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Seconda semifinale Eurovision 2018: i momenti migliori e i peggiori

Particolarmente gradevole, soprattutto per il pubblico femminile, la seconda semifinale di Eurovision Song Contest 2018. Ecco i momenti migliori e i peggiori.

Le conduttrici di Eurovision Song Contest 2018 Instagram

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Se la prima semifinale di Eurovision Song Contest 2018 è stata divertente, la seconda si è rivelata sorprendente. Ad apprezzarla è stata soprattutto il pubblico femminile, come si è potuto notare anche dai commenti sui social dedicati ai vari artisti che sono saliti sul palco.

A presentare la serata sempre Daniela Ruha, Filomena Cautela, Sílvia Alberto e Catarina Furtado, che stavolta sono apparse più sciolte tanto da regalarci anche un momento di ballo sulle note di vecchi successi del festival.

Ad esibirsi sono stati stavolta 18 paesi, di cui 10 (decisamente i migliori) hanno superato il turno passando quindi alla finale del 12 maggio.

I momenti peggiori

Il livello, come dicevamo, stavolta è stato piuttosto alto quindi per fortuna i momenti sottotono o addirittura imbarazzanti non sono stati molti. Il premio dei peggiori va agli Iriao, band della Georgia, che ha presentato For You ovvero un pezzo al limite della noia, durante il quale era veramente difficile trattenere gli sbadigli.

Inascoltabile (e anche inguardabile con il suo look di dandy mancato) Vanja Radovanović, artista di Montenegro che ha presentato il brano Inje. E che dire poi dei polacchi Gromee feat. Lukas Meijer che, mentre cantavano la loro Light Me Up hanno pure cantato.

Anche quest'anno, come paese ospite, si è presentata l'Australia che ha deciso di farsi rappresentare dalla cantante pop Jessica Mauboy: la sua #We Got Love non è particolarmente incisiva e lei si muove sul palco con l'eleganza di una donna primitiva.

Da citare anche le presentazioni dei tre Big Five rimanenti. I francesi Madame Monsieur erano visibilmente persi nel loro mondo (non si è capito ancora quale) e il tedesco Michael Shulte ha passato tutto il tempo a parlare del fatto che presto diventerà padre.

Poi è stata la volta degli italiani: e se Ermal Meta ha spiegato il loro brano sfoggiando il suo inglese, Fabrizio Moro si è alzato intonando Volare di Domenico Modugno (che partecipò all'Eurovision con questa canzone nel 1958). Un momento decisamente nazional-popolare.

I belli dell'Eurovision

Come dicevamo, il pubblico femminile ha gradito molto la serata, anche perché molti paesi hanno pensato bene di sfoggiare per l'occasione i loro artisti non solo più bravi, ma anche più belli.

Dalla Danimarca, con tanto di velieri sul palco è arrivato per esempio Rasmussen con Higher Ground. Un vichingo dai capelli lunghi e dallo stile selvaggio-chic, accompagnato da ballerini uguali a lui.

Ha invece l'anima e lo stile del cowboy Waylon, dai Paesi Bassi, con furore e un pezzo come Outlaw in 'Em puramente rock. È sempre rock, ma molto più deciso, quello portato dalla band ungherese dei AWS che con Viszlát nyár a momenti buttavano giù l'arena.

Lo svedese Benjamin Ingrosso ci appare invece come un mix tra Justin Timberlake e Justin Bieber. La performance con cui ha presentato la sua Dance You Off è stata notevole. Punta sul balletto e la coreografia, oltre che sul canto, anche il norvegese Alexander Rybak (già vincitore dell'Eurovision nel 2009) con That’s How You Write a Song.

Infine, per chi ama gli uomini-vampiro, c'è stato l'ucraino Melovin con Under the Ladder. Una esibizione la sua particolarmente d'impatto e affascinante, iniziata con lui che usciva da una sorta di pianoforte-bara e terminata in fiamme.

Altri momenti da ricordare

Il premio della performance più colorata divertente va al trio moldavo DoReDos, che con la loro My Lucky Day hanno giocato sull'idea di triangolo amoroso.

Jessika e Jenifer Brening, che rappresentavano San Marino con il brano pop-dance Who We Are, hanno portato sul palco dei robottini che si muovevano a tempo. Invece i rumeni The Humans hanno creato per la loro Goodbye una messa in scena che comprendeva uomini in maschera e automi.

Suggestiva l'esibizione della maltese Christabelle con Taboo, come quella della russa Julia Samojlova con I Won't Break. A livello strettamente musicale i più interessanti si sono rivelati i serbi Sanja Ilić & Balkanika con Nova Deca, pezzo in cui la tradizione si mischia con la modernità.

Il premio miglior tinta per i capelli invece se lo contendono la lettone Laura Rizzotto, sensuale fata rossa che ha presentato Funny Girl e la slovena Lea Sirk che, mentre cantava la sua Hvala sfoggiava i suoi bei capelli rosa.

I paesi che passano il turno

A differenza della prima semifinale, stavolta le giurie hanno scelto davvero i migliori. Ecco i paesi che vanno in finale:

Serbia - Sanja Ilić & Balkanika
Moldavia - DoReDos
Ungheria - AWS
Ucraina - Melovin
Svezia - Benjamin Ingrosso
Australia - Jessica Mauboy
Norvegia - Alexander Rybak
Danimarca - Rasmussen
Slovenia - Lea Sirk
Paesi Bassi - Waylon

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