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La prima biografia ufficiale di Mozart, finalmente tradotta in Italia

La storia di un genio assoluto, ora disponibile anche nel nostro Paese per Zecchini Editore.

Ritratto del compositore Wolfgang Amadeus Mozart Getty Images

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Di Mozart s'è detto o scritto di tutto. Bimbo prodigio e genio assoluto della musica classica, ha iniziato a muovere le mani sul clavicembalo a soli 3 anni. A 4 suonava pezzi brevi e a 5 già componeva le prime opere, oggi note come Wolfangerl Compositiones. Dopo soli 30 anni da questi primi componimenti, sarebbe tuttavia morto. Una morte spesso raccontata e imputata a strani messaggeri e a un presunto avvelenamento.

Non secondo Georg Nikolaus Nissen, autore della prima biografia ufficiale sul musicista salisburghese. Come riporta Nissen, il secondo marito di Costanze, conosciuta sei anni dopo la morte del compositore, Mozart riposava poco e beveva molto – champagne e punch per la precisione – mettendo spesso a repentaglio la sua salute. Questo fino al tragico finale avvenuto pochi giorni dopo aver completato la sua 626ma composizione, Le Nozze di Figaro, opera fortemente voluta dall'imperatore Giuseppe II e che, per via del suo carattere troppo spregiudicato e rivoluzionario, gli procurò uno scarso compenso.

Copertina del libro su MozartZecchini editore

Al di là delle supposizioni inedite sul motivo della sua morte (e di cui oggi è impossibile dimostrarne la fondatezza), quello che colpisce di questa biografia è la mole di notizie e documenti autentici. Nissen, motivato da Costanze, inizia un'accurata ricerca attraverso fonti di prima mano e riesce ad entrare in contatto diretto con musicisti che hanno conosciuto Mozart. Il dono più prezioso sono le 400 lettere familiari che Nannerl, sorella del compositore ormai anziana e cieca, gli fa recapitare. Si tratta infatti di documenti che nessuno, fino a quel momento, aveva consultato.

Tuttavia Nissen muore nel 1826, prima che la biografia sia completata. Sarà la stessa Costanze a proseguire il suo lavoro, che porterà alla pubblicazione dell'opera. Decide in primo luogo di eliminare dall'opera le vicende più polemiche. Come le lettere che Leopold, padre di Mozart, invia al figlio intorno al 1781 per esprimere il proprio disappunto sulle sue scelte. Il giovane Mozart, ormai venticinquenne, rifiuta infatti di tornare nella casa paterna salisburghese e si licenzia dall'arcivescovo Colloredo per trasferirsi a Vienna e lavorare come libero professionista. Qualcosa di inaudito per l'epoca e che ci svela, ancora una volta, lo spirito anticonvenzionale di questo assoluto genio.

La prima edizione del libro scritto dai coniugi Nissen e Costanze uscirà a Lipsia nel 1828, pubblicata dalle edizioni Breitkopf & Härte. Ma è soltanto nel 2018 che anche in Italia avremo la possibilità di leggerla, grazie a Zecchini Editore e al lavoro di Marco Murara – già traduttore di tutti i testi tedeschi delle opere e dell'intero epistolario.

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