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L’importanza di dire di no ai propri figli: i consigli di Tata Roberta

Per i genitori può essere difficile, ma dire “no” ai propri figli è importante sotto tanti punti di vista. Tata Roberta ci spiega perché.

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Per ogni genitore arriva sempre troppo presto il momento in cui deve dire “no” al proprio figlio. Sin da piccolissimi, infatti, i bambini manifestano il loro carattere e a volte per proteggerli altre perché subentrano le vostre idee in fatto di educazione, dovete cominciare a mettere dei paletti. Dire “no” non è mai facile: è un po’ come se ufficialmente si tracciasse un confine che vi identifica come genitori e non più come compagni di giochi, e poi si ha paura dei pianti, dei capricci, delle scenate. Ma la verità è che nessun bambino può crescere senza dei “no”, perché gli insegnano a rispettare le regole e a riconoscere l’autorità, perché lo proteggono. Quindi, basta seguire i consigli di Tata Roberta per imparare a dire “no” in modo giusto, senza scatenare lotte di potere con i vostri figli.

Dire di “no” con serenità

L'importanza di dire di no ai propri figliHDistockphoto

Molto spesso un “no” innesca una lotta di potere, perché non viene detto nel modo e nel momento giusto. Spesso siete nervosi, stanchi e avete perso la pazienza, quindi il “no” non viene spiegato ma imposto e le reazioni di vostro figlio vengono vissute con ancora più rabbia e frustrazione. Perché un “no” sia efficace, va detto con tutto un altro stato emotivo: spesso non è facile, quindi la prima cosa che dove imparare a fare è ascoltarvi. Se capite che state perdendo la pazienza, allontanatevi, basta anche solo prendere un bicchiere d’acqua. Dite di “no” prima che la rabbia prenda il sopravvento, così avrete modo di spiegare al vostro bambino perché non può fare una cosa e accogliere con serenità le sue reazioni.

Dire di no ai bambini: non fare marcia indietro

Come dire di no ai propri figli con i consigli di Tata Roberta Cavallo di 4 Mamme HDIstockphoto

Come è abbastanza prevedibile, un bambino non sempre reagisce bene a un “no”. Possono iniziare dei capricci o quanto meno delle piccole manifestazioni di disagio e tristezza. Mettetevi accanto a lui e spiegategli perché avete detto quel “no”. Non può mangiare il cioccolato perché è quasi ora di cena, magari il giorno dopo potrà averlo per merenda. Se anche di fronte a queste spiegazioni, il bambino insiste, si lamenta e continua a fare i capricci, non fate marcia indietro. Un “no” che diventa un “sì” destabilizza molto i bambini, che da un lato non capiscono la valenza del “no” e dall’altra capiscono che, anche la prossima volta, con un po’ di lamentele riusciranno a trasformare quel “no” in un “sì”.

Dire di no ai tuoi figli: entra in empatia

Come dire di no ai bambini - Consigli della Tata di 4 Mamme Roberta CavalloHDIstockphoto

Per riuscire a smorzare invece le lamentele, entrate in empatia con il vostro bambino. Fategli capire che anche voi al posto suo sareste tristi, ma proprio non si può fare quella determinata cosa. Questo disinnescherà qualsiasi lotta di potere, il bambino non si sentirà contro di voi, ma capirà che il suo dispiacere è giustificato e, allo stesso tempo, capirà che quel “no” non potrà proprio diventare un “sì”.

E voi, come dite di “no” ai vostri figli? Riuscite a rispettare le indicazioni di Tata Roberta e, se lo fate, avete notato dei cambiamenti nel modo in cui i vostri figli percepiscono un “no”?

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