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Solo: A Star Wars Story, cosa dicono le prime recensioni oltreoceano

Il film antologico su Han Solo non ha convinto tutti, ma nell'insieme le recensioni sono meno negative di quanto sembrava inizialmente.

una scena di Solo: A Star Wars Story con Alden Ehrenreich Disney

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Le primissime impressioni comunicate dai critici americani sui social non lasciavano presagire nulla di buono su Solo: A Star Wars Story, ma ora che sono state pubblicate le varie recensioni, l’impressione generale è meno negativa di quanto si temesse.

Il film di Ron Howard (che ha preso le redini a metà della produzione, dopo l’uscita di scena di Phil Lord e Chris Miller), con Alden Ehrenreich, Donald Glover, Emilia Clarke, Thandie Newton e Woody Harrelson ha convinto abbastanza la maggior parte dei giornalisti che lo hanno visto a Cannes: c’è un diffuso accordo nell’ammettere che le vicende del giovane Han Solo sono divertenti, ma solo alcuni hanno apprezzato il film anche oltre al mero intrattenimento.

Le recensioni positive

Il cast di Solo:A Star Wars Story al festival di  CannesHDGetty
Il cast di Solo:A Star Wars Story al completo alla premiere a Cannes

Digital Spy: “Anche se non rivoluzionerà l’universo di Star Wars, di certo non danneggia il personaggio di Han Solo come alcuni temevano. Dopo il deludente Inferno, Ron Howard alza la posta in gioco qui, facendoci sfrecciare attraverso paesaggi inusuali e set di altissimo lovello. Ci sono anche delle sorprese - un cameo di un volto familiare - e abbondanza di doppio gioco”.

New York Times: “Non si prende troppo sul serio, ma riesce anche a tenere sotto controllo qualsiasi impulso irriverente ed anarchico potesse avere”.

Polygon: “La dinamica tra Lando e Han sembra pensata per una generazione di fan di Star Wars che vogliono esplorare meglio la relazione tra i personaggi amati - soprattutto quelli cresciuti nella cultura di Star Wars che potrebbero apparire nei sequel del prossimo decennio”.

RogerEbert.com: “È un fan service della mitologia di Star Wars, ma fortunatamente servito con sufficiente stile da rendere l’avventura coinvolgente”.

The Independent: “Non c’è una spada laser in vista, né alcun avvistamento di Darth Vader, ma Solo: A Star Wars Story ci consegna esattamente ciò che vogliamo e ci aspettiamo da un film sul giovane Han Solo”.

Total Film: “Di gran lunga migliore di quanto avessimo diritto ad aspettarci. Scenografie emozionanti, iconografia da brividi e una bromance tra Han e Chewie tutta da gustare”.

The Hollywood Reporter: “Ovviamente, la persona che ha più da dimostrare è Ehrenreich, che in passato era riuscito a rubare qualche scena nel ruolo dell’attore cowboy Hobie Doyle in Ave, Cesare! dei fratelli Coen, e riesce a catturare la spavalderia di Harrison Ford abbastanza da guadagnarsi il diritto di darsi le arie come Solo - anche se la sua performance avrebbe tratto giovamento da qualche occhiolino in meno”.

Le vie di mezzo

alcuni membri del cast di Solo: A Star Wars StoryHDGetty
Alden Ehrenreich, Emilia Clarke, Donald Glover ed il resto del cast di Solo: A Star Wars Story

Entertainment Weekly: “Solo sembra un segnaposto, un pulisci palato sottile come un’ostia prima che arrivi la portata principale. È la definizione esatta di ‘solido’ e ‘competente’. Niente più, niente meno. Fidatevi”.

The National Review: “ Le cose vanno a posto con troppa facilità. C’è carenza di intensità. Lo ribattezzo Soso (così e così)”.

Collider: “Solo è tecnicamente un film di Star Wars, ma unp di quelli che ha tutta la scenografia invece della sostanza. È un film il cui livello base è ‘ok’. Nonostante la bellissima fotografia, la regia di Ron Howard è compassata, stolida e assolutamente priva di personalità”.

Le recensioni cattive

Ron howard a Cannes per presentare Solo: A Star Wars StoryHDGetty
Il regista Ron Howard alla premiere del film a Cannes

Slate: “Una direttiva aziendale resa film, un bilancio trimestrale con panciotto e stivali di pelle nera”.

New York Post: “ È ‘All fine arriva il Wookie’! Ecco qual è il succo di Solo: A Star Wars Story, l’ultimo capitolo del franchise fantascientifico, in cui un Han Solo abbastanza giovane va da chauffeur galattico e spiritoso a protagonista di sostanza”

Rolling Stone: “Howard e i Kasdans giocano il gioco della serie senza nemmeno alzare la posta in gioco, dirottando sul noioso e diligente quando avrebbero potuto partire a razzo verso l’anarchia creativa”.

Dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per poter dire la nostra. Voi siete curiosi?

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