Stai leggendo: Il Ramadan, cos'è e come si pratica: ecco quello che c'è da sapere

Letto: {{progress}}

Il Ramadan, cos'è e come si pratica: ecco quello che c'è da sapere

Questa sera si darà un'occhiata al cielo, all'avvistamento dello spicchio di luna nuova avrà inizio il Ramadan. Ecco cos'è e perché viene festeggiato

Moschea Getty Images

3 condivisioni 0 commenti

Con ogni probabilità - dopo l'ultima occhiata al cielo per verificare la presenza della luna nuova -, oggi inizierà il Ramadan con cui 1.6 miliardo di musulmani festeggiano l'annunciazione del Corano a Maometto da parte dell'arcangelo Gabriele. Un mese di preghiera, pratiche di astinenza, beneficenza e ringraziamento. 

Dall'aurora al tramonto, infatti, i fedeli non toccheranno né acqua né cibo e si asterranno da rapporti sessuali. Non solo: banditi anche i peccati di parola (calunnia, bestemmia...) e le azioni violente, fatta eccezione per la legittima difesa.

RamadanHDGetty Images

Un mese in cui praticare l'autocontrollo e in cui mettere al centro la purificazione, attraverso atti di solidarietà e preghiera, al fine di avvicinarsi a Dio. Per l'Islam è uno dei pilastri della fede, e celebra la Laylat al-Qadr, la "notte del destino" in cui avvenne l'annunciazione.

Si festeggia il nono mese del calendario islamico: a differenza del calendario solare gregoriano, il tempo viene scandito in base alle fasi lunari e la data di inizio della festa varia di anno in anno.

Ramadan, dopo il digiuno la festa

Cibo e acqua scompaiono dalla tavola dei fedeli dall'alba al tramonto. Un sacrificio che, ovviamente, non chiama in causa i malati, i bambini, le persone anziane, le donne incinte, quelle che allattano e i viaggiatori. In caso, semmai, il digiuno potrà essere recuperato da parte di coloro impossibilitati temporaneamente a compierlo. La beneficenza e la solidarietà, invece, non devono mancare.

Il digiuno ha un valore sacrale e diventa un fatto comunitario: attraverso l'astensione, il fedele riflette sul dono del cibo e su quanto certe ricchezze non siano affatto scontate. Una pratica che diventa condivisione con tutta la comunità.

RamadanHDGetty Images

Alle preghiere giornaliere, in questo mese viene aggiunta anche un'altra straordinaria, il Tarawih. Con il tramonto, la tavola si trasforma in una festa: dopo aver rotto il digiuno con un dattero, come faceva il Profeta, si reintegrano i liquidi bevendo acqua, mangiando una zuppa e si recuperano forze gustando tutte le prelibatezze che vengono preparate per il secondo pasto della giornata, l'iftar. Tra le tante leccornie, il fritto non manca mai. 

Al termine del mese (sancito dalla presenza dello spicchio di luna nuova in cielo, quest'anno orientativamente verso il 14 giugno) i musulmani celebrano la Festa dell'Interruzione, l'Īd al-Fitr, che prevede la preghiera tutti insieme in moschea e lo scambio dei doni. Del quale, a dirla tutta, sono soprattutto i bambini a beneficiarne, coccolati dagli adulti con dei regalini.

Ancora una volta, però, il richiamo alla solidarietà vuole che sia la beneficenza a prevalere, in modo tale che tutti, anche le persone con meno possibilità, possano festeggiare adeguatamente il termine del Ramadan. I musulmani devono versare lo Zakat al-Fitr, una somma di denaro pari al valore di un pasto per ciascun componente della famiglia. Dopo la preghiera, si torna a tavola. A festeggiare e condividere i doni con ancora più consapevolezza. 

Commenta

Leggi anche

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.