietanti Uccelli, mentre il maestro delle fiabe dark contemporanee assume le sembianze di Jack Skeletron del suo Nightmare Before Christmas. 

Per Wes Anderson la scelta cade sulle caratteristiche cromie delle sue pellicole e sull'utilizzo degli oggetti vintage, come il binocolo, il 33 giri, ma anche la chiave di un Grand Hotel.

Ed Emir Kusturica? Il regista de Il tempo dei gitani ha per busto una caratteristica fisarmonica nella cui forma si inserisce un gatto: ovviamente, mezzo nero e mezzo bianco – se si esclude il colore dello sfondo.

Perché se è vero che ogni film è fatto dal regista che lo ha girato, “ogni regista è fatto di cinema”.

Per ammirare o acquistare i ritratti di Babina potete recarvi sul sito internet dell'artista, oppure guardare la bellissima animazione, accompagnata dalle musiche di Elisabet Raspall.

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