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Perché dovremmo leggere Brave di Rose McGowan

Nel suo memoir l'attrice condanna l'industria di Hollywood, la misoginia e il mostro Weinstein.

Rose McGowan, autrice di Brave Getty Images

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Rimbomba ancora nelle orecchie la durezza del discorso di Asia Argento, avvenuta sul palco del Festival di Cannes, in cui l’attrice ha ricordato la violenza subita nel 1997 da Harvey Weinstein, proprio a Cannes. L’attrice italiana continua a lottare per la rivoluzione femminile, a fianco di tante altre attrici che si battono per cambiare le dinamiche di una società che da troppo tempo si fa muta davanti a casi di abusi.

Nel coro di voci, che dal 10 ottobre (giorno in cui il New Yorker pubblica il reportage di Ronan Farrow) stanno raccontando le proprie storie da sopravvissute, spicca senz’altro quella di Rose McGowan, la prima attrice ad aver denunciato, assieme ad Ashley Judd, gli abusi di potere del capo della Miramax.

La cover del memoir di Rose McGowanHarperCollins

Alle denunce delle vittime sono seguite la solidarietà di altre attrici e di personalità politiche e del mondo dell’informazione; in poco tempo sono nati i movimenti #metoo e #Timesup, il Time ha dedicato una sua copertina alle donne che hanno rotto il silenzio indicandole come Persone dell’anno e si è svolta la seconda edizione della Women’s March, a cui hanno partecipato quasi 4 milioni di persone.

Lo scandalo Weinstein ha dato vita a un nuovo movimento femminista e ha generato un continuo dialogo sulla questione degli abusi. Combattere le molestie sessuali e i comportamenti inappropriati, cambiare la mentalità patriarcale e misogena della società, generare una svolta nella percezione della donna, sono le priorità che accomunano molte donne in tutto il mondo. 

Hollywood è un mondo corrotto che diffonde corruzione. Brave non svela degli oscuri segreti, racconta le cose come stanno.

Rose McGowen è di sicuro una di loro, e della sua esperienza ha voluto farne un libro – Brave. Il coraggio di parlare (HarperCollins) – un racconto intimo che raccoglie i ricordi legati alla sua vita, dall’infanzia a oggi.

La foto scelta per la copertina del libro anticipa il contenuto delle pagine a volte molto crude: Rose è ritratta mentre si rasa a zero i capelli, un vero e proprio grido di battaglia. È il simbolo della grande svolta dell’attrice. 

Prigioniera della setta dei Bambini di Dio 

Rose McGowan adolescente HDFacebook/Rose McGowan

Nata in Toscana, Rose è cresciuta nella setta dei Bambini di Dio, un ambiente profondamente sessualizzato, gestito dal predominio maschile. La sua era una famiglia con tendenze autodistruttive, con una madre assente e un padre maniaco-depressivo. Quando la setta cominciò a sostenere la necessità della pedofilia, il padre decise di trasferire i figli in America.

Gli anni dell’adolescenza di Rose sono anni da fuggiasca, in cui comincia a sperimentare le prime droghe e taglia i ponti con la sua famiglia. Vive per strada come una vera punk, poi in compagnia di personaggi poco raccomandabili. 

Combatto da sempre contro uomini che mi odiano semplicemente perché sono una donna, ed è una battaglia che è iniziata con mio padre. Il genere di appartenenza ci rendeva nemici. Sosteneva che la sua rabbia e i suoi fallimenti dipendessero dalle donne, che fosse tutta colpa loro (e quindi mia).

Rose è una 15enne con un bisogno spasmodico di libertà e, per guadagnare i suoi primi soldi, decide di rispondere a un annuncio come comparsa in un piccolo film di serie B. Sul set subisce la sua prima esperienza di molestia. Negli anni della sua giovinezza si susseguono numerose fughe dalla casa di suo padre, storie soffocanti, solitudini e disturbi alimentari, fino alla morte dell’unico ragazzo che sembra davvero voler prendersi cura di lei.

Le luci del cinema e l’incubo di Weinstein

Rose McGowan e WeinsteinHDGetty Images

A 22 anni esordisce come protagonista in Doom Generation, un film che le premette di affacciarsi sul magico mondo del cinema americano. Seguono Scream, Phantom, Vivere fino in fondo, film che la avvicinano sempre più al ruolo di star.

È proprio alla prima di Vivere fino in fondo, al Sundance Film Festival del 1997, che conosce il capo della Miramax, Harvey Weinstein. Nel libro l’attrice non nomina mai Weinstein: “Oggi conosciamo tutti il nome del Mostro, ma ho deciso di non usarlo. Non mi piace e, benché lo conosca bene quanto voi, mi rifiuto di vederlo comparire nel mio libro”. A quella serata segue un incontro di lavoro, un appuntamento che avrebbe segnato l’inizio di quella che l’attrice definisce “una cospirazione che sarebbe durata venti anni”. La riunione richiesta da Weinstein con l’attrice non era un incontro tra professionisti, come oggi ormai sappiamo bene, ma una trappola con cui l’uomo aveva già tormentato altre donne.

In una suite d’albergo Weinstein, uomo imponete, alto e massiccio, incontra Rose. Dopo una chiacchierata sui progetti di carriera dell’attrice, i due si avviano alla porta, ed è lì che l’uomo la spinge nella sua rete. In una vasca idromassaggio pratica del sesso orale su di lei che, bloccata come una statua, finge un orgasmo per far finire in fretta l'atto. 

Mi sentivo sporca, ero stata violata nel profondo ed ero pervasa da una tristezza sconfinata. Continuavo a pensare alla sera della proiezione, al fatto che lui si era seduto dietro di me; quel dettaglio non mi rendeva responsabile dell’accaduto, ma mostrava la possibilità che anche io avessi fatto la mia parte per sedurlo.

Rose decide di non denunciarlo, evita tutte le sue chiamate e finisce così sulla lista nera di uno degli uomini più potenti dell’industria del cinema.

Marilyn Manson e Robert Rodriguez, le due love story di Rose

Rose McGowan con RodriguezHDGetty Images

Dopo poco meno di un anno Rose inizia la sua storia d’amore con il cantante Marilyn Manson. Lui, personaggio controverso della musica metal, è l’uomo che, gentile e presente, l’aiuta a rimettersi in sesto. Con lui è felice, innamorata, lo segue in tour, diventa la chiacchierata lady Manson dando scandalo agli MTV Video Music Award del 1998 con un abito che ha fatto storia. Ma il circo di Manson, che tanto l’aveva divertita all’inizio, la sfianca e così, dopo tre anni, decide di rompere la love story con il cantante.

Un'altra importante storia d’amore fa capolino nella vita di Rose, ed è quella con il regista Robert Rodriguez. Conosciutisi a Cannes, i due intrecciano una storia appassionata che tentano (invano) di tenere nascosta perché lui già sposato. Rodriguez perde la testa per lei e scrive il personaggio di Cherry Darling, la protagonista del film Planet Terror, ispirandosi alla sua musa. Il film non porta fortuna alla coppia, anzi segna la rottura tra i due. Il regista infatti decide di vendere il film proprio a Weinstein, costringendo così Rose a incontrare il suo Mostro durante tutte le presentazioni.

La voce di Rose nel memoir Brave

Rose McGowan e la battaglia per le donneHDGetty Images

Dopo la fine della sua storia con Rodriguez, la morte del padre, una brutta depressione, Rose decide di prendersi del tempo per se, per guarire e riprendere in mano la sua vita. Decide di far sentire la sua voce, smascherare Hollywood e le sue nefandezze; decide di ribellarsi agli stereotipi, di protestare, di rendere visibile i soprusi, decide di creare una rete di donne e uomini capace di smontare il pensiero tradizionale. Alle sopravvissute, che come lei affrontano le giornate con una forza straordinaria, consiglia di vivere un’esistenza piena di avventure, di essere creative, di essere migliori. Coraggiose.

Brave è il diario di un’attrice di Hollywood che smonta il sogno glamour del cinema e ci racconta quanto possa essere nauseante la vita da star. Il suo percorso non è stato affatto semplice, e Hollywood è stato per lei un culto peggiore di quello subito nella setta dei Bambini di Dio.

La lunga confessione dell’attrice è sincera, gli abusi e le umiliazioni sono dettagli amari che raccontano, con tono crudo e pieno rabbia, come sia riuscita ad abbattere il Mostro, azionando uno dei cataclismi mediatici che faranno Storia.

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