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Liberato: un video dimostra che il cantante è un detenuto di Nisida

Una nuova tesi sull'identità di Liberato porta dritto dritto al carcere di Nisida: lo youtuber napoletano Diego sostiene che il cantante sia un giovane detenuto.

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Liberato non sarebbe più un anonimo cantante di cui conosciamo solo le spalle. C’è un’ipotesi concreta sulla sua identità, con tanto di prove a supporto.

Dopo le varie teorie che sono circolate nel tempo, lo youtuber napoletano Diego, Liberato sarebbe un detenuto del carcere di Nisida e farebbe parte di un laboratorio musicale messo in piedi dalla struttura.

Come è arrivato a queste conclusioni? La sua ricostruzione ha preso il via dopo il fortunato concerto di Napoli del 9 maggio 2018. Liberato è arrivato all’appuntamento a bordo di un gommone accompagnato da altre 5 persone, di cui solo 2 si sono esibite insieme a lui sul palcoscenico.

Diego ipotizza che gli altri occupanti del gommone fossero dei poliziotti, anche perché l’imbarcazione si è fermata accanto a un’altro natante della polizia prima di avere il via libera. Alla fine del concerto Liberato si è allontanato sempre sullo stesso gommone e sembra che l'imbarcazione puntasse proprio verso Nisida.

Le prove dell'identità di Liberato

Il gommone e i suoi occupanti non sono una prova schiacciante. Potremmo quasi definirla una prova indiziaria, ma non è l’unica. A corroborare la tesi ci sarebbero la sirena a manovella suonata all’inizio e alla fine del concerto.

Si tratta cioè della classica sirena usata nelle carceri per allertare le guardie in caso di evasione. La stessa sirena viene citata anche nel testo di una sua canzone Gaiola portafortuna. Liberato parla di un appuntamento con la sua ragazza interrotto dal suono di una sirena. Il riferimento potrebbe essere alla sirena della polizia che preannunciava il suo arresto.

Alla luce di questi indizi cominciano a diventare prove tutta una serie di dettagli, a partire ovviamente dal nome. Liberato potrebbe riferirsi a un prigioniero che sta per terminare la pena o a un detenuto che ha raggiunto il suo stato interiore di liberazione grazie alla musica.

I testi delle canzoni contengono tanti riferimenti a una condizione di prigionia, di solitudine e di lontananza da casa che potrebbero confermare la tesi di Diego. Sempre in Gaiola portafortuna, per esempio, la prova è proprio nel titolo perché l’Isola della Gaiola si trova davanti a Nisida e fa parte dell'arcipelago delle isole minori del Golfo di Napoli.

Certo, l’ipotesi è affascinante ma sembra cozzare con i futuri impegni di Liberato. In questi giorni sono stati annunciati due nuovi concerti a Roma e Milano. L’evento di Milano è previsto per il 9 giugno, mentre l’evento romano del 9 luglio nel quartiere della Magliana è sold out. Per partecipare, bisogna registrarsi al sito ufficiale che riporta già la scritta: Abbiamo momentaneamente raggiunto la massima capienza.

Se Liberato fosse davvero un detenuto di Nisida, potrebbe muoversi con tanto facilità per tenere i suoi concerti?

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