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Pakistan, approvata la legge per i diritti delle persone transgender

Approvata dal Parlamento martedì, riconosce l'identità di genere autopercepita e proibisce ogni discriminazione

Pakistan, approvata la legge per i diritti delle persone transgender Getty Images

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La comunità transgender in Pakistan ha compiuto un grande passo in avanti verso il pieno riconoscimento dei diritti civili. A Islamabad, il parlamento ha votato martedì a favore di un'ampia legge che riconosce ai cittadini il diritto di autoidentificarsi come maschio, femmina o una miscela di entrambi i sessi. Inoltre, la legge prevede la possibilità di poter registrare quell'identità su tutti i documenti ufficiali, comprese carte d'identità, passaporti, patenti di guida e certificati scolastici.

Esprimere il proprio sesso e la propria identità di genere - definito "il senso intimo e individuale di sé, che sia maschile, femminile o un mix di entrambi i generi, e che può corrispondere o meno al sesso di nascita" - è adesso un diritto garantito dalla legge del Pakistan.

"Credevo che non avrei mai assistito a un simile obiettivo, invece sono fortunata ad aver visto il parlamento approvare questo disegno di legge", ha commentato a caldo l'attivista Bindiya Rana ai microfoni di Al Jazeera. "Nella lotta per questa legge, non stavamo combattendo per quelle persone transgender che hanno già 40 o 50 anni. Abbiamo combattuto per le future generazione di pakistani transgender", ha aggiunto.

Transgender, la discriminazione in Pakistan

Sebbene non ci siano cifre ufficiali, l'organizzazione TransAction ha stimato che 500mila persone dei 207 milioni abitanti del Paese si identifichino come transgender. Una comunità soggetta a discriminazioni: "Abbiamo subito violazioni dei diritti umani, ci è stato negato un lavoro a causa del nostro status. Siamo stati considerati buoni solo per ballare o cantare ai matrimoni", ha spiegato Bindiya.

Come rende nota la Commissione per i diritti umani del Pakistan, lo scorso anno si sono registrate diverse aggressioni ai danni di attivisti transgender, specialmente nella regione nordoccidentale di Khyber Pakhtunkhwa. La nuova legge proibisce esplicitamente ogni discriminazione, da parte di datori di lavoro pubblici e privati o negli istituti scolastici. 

Il testo approvato dal Parlamento predispone l'istituzione di centri di protezione gestiti dal governo, futuri punti di riferimento per tutte le persone in difficoltà o in pericolo. Tra i diritti garantiti dalla legge ai cittadini transgender, ci sono quello all'eredità - spesso contestato attraverso alcune interpretazioni della legge islamica -, e quello a concorrere a cariche pubbliche. 

Passi avanti e preoccupazioni

Un enorme passo in avanti, nonostante persistano negli attivisti dubbi e preoccupazioni sulla reale attuazione della legge. In ogni caso, Mehlab Jameel - uno degli avvocati per i diritti civili che ha lavorato al disegno di legge - ha commentato con ottimismo questo risultato: "Credo che avrà un impatto positivo". Anche perché, è una buona base da cui partire per emendare le leggi esistenti.

"La maggior parte delle persone non vuole denunciare violenze sessuali, stupri o molestie, perché sono preoccupate all'idea che possano essere incolpati dalla polizia. Quindi, questa legge ci consente di svolgere ulteriori attività di protezione, al fine di modificare leggi e politiche problematiche", ha concluso. Bina Shah, scrittrice e blogger pakistana, ha parlato di "leggi dalla portata storica", riferendosi sia a quella per i diritti civili dei cittadini transgender che a quella recentemente approvata riguardo alle aggressioni con l'acido.

Anche Rabia Mehmood di Amnesty International ha approvato la mossa del Parlamento: "Questo disegno di legge rende il Pakistan uno dei pochi paesi al mondo a riconoscere l'identità di genere autopercepita degli individui. La comunità transgender del paese nutre grandi speranze per questa legge. La sua attuazione è quindi fondamentale per garantire che possano vivere la loro vita con dignità e rispetto".

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