Stai leggendo: Tuo figlio non ti ascolta? Segui questi 14 passi

Letto: {{progress}}

Tuo figlio non ti ascolta? Segui questi 14 passi

La fiducia e l’ascolto, così come tutti i valori, vengono trasmessi ai figli con l’esempio. I bambini imparano per imitazione e solo se nell’ambiente in cui vivono si respira un clima di fiducia, possono, con serenità e spontaneità, imparare ad affidarsi.

Bambino che non ascolta iStock

25 condivisioni 1 commento

I bambini, in verità, nascono con un’innata capacità di affidarsi.

Con il tempo, a volte, questa capacità viene meno e assistiamo a bambini che hanno sempre bisogno di essere rassicurati, che non osano, che vogliono sempre avere una spiegazione per tutte le scelte dei genitori, che non sono sicuri di quello che fanno o di quello che dicono, che si vergognano, ecc.

Fiducia estremaHDiStock

Quando e perché perdono la fiducia?

I bambini imparano a diffidare quando il metodo educativo si avvale di comunicazione manipolatoria. Per riuscire a instaurare una comunicazione autentica con il bambino, è necessario che il padre e la madre siano autentici prima di tutto con loro stessi.

Che cos’è la comunicazione manipolatoria?

La manipolazione è una modalità comunicativa che vede l’adulto far credere al bambino che la “soluzione” da lui proposta risulti vantaggiosa per lui, anche se in verità l’adulto porta il bambino dove lui vuole. Questo modello comunicativo è un meccanismo così diffuso, che talvolta si utilizza inconsciamente. 

Il bambino avverte la non coerenza del genitore e così impara la diffidenza e a usare, a sua volta, la comunicazione manipolatoria, così come ognuno di noi da piccolo ha appreso la modalità comunicatoria dei propri genitori.

La comunicazione con il bambino dev’essere diretta, chiara e soprattutto dev’essere fatta di ascolto.

Sì, il bambino va ascoltato nell’espressione dei suoi bisogni profondi. La fiducia dei bambini si può perdere molto facilmente e, se i bambini perdono la fiducia nei propri genitori, è facile che negli anni futuri si sentiranno poco fiduciosi in loro stessi e nella vita.

Perché è importante rivolgersi al bambino in modo diretto

È molto semplice tradire un bambino, farlo sentire non rispettato, soprattutto con i bambini di oggi, che non sono come i bambini di ieri. Può sembrare retorica, ma è proprio così. Solo cento anni fa i bambini si rivolgevano all’adulto usando il Voi, circa settant’anni anni fa usavano il Lei e oggi il tu.

L’antropologia insegna che il linguaggio è un riflesso diretto di dinamiche sociali e di cambiamenti generazionali. È necessario scoprire l’elemento evolutivo che caratterizza la specie umana rappresentata dalla generazione infantile. 

14 suggerimenti pratici per preservare la fiducia e migliorare la comunicazione con tuo figlio

Parlo con la mammaHDiStock

Vediamo un po’ cosa puoi fare nella pratica.

• Che i genitori siano uniti e non ci siano conflitti di potere fra loro (anche se sono divorziati o separati): il bambino crescerà con un modello affettivo equilibrato e non avrà condizionamenti sulla relazione con l’altro sesso.

• Che la comunicazione sia autentica e trasparente: il bambino la introietterà e la imiterà.

Esempio di comunicazione manipolatoria (l’opposto di autentica e trasparente):

La mamma desidera che suo figlio frequenti un corso di nuoto, piuttosto che il corso di calcio, in quanto è fortemente contraria al fatto che il bambino frequenti l’ambiente del calcio e subdolamente dice: “Tesoro, sai che il tuo amico si è iscritto a un corso di nuoto in una piscina nuova molto bella? Che ne dici di provare una lezione, proprio oggi pomeriggio possiamo andare a comprare il costume nuovo”.

Qui la mamma dovrebbe essere sincera e dire: "Amore, voglio farti provare una nuova esperienza sportiva, domani ci andiamo insieme".

• Che la comunicazione sia neutrale evitando quella colpevolizzante: “Mangi tutto, vero? Sai che la mamma ha faticato tanto a prepararti la pasta buona”, oppure “con tutti i sacrifici che facciamo per te, mi merito questo?” (induce il bambino a credere che la vita è fatica e lo abitua a incolpare l’esterno invece che assumersi le responsabilità).

• Che le cose si facciano perché si desiderano o perché vanno fatte, evitando il ricatto affettivo: “Fai subito i compiti, altrimenti non usciamo a comprare il gelato” (il bambino apprende che può ottenere ciò che desidera ricattando gli altri senza essere diretto ed autentico).

Evita i premi e le punizioni: “Visto che sei stato promosso ti compro un regalo” (utilizzerà la stessa modalità da adolescente e da adulto nella relazioni e imparerà a fare le cose solo per ottenere qualcosa in cambio).

• Quando parli al bambino, è utile abbassarsi alla sua altezza, chinandoti sulle ginocchia e guardandolo negli occhi (il bambino si sente compreso e non riceve indicazioni autoritarie “dall’alto” e ha meno possibilità di instaurare il conflitto con l’autorità esterna). 

• Cerca di evitare i conflitti di potere: i genitori non devono farsi obbedire solo per il loro ruolo di genitore, ma perché quella regola è realmente per il beneficio del bambino (imporsi sul bambino senza empatia con regole razionali inibisce la sua sensibilità e la sua espressione dei sentimenti, soprattutto nei primi 6-7 anni in cui non ha ancora sviluppato la parte razionale).

Usa toni morbidi evitando quelli autoritari: “Fallo subito perché te lo dico io” (da adulto tenderà a imporre la sua volontà sugli altri). I limiti e le indicazioni possono essere comunicate con fermezza e calma.

Mantieni le promesse: se si fanno, vanno mantenute sempre! (le promesse non mantenute feriscono il bambino e lo portano a perdere la fiducia nell’adulto).

Sii sincero evitando gli inganni: se lo si accompagna a letto, dirgli chiaramente che una volta addormentato la mamma si alza… (perché se si promette che si dorme con lui e lui si sveglia e non trova la mamma perde immediatamente la fiducia e apprende che della vita non ci si può fidare di nessuno).

• Chiedi sempre: “Come ti senti?”, imparerà a dare un nome alle sue sensazioni per poter sempre agire con consapevolezza piuttosto che reagire agli impulsi rimossi.

• Accettalo per quello che è evitando di giudicarlo: per esempio “sei un disastro”, “non meriti niente”, “sbagli sempre tutto”, “zitto che sei piccolo”, “non capisci niente, e io che mi sacrifico per te”. Non etichettarlo lo aiuterà ad accettare tutte le parti di sé, a non giudicarsi e non giudicare gli altri.

• I paragoni lo feriscono: “Guarda tua sorella che bei voti che ha preso” (i paragoni lo svalutano, lo umiliano e condizionano la sua crescita affettiva. Tu come ti sentivi quando ti paragonavano ad altri ritenuti più capaci/bravi di te?).

Accettalo per quello che è: il bambino ha un estremo e fisiologico bisogno di essere ascoltato e sostenuto nei suoi talenti e passioni, in seguito sarà in grado di accettare gli eventi della vita e la sua leggenda personale che è venuto a vivere.

Il messaggio che il bambino deve costantemente ricevere è che lui è perfetto così com’è. In età adulta riuscirà così a instaurare delle relazioni che si basano su un reale ascolto e rispetto di se stessi e degli altri.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.