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Moses Farrow difende il padre Woody Allen dalle accuse della madre

Il figlio di Woody Allen e Mia Farrow ha risposto alle accuse rivolte al padre con un saggio sul proprio blog in cui descrive i comportamenti abusivi della madre nei confronti suoi e dei suoi fratelli.

Woody Allen con Mia Farrow Getty Images

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Mercoledì 23 maggio Moses Farrow, il figlio di Mia Farrow e Woody Allen, ha pubblicato un post nel suo blog in cui dichiara di essere stato vittima di abusi emotivi e fisici insieme ai suoi fratelli da parte della madre.

Il post si chiama “A Son Speaks Out” (“un figlio decide di parlare”) e descrive l’asserito abuso avvenuto in casa della madre Mia, che una notte avrebbe anche chiuso fuori il figlio Thaddeus (che ha commesso suicidio nel settembre del 2016) nel capanno in giardino. Ancora, Moses ricorda un altro incidente in cui la madre lo avrebbe picchiato perché aveva apportato modifiche ad un paio di jeans che lei gli aveva regalato.

"Sono una persona molto riservata e per niente interessata all’attenzione del pubblico. Ma, considerati gli attacchi incredibilmente inesatti e fuorvianti ai danni di mio padre, Woody Allen, sento di non poter rimanere più in silenzio mentre lui continua ad essere condannato per un crimine che non ha commesso”. Queste le parole con cui Moses apre il post, che fanno riferimento alle accuse mosse dalla sorella Dylan, adottata insieme a lui dai genitori, la quale ha detto di essere stata vittima di molestie sessuali da parte del famoso regista quando era una bambina. Allen le ha respinte con veemenza, e la figlia Dylan in un’intervista video ha criticato aspramente anche i sostenitori della campagna #MeToo e di Time’s Up per non aver condannato Allen così come hanno fatto con harvey Weinstein e gli altri.

Il post di Moses Farrow continua così: “Ero presente per ogni cosa che è venuta fuori da questa casa prima, durante e dopo del supposto evento. Ora che l’isteria pubblica dei primi mesi di quest’anno è scemata un po’ ed io nutro un minimo di speranza che si dia una chance alla verità, voglio condividere la mia storia”. Moses dunque afferma che gli eventi descritti da Dylan non sono corretti, e lo fa raccontando la sua versione dei fatti del 4 agosto 1992: la madre fuori a fare shopping con un’amica, mentre lui, i fratelli, ed i figli dell’amica della Farrow erano in casa sotto la supervisione di due tate ed un’insegnante di francese. Anche Woody Allen era in casa, a guardare Chi ha incastrato Roger Rabbit.

Descritta la cornice, Moses comincia a spiegare come nei mesi precedenti la madre avesse costantemente instillato nei figli l’idea che Allen fosse un mostro (aveva scoperto da poco che lui aveva una storia con la sua stessa figlia adottiva). “Ero il figlio più grande in casa e prendevo sul serio gli avvertimenti di mia madre. Sentivo di doverla sostenere”. Dopo aver ricostruito la storia della famiglia composita in cui è cresciuto, e spiegato che tipo di padre fosse Allen (non ha mai vissuto con loro, ma li visitava quasi quotidianamente), Moses commenta lo scandalo della storia del padre con la sorella: “Sì, è stato poco ortodosso, fastidioso, ha distrutto la nostra famiglia e ferito terribilmente mia madre.

Ma la relazione in sé non è stata lontanamente devastante per noi quanto l’insistenza di mia madre nel fare di questo tradimento il centro delle nostre esistenze da quel momento in poi.

Il post dunque sposta l’attenzione sulla madre: la storia con Sinatra da giovane, quella col marito della migliore amica (finita poi in ospedale psichiatrico), la voglia di far vedere al mondo l’immagine di una famiglia felice con figli biologici ed adottati che vivono in armonia, quando la realtà era un’altra. Soprattutto nel rapporto tra Mia Farrow e Soon-Yi (la figlia adottiva e poi moglie di Woody Allen) pare ci sia sempre stato attrito, e che l’attrice di Rosemary’s Baby avesse trascurato i problemi dei suoi figli (Tam e Larkin soffrivano di depressione, e sono morti anche loro). Il resoconto continua con una serie di episodi che mostrano il lato più instabile di Mia Farrow, le punizioni per malefatte inesistenti ed il continuo lavaggio del cervello per far ammettere ai figli i propri errori.

Moses racconta che non era possibile sfuggirle, che la madre faceva scenate di fronte a chiunque se veniva contraddetta dai figli e poi torna agli eventi dell’asserita molestia ai danni di Dylan: Moses Farrow spiega come i dettagli riportati dalla sorella non siano verosimili, alcuni assolutamente falsi, e ricorda come poi la sera e la mattina successiva la piccola Dylan (all’epoca aveva 7 anni e lui 14) si comportasse col padre in maniera del tutto naturale e gioiosa. Il lungo post si conclude con una serie di messaggi diretti alle persone convinte della colpevolezza del padre, cui chiede di tener conto di tutti i fatti prima di esprimere giudizi; agli attori che si sono pentiti di aver lavorato con Allen, cui dice di aver affrettato il proprio giudizio; alla sorella Dylan, cui augura di trovare serenità lontano dalla presenza negativa della madre, come ha fatto lui; ed infine a Mia Farrow.

#miafarrow

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“C’è una cosa che hai sempre detto di apprezzare di me, la mia capacità di ascoltare. Ti ho ascoltata per anni e considerato la tua verità superiore a quella di chiunque altro. Una volta mi hai detto: ‘Non è salutare aggrapparsi alla rabbia’. Eppure siamo qui, 26 anni dopo. Immagino che la tua prossima mossa sarà lanciare una campagna per screditarmi. So che è tipico. Ed è un fardello che sono pronto a portare.

Ma dopo tutto questo tempo, quando è troppo è troppo. Tu ed io conosciamo la verità. Ed è ora che la vendetta finisca.

La sorella Dylan, intanto, ha commentato questo saggio del fratello a People come “un tentativo di sviare l’attenzione da un’accusa credibile fatta da una donna adulta, mettendo in discussione mia madre, che è sempre stata nient’altro che di sostegno per me ed i miei fratelli. Può essere confutato facilmente, contraddice anni di dichiarazioni che lui stesso ha rilasciato, è oltremodo offensivo nei miei confronti, ed è parte di un tentativo più ampio di screditare l’abuso che ho subito… Mio fratello è una persona con problemi. Mi spiace che stia facendo questo.

Cosa pensate di questa complicata faccenda?

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