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Lazzaro felice: Alice e Alba Rohrwacher alla conquista di Cannes

Il primo film italiano in concorso a questa edizione di Cannes è una fiaba rurale diretta dalla regista di Corpo celeste e Le meraviglie. Nel cast la celebre sorella.

Un'immagine di Alice e Alba Rohrwacher a Cannes Cannes Film Festival

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Tra le poche registe presenti in competizione al festival di Cannes 71, l'Italia vanta orgogliosa la presenza di Alice Rohrwacher. Questa, per la Rohrwacher, è la seconda esperienza in concorso a Cannes con una pellicola che approfondisce la sua poetica rurale, una fiaba che affonda le radici nel realismo magico e che racconta la vita fuori dal tempo di una comunità di mezzadri a servizio presso il podere de l'Inviolata.

Lontano dall'essere un'elegia campestre, Lazzaro felice lascia trapelare la fascinazione di Alice Rohrwacher per la campagna, per le comunità isolate e per il candore tipico di chi riesce a mantenere lo sguardo puro anche di fronte alle brutture del mondo.

Alice Rohrwacher con gli interpreti di Lazzaro feliceHDCannes Film Festival
Alice Rohrwacher a Cannes insieme ai giovani interpreti di Lazzaro felice

Il Lazzaro del titolo è un giovane contadino dallo sguardo puro, incapace di distinguere bene e male, cresciuto insieme ai mezzadri e talmente ignaro del mondo da non conoscere neppure l'identità dei suoi genitori. Il delicato ruolo di Lazzaro è stato affidato all'esordiente Adriano Tardiolo, la cui presenza nel film è frutto di un incontro fortuito. Alice Rohrwacher spiega:

Adriano andava a scuola. Noi non riuscivamo a trovare il nostro Lazzaro così, quando il direttore del casting lo ha visto gli ha proposto di partecipare al casting, ma lui ha detto di no. Non avendo mai recitato, aveva paura di cosa avrebbe trovato. Ci è voluto un po' per convincerlo, ma alla fine ha ceduto.

Ritorno all'innocenza

La centralità di Lazzaro, nel film di Alice Rohewacher è messa in evidenza fin dal titolo di cui la regista spiega la genesi:

Ho scelto di accostare l'aggettivo 'felice' a Lazzaro per caratterizzare il personaggio. Lazzaro non è solo un personaggio, ma è un modo di essere. Lui è un contadino, nutre sentimenti come tutti, ma è incredibilmente altruista. Vedere gli altri felici rende felice anche lui. Ha qualcosa di miracoloso.

Prima del personaggio di Lazzaro, è nata, però la storia, una storia che viene da lontano e che coinvolge un gruppo di persone isolate dal mondo e private dei diritti. Lazzaro felice contiene anche un importante sottotesto politico, riflettendo sullo sfruttamento, su vecchie e nuove schiavitù e sui mali del capitalismo. Alice Rohrwacher commenta:

Il film racconta la storia di persone che sfruttano altre, ce ne sono tante nel mondo, ma l'idea di questa storia è nata da un articolo che ho letto quando andavo a scuola, un'idea che è rimasta con me e a un certo punto è riemersa.

Lazzaro felice: il protagonista del filmHDCannes Film Festival
Adriano Tardiolo al photocall di Cannes 71

Silenziosa a fianco della sorella, Alba Rohrwacher ammette di aver partecipato con piacere al lungometraggio della sorella Alice. Il suo ruolo, una ex contadina trapiantata in città che vive di espedienti, la porta a confrontarsi con l'ingenuo Lazzaro, a toccare con mano il suo candore a confronto con l'astuzia di lei che truffa gli altri per sbarcare il lunario

Lavorare con mia sorella è fantastico. Ci accomuna il modo in cui vediamo le cose, abbiamo un'eredità comune, ma lei ha la capacità di esprimerle molto meglio di me e io faccio parte del quadro.

Una campagna da fiaba costellata di buoni e cattivi

La semplicità a cui Alice Rohewacher ambisce per il suo Lazzaro felice la porta ad attingere a piene mani a una dimensione mitica, appartenente al folclore, a un genere letterario che da secoli tramanda le sue regole tra cui l'esistenza di personaggi buoni che si contrappongono ai cattivi.

La cattiva per eccellenza di Lazzaro felice è la Marchesa Alfosina De Luna, proprietaria de l'Inviolata, moglie e madre anaffettiva che controlla la vita dei mezzadri trattandoli quasi come schiavi. A interpretarla è Nicoletta Braschi, di ritorno sul grande schermo in un ruolo piccolo, ma centrale. Parlando dell'esperienza con Alice Rohrwacher, l'attrice racconta:

Sono felice di avere fatto questo film e di interpretare l'antagonista, colei che responsabile di tutto il male. Il mio è un personaggio orribile, una donna che prova piacere nel controllare la vita degli altri, non ha pietà e non ha remore per la vita degli altri, li costringe a vivere nella menzogna.

Lazzaro felice, il cast al photocall di Cannes 71HDCannes Film Festival
Lazzaro felice, ecco il cast al photocall di Cannes

Di fronte a un pellicola così originale e varia, che muta luoghi e tempi mantenendo però inalterato il sapore favolistico, viene spontaneo chiedere ad Alice Rohewacher da dove proviene la sua fonte di ispirazione. Parlando dei propri modelli di riferimento, la regista ammette:

Vi sono riferimenti intenzionali e non intenzionali. La lezione dei maestri l'ho appresa e riutilizzata più a livello inconscio. Sono debitrice di Ermanno Olmi, dei Taviani senza dubbio e del Neorealismo. Stavolta volevo lavorare sulla distinzione tra nord e sud, tra città e campagna.

Cadere nel fascino delle location era un rischio da schivare. Per quanto riguarda la città, volevamo luoghi tipici presenti in ogni metropoli che però non fossero anonimi.

Lazzaro felice, distribuito da 01 Distribution, arriverà al cinema dal 31 maggio.

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