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Aborto: la rivoluzionaria legge 194 compie 40 anni

Il 22 maggio si commemorano i 40 anni dalla promulgazione della legge sull'aborto,, tra obiezioni di coscienza e nuove frontiere farmacologiche della libertà di scelta.

Legge 194 ANSA

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Era il 22 maggio del 1978 quando, a seguito di una lotta estenuante sia politica che sociale, è divenuta realtà la legge 194 che ha dato il diritto alle donne di poter liberamente optare per un’interruzione di gravidanza volontaria (IVG).

Il radicale Marco PannellaHDANSA

L’insieme delle "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza", fortemente volute dall’allora Partito Radicale e ri-confermate dai 27.395.909 “no” del referendum abrogativo del 1981, sono da annoverare tra le 10 tappe fondamentali dell’emancipazione delle donne in Italia nonché come una delle più grandi rivoluzioni di genere che hanno caratterizzato la nostra storia.

È proprio grazie alla Legge 194, insieme alla decisione del 1976 di annullare le norme che vietavano la vendita della pillola anticoncezionale per scopi non terapeutici, che le donne possono decidere se diventare madri o meno senza dover rischiare la vita (o l’utero) optando per l’illegale e pericolosissima pratica dell’aborto clandestino.

ProVita e obiezione di coscienza

Non una di meno, il manifesto 40 anni dalla legge 194HDNon una di meno

Nonostante la legge 194 sia ormai una realtà consolidata, la norma crea ancora tantissime futili polemiche tanto che, proprio per i 40 anni dal suo avvento, associazioni ProVita hanno organizzato in questi giorni una serie di manifestazioni per promuoverne l’abolizione. 

Manifestazioni precedute anche da una serie di cartelloni dai ricattatori “claim” e in netta contrapposizione con i cortei organizzati soprattutto dal collettivo Non una di meno che invece approfitterà del 40ennale della norma per far sentire la propria voce in molte piazze italiane anche contro la pratica diffusissima dell’obiezione di coscienza che, come sottolinea l’Appello nazionale di Non una di meno verso i 40 anni della Legge 194 riportando gli oggettivi dati del Ministero della Salute (gli ultimi disponibili, risalenti ad aprile del 2016):

A quarant’anni dall’approvazione della Legge 194, in Italia l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza è sempre più un percorso a ostacoli. Il numero di medici obiettori ha raggiunto una media nazionale del 70%, con punte del 90% in alcune regioni. Solo 390 su 654 strutture dotate di reparti di ostetricia e ginecologia effettuano interruzioni di gravidanza.

Aborti in diminuzione: RU486 e le pillole dei 3 e 5 giorni dopo

All’attivo del reale problema dell’obiezione di coscienza e le polemiche che da sempre la attaccano, la legge tutta italiana numero 194 è sulla carta tra le migliori al mondo e inoltre grazie a questa gli aborti sono più sicuri e meno frequenti rispetto ai Paesi dove l’IGV è proibita.

Manifestazione pro-abortoHDANSA

In Italia, infatti, dal 1983 al 2016 sono diminuite di circa 30% le donne che decidono di portare a termine una gravidanza e questo non solo perché è diventato (paradossalmente) molto più complesso abortire a causa degli obiettori ma anche e soprattutto grazie alla commercializzazione (ufficializzata il 10 dicembre 2009) dell’interruzione della gravidanza farmacologica ovvero della famosa pillola RU486.

Pillola anticoncezionaleHDIStock

Oltre alla RU486, un altro farmaco che sicuramente ha avuto il merito di abbassare la percentuale di aborti in Italia è la pillola dei 3 o 5 giorni dopo per la contraccezione di emergenza. Tali farmaci sono acquistabili dal febbraio del 2017 in farmacia senza obbligo di prescrizione se si è maggiorenni. Le ragazze minorenni, invece, possono richiederne gratuitamente la ricetta presso un qualsiasi Pronto Soccorso, consultorio, medico di base e alla guardia medica.

Anche in questo caso, purtroppo, l’obiezione di coscienza è consentita ma il sanitario ha l’obbligo di legge di dare ogni informazione affinché si possa ottenere la prescrizione e far valere la nostra libertà di scelta.

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