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Il diario della giornata di FoxLife alla Race for the Cure 2018

"Insieme possiamo vincere": in 70 mila corrono per promuovere la prevenzione del cancro al seno. C'era anche la Redazione di FoxLife oggi in strada a Roma: ecco cosa ci hanno raccontato le migliaia di donne presenti.

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Race for the Cure di Roma 2018: più di 70 mila iscritti alla maratona che oggi ha tinto la Capitale di rosa.

Un unico grande messaggio: promuovere la prevenzione, combattere il cancro al seno, trasmettere forza a chi sta lottando contro il tumore. Sconfiggere questo male si può.

E allora, il Circo Massimo si trasforma: diventa il Villaggio del Benessere dove, da giovedì fino a oggi, è stato possibile immergersi in tantissime attività. Dallo yoga della risata al pilates, passando per la Pet Therapy.

Quattro giorni dedicati alla prevenzione, culminati nella maratona di questa mattina. Partenza alle 10 da Bocca della Verità, per una corsa di 5 chilometri che, alla sua 19esima edizione, è più viva che mai.

Race for The Cure 2018: "Coraggiose teste pelate al vento"

Le parole di Rosanna Banfi, madrina dell'evento insieme a Maria Grazia Cucinotta, irradiano di forza il Circo Massimo: "Questo palco, in nove anni, mi ha visto cambiare. La prima volta ero pelata, impaurita, intimorita. Non sapevo cosa avrei trovato, credevo di essere solo io malata. Sono arrivata qui con la testa rapata e molto inibita.

Poi, però, quando ho visto tante di quelle donne nella mia stessa condizione, coraggiosissime, senza vergogna, con le teste pelate al vento, ho preso coraggio anche io.

Rosanna BanfiHDLaura Castellani

Lo slogan della manifestazione è "We can win together". Insieme possiamo vincere, lo ribadisce anche Rosanna:

Ho capito che purtroppo siamo in tante. Ma dato che siamo in tante, dobbiamo stare insieme e prendere forza per sconfiggere questo male. 

"Tutta questa gente è qui per noi, ad aiutarci a sconfiggere il cancro. A tornare come prima, anzi, più belle di prima. Qualcuno dice che anche il cancro ci fa bene. Beh, eccoci qua!".

Race for the Cure di Roma 2018: La prevenzione 

"L'attenzione per la prevenzione e per la cura è aumentata. Per fortuna, anche grazie all'impegno della Regione, lo screening oncologico è raddoppiato in questi anni.

E non dobbiamo fermarci: il modo migliore per essere vicino a queste donne è essere coerenti attraverso una sanità nuova che, oltre che curare, punta tutto sulla prevenzione.

Sono le parole di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, pochi istanti prima della corsa. 

Nicola ZingarettiHDLaura Castellani

Presente anche la sindaca di Roma Virginia Raggi: "Un vero onore partecipare a questa bellissima iniziativa, anche se idealmente perché non correrò. Questa iniziativa è un inno alla vita: grazie alla Komen Italia, sempre più persone sono informate sul valore della prevenzione per sconfiggere questa malattia.

Non solo è importante la prevenzione, dobbiamo anche iniziare a prendere coraggio e a fare gli esami.

Un male che colpisce tantissime persone: una donna su nove sviluppa un tumore al seno, nella sua vita. Ma anche gli uomini possono ammalarsi di cancro alla mammella: "Su 100 malati, uno è di sesso maschile", sottolinea Aurelio De Laurentiis, Presidente Onorario della manifestazione.

La prevenzione, con numeri come questi, diventa di vitale importanza. Gli esperti raccomandano mammografie annuali una volta superati i 40 anni di età, oltre all'autopalpazione. 

"Con la scuola ho iniziato questo percorso, mi hanno aiutato a capire l'importanza della prevenzione", racconta Benedetta, una ventenne ormai alla sua terza Race.

Credo sia giusto sensibilizzare, specialmente tra i giovani che non sono molto attenti su queste cose.

conclude il suo amico, anche lui 20 anni.

Race for the cure: Roma si tinge di rosa contro il cancro al senoirginia RaggiHDLaura Castellani

E allora, l'appello della sindaca Raggi diventa ancora più importante: "Siamo bravissime, noi donne, a prenderci cura degli altri. Ma quando dobbiamo prenderci cura di noi stesse, ci mettiamo alla fine, anche per un po' di paura. Siamo qui per tutte le donne che hanno superato la malattia, per chi sta lottando e per chi invece non ce l'ha fatta", ha concluso.

Race for the Cure: in memoria

Proprio a molte di queste donne sono dedicati i pensieri che le persone lasciano su una parete strapiena di scritte.

Anche se tu non ci sei, noi siamo venute anche per te.

È stata dura ma ce l'abbiamo fatta. Insieme, io e te.

Queste, e molte altre, sono le parole scelte da chi ha vinto la propria battaglia o da chi, attraverso la Race for the cure, vuole onorare la memoria di chi non c'è più.

MessaggiHDLaura Castellani

E quando la manifestazione si sta per concludere, i palloncini rosa vengono lasciati volare. Un messaggio rivolto al cielo.

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