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Irlanda, domani il referendum sull'aborto: cosa c'è da sapere

Alle 7 si apriranno i seggi: i cittadini irlandesi potranno decidere se abrogare l'ottavo emendamento che rende incostituzionale l'aborto

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Domani, in Irlanda si andrà al voto per decidere se eliminare l'ottavo emendamento della Costituzione che, equiparando il "diritto alla vita del nascituro" al "diritto alla vita della madre", proibisce l'aborto.

I cittadini irlandesi si recheranno alle urne per decidere se abrogare questo emendamento, assegnando al Parlamento il compito di redigere una nuova legge meno restrittiva sull'interruzione volontaria di gravidanza.

Attualmente, infatti, in un Paese fortemente cattolico come quello irlandese, l'aborto è proibito dalla costituzione in tutti i casi - dallo stupro alle gravi anomalie fetali - tranne in quello in cui la vita della donna sia a rischio. 

Alla vigilia di una data così epocale, i sondaggi offrono l'immagine di un Paese spaccato a metà.

La storia dell'ottavo emendamento in Irlanda

Nel 1983, attraverso un referendum costituzionale, è stato introdotto l'ottavo emendamento, l'articolo 40.3.3 che sancisce l'incostituzionalità dell'aborto nell'ordinamento irlandese. L'emendamento era stato approvato dal 62% degli elettori.

Nel 1992, la Corte Suprema ha introdotto l'unico caso di ammissibilità di interruzione volontaria di gravidanza, quello in cui la vita della partoriente fosse in grave rischio. Come conseguenza di questo atto ci fu l'inserimento del tredicesimo emendamento della Costituzione, che permetteva alle donne di andare all'estero per interrompere la gravidanza. 

Un provvedimento destinato a restare sulla carta e rimanere privo di efficacia pratica. Nel 2010, una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiesto al Paese di modificare la propria costituzione così da garantire l'effettiva salvaguardia della salute delle donne in gravidanza. 

Tre anni dopo, il Parlamento emana la Protection of Life During Pregnancy Bill, legge tutt'ora in vigore, che consente l'aborto nel caso in cui la gravidanza metta a rischio la salute della donna. Resta questa, dunque, l'unica condizione in cui in Irlanda è possibile eseguire l'interruzione volontaria di gravidanza.

Tra i rischi per la salute della donna è incluso anche l'intenzione di commettere suicidio: il disagio psichico deve essere certificato da tre medici. Nel caso le venisse rifiutata la possibilità di abortire, la donna può fare ricorso affinché venga riesaminata la sua condizione 

Si tratta di un iter complicato, che prevede diverse visite specialistiche, non sempre in grado di stabilire l'effettivo disagio psichico di una donna in gravidanza. L'aborto viene concesso in rarissimi casi. Sotto la protezione di questa legge, sono state interrotte 26 gravidanze nel 2014, altrettante nel 2015, 25 nel 2016.

Una nuova legge per l'aborto in Irlanda

Qualora dovesse passare il Sì, l'ottavo emendamento verrà abrogato ma finché non entrerà in vigore una nuova legge, sarà la Protection of Life During Pregnancy Bill a stabilire l'unica condizione per la quale è permesso abortire.

Nel 2016, il Parlamento aveva istituito un’Assemblea di cittadini e cittadine guidata da una giudice della Corte Suprema. Dopo mesi di lavoro, l'Assemblea proponeva di garantire il diritto all'aborto quando la salute fisica o mentale della donna fosse a rischio, nei casi di stupro, di generiche anomalie fetali e per motivi socio-economici. 

Il Parlamento ha successivamente votato la raccomandazione dell'Assemblea, pronunciandosi positivamente riguardo all'abrogazione dell'ottavo emendamento ma rifiutando la possibilità di abortire per generiche anomalie del feto o a causa di fattori socio-economici.

Qualora vincesse il Sì, la proposta per la nuova legge prevede l'interruzione di gravidanza senza restrizioni entro la dodicesima settimana, oltre la dodicesima settimana nel caso che la vita della donna e la sua salute (mentale e fisica) siano a rischio, o in caso di gravi anomalie del feto. Pur essendo prevista l'obiezione di coscienza, i medici che non vogliono eseguire l'interruzione volontaria di gravidanza devono garantire il diritto all'aborto della paziente indirizzandola verso un altro professionista non obiettore. 

I sondaggi sul referendum in Irlanda

L’ultimo sondaggio, realizzato da Irish Times Ipsos il 17 maggio scorso, vede il Sì in vantaggio con il 44%, il No segue al 32%. A pesare, saranno gli indecisi che, nel sondaggio, si assestano sul 17% mentre il 5% è la percentuale che rappresenta i non votanti. 

Il primo ministro, Leo Varadkar, appartiene ai liberali di centrodestra del Fine Gael: il partito non ha dettato una posizione - consigliando di votare secondo propria discrezione - tuttavia il governo si è espresso a favore del Sì. Dall'ultimo sondaggio di fine aprile, il fronte per l'abrogazione dell'ottavo emendamento ha perso dieci punti.

I seggi apriranno i battenti domani alle 7: per i 3.2 milioni aventi diritto sarà possibile votare fino alle dieci. Una svolta epocale, una votazione molto sentita, che sta richiamando in Irlanda tantissime persone che vivono all'estero.

Attualmente, l'aborto è punito con 14 anni di detenzione. Secondo Rightinfo.org, ogni giorno dalle 10 alle 12 donne e ragazze che vivono in Irlanda, viaggiano in Inghilterra per abortire. La maggior parte di queste donne ha un'età compresa tra i 20 ei 34 anni. In totale, quasi 4.500 donne all'anno viaggiano nel Regno Unito per abortire.

Centinaia di donne irlandesi ordinano pillole per l'aborto online ogni anno. Nel 2017, l'organizzazione Women Help Women ha spedito 878 pillole abortive alle donne della Repubblica d'Irlanda, un dato in aumento rispetto alle 302 pillole del 2016.

Domani si scriverà il futuro del Paese: il 25 maggio sarà il giorno in cui i cittadini decideranno se difendere o cancellare una delle norme più conservatrici d'Europa sull'interruzione volontaria di gravidanza. 

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