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Tra led e fuochi d'artificio, la festa di Fedez e J-Ax a San Siro

A San Siro è andato in scena uno spettacolo che, quanto al lato puramente estetico, non conosce precedenti nella musica italiana.

Fedez in nero, con una t-shirt bianca. J-Ax con cappello e giacca colorata. Cantano al microfono Francesco Prandoni

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Prendete trentuno canzoni (trentotto se considerate i medley), dieci ospiti (nomi come Levante, Noemi e Gué Pequeno), uno dei fenomeni del momento - la Dark Polo Gang - in apertura. Contestualizzate il tutto in un San Siro sold - out (con oltre 79mila biglietti venduti). Concentrate la vostra attenzione al centro dello stadio, su un palco roteante e a trecentosessanta gradi, con due passerelle, un ponte trasparente e un palco "satellite" led. E poi gabbie che vengono calate dall'alto, "micro palchi" che si alzano di svariati metri da terra. Ballerini, biker, atleti. Se pensate che tutto questo, già da solo, sia una gran figata: bene, avete ragione.

È veramente successo? 😳 Vi abbraccerei tutti e 79mila😍

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Non stiamo parlando di circo o lunapark, però. Ma di musica. Di uno dei concerti più attesi del 2018: il live di Fedez e J-Ax allo Stadio San Siro di Milano. L'evento conclusivo di un sodalizio multiplatino iniziato ormai due anni fa. "Continuare insieme sarebbe la scelta più ovvia, se il progetto con Fede fosse spiegato dal solo motivo economico", ha detto J-Ax durante l'incontro con la stampa, poco prima di salire sul palco.

"In realtà abbiamo iniziato a lavorare insieme perché alla base c'era una profonda amicizia. Avevamo esigenze artistiche comuni". "E - aggiunge Fedez - per scaricare su quattro spalle il peso della responsabilità". Piccola curiosità: Fedez è il cantante più giovane di sempre a esibirsi a San Siro. "Sì, ma io sono il più bello", specifica Ax.

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Un peso che, visti i risultati di venerdì sera, i due hanno sopportato alla grande, regalando al pubblico milanese (ma in realtà accorso da tutta Italia) uno show di cui - dal punto di vista estetico - si faticano a rintracciare precedenti nella musica italiana. "Gli effetti utilizzati per lo spettacolo sono stati studiati ad hoc", spiega Clemente Zard, promoter di Saludo. E, tra fuochi d'artificio, braccialetti distribuiti all'ingresso e capaci di illuminarsi con Ok Google, stelle filanti, glitter ed effetti di luce, ci si faticava a orientare. Come in una grande realtà virtuale nella quale è stato impossibile accorgersi di tutto quello che stava accadendo. Metaspettacolo.

❤️.

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"Fino a qualche giorno fa, quando ci venivano chieste le nostre emozioni rispondevamo che eravamo abbastanza tranquilli" ha detto Ax poco prima di salire sul palco. "A poche ore dall'inizio del concerto, invece, siamo completamente scioccati". A fare gli onori di casa è stato proprio Ax, salito sul palco alle 21 sulle note di Ribelle e basta. Quindi, un medley con il fratello Grido, per poi lasciare posto al "partner in crime" Fedez, apparso all'improvviso sul palco per la sua Generazione boh.

J-Ax in rosso, Fedez con la giacca aperta, che suona la chitarra, entrambi su un palco sollevato da terraFrancesco Prandoni
Tra gli effetti speciali, un palco a forma di gabbia calato dall'alto

Per sentire il primo brano della coppia bisogna attendere una ventina di minuti. È Comunisti col rolex, pezzo emblematico del progetto: "Ci chiamavano comunisti col rolex. Abbiamo dimostrato che in Italia è ancora possibile fare soldi in maniera onesta", ha spiegato Ax. L'altro duetto - l'unico per due brani - è con Gué Pequeno, come per spegnere le voci circa l'eterno dissing tra i tre.

E poi lo spazio è per i tanti cantanti che, in passato, hanno prestato la loro voce ai successi dei due cantanti: Malika Ayane per Sirene, Levante e Stash per Assenzio, Nina Zilli per Uno di quei giorni, Noemi per Amore eternit, Sergio Sylvestre per L'Italia per me.

La conclusione dello show è dedicata al trittico: Italiana, sicuro tormentone dell'estate 2018, ultimo singolo della coppia, Senza pagare e Vorrei ma non posto, seguita da una scarica di fuochi d'artificio. Conclusione di due ore e mezza di uno spettacolo spettacolare. E scusate il gioco di parole.

Spettacolo che, come sempre accade quando si parla della sua coppia protagonista, non si è concluso senza polemiche. Al centro, l'opportunità di definire quanto andato in scena venerdì sera un concerto e non piuttosto mero show, intrattenimento. Polemica che, tuttavia, viene meno se si intende il senso complessivo del termine spettacolo, insieme di musica ed estetica. La grande musica sta andando in questa direzione: verso la spettacolarizzazione, a volte anche esasperata, di quanto si vuole proporre.

Ce ne eravamo accorti con Jovanotti. Ce ne accorgiamo ancor di più oggi, con Fedez e J-Ax. Eppure, dedicare la propria attenzione unicamente al mero lato estetico è ingeneroso. Nei confronti dei due protagonisti, dei dieci ospiti, dei musicisti (Marco Arata alle chitarre, Paolo Jannacci a tastiera e fisarmonica, Steve Luchi e Paola Caridi alla batteria, Paola Zadra al basso, dj Zak, Lorenzo Bomeo alla viola, Elena Pascasu e Liuba Morao al violino e Salvatore Iaia al violoncello) e nei confronti delle 79.500 persone presenti a San Siro.

E l'errore consiste parzialmente anche nel considerare la qualità (opinabile, naturalmente) del repertorio come metro di giudizio. Il che, chiaramente, fa venir meno una qualsiasi distinzione della musica ascoltata su un disco e quella sentita in un concerto.

Se esiste dell'oggettività nella bellezza, questa sicuramente premia lo show di Fedez e J-Ax. La soggettività consiste invece nel gusto del singolo spettatore: nel suo preferire un semplice palco con un cantante che imbraccia una chitarra acustica, o venti ballerini di contorno a uno show dalle dimensioni colossali.

Quel che sembra abbastanza certo è che, d'ora in poi, i cantanti della nuova generazione che metteranno piede nei luoghi della grande musica dal vivo dovranno obbligatoriamente misurarsi con spettacoli come quello andato in scena venerdì. Per provare ad alzare l'asticella. O per distanziarsene con evidenza.

Fedez, in piedi, canta sul palco di San SiroFrancesco Prandoni
Fedez è stato il cantante più giovane a esibirsi a San Siro

La scaletta del concerto a San Siro:

  1. Medley J-Ax: Ribelle e basta, Miss e Mr. Hide, Pub Song (con Grido), L'uomo col cappello
  2. Generazione boh
  3. Medley Fedez: Ti porto con me, Tutto il contrario, Faccio brutto
  4. 21 grammi
  5. Comunisti col Rolex
  6. Musica del cazzo
  7. Rap n' roll (con Gué Pequeno)
  8. Pensavo fosse amore (con Gué Pequeno)
  9. Si scrive schiavitù
  10. Più stile
  11. Medley: Deca dance, Immorale
  12. Olivia Oil
  13. Medley: Fabrizio fa brutto, Non c'è due senza trash
  14. Sirene (con Malika Ayane)
  15. Assenzio (con Levante e Stash)
  16. Sembra semplice
  17. L'hai voluto tu
  18. Spirale ovale
  19. Domani smetto
  20. Uno di quei giorni (con Nina Zilli)
  21. La panchina (Cris Brave)
  22. Amore eternit (con Noemi)
  23. Cigno nero
  24. Magnifico
  25. Maria Salvador (con Il Cile)
  26. L'Italia per me (con Sergio Sylvestre)
  27. Fratelli di paglia
  28. Piccole cose
  29. Italiana
  30. Senza pagare
  31. Vorrei ma non posto

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