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La casa di carta: le 5 scelte creative che tengono incollati allo schermo

La casa di carta è da vedere? Sì, perché è ricca di tensione e ha un punto di vista femminile mai scontato. Se vuoi saperne di più, scopri le nostre 5 buone ragioni.

La casa di carta Mediapro Globomedia

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La casa di carta è partita dalla Spagna e ha conquistato il resto del mondo. La serie TV, nata dalla penna di Alex Pina e Esther Martínez Lobato, si è dimostrata una serie classica con tanti elementi di originalità, capaci di tenere incollati allo schermo i telespettatori. Scopri insieme a noi i 5 buoni motivi per cui vale la pena seguire la serie.

Punto di vista femminile

La serie ruota intorno alla figura del Professore, un geniale nerd che riunisce in una casa fuori Toledo otto persone. Si tratta di un gruppo di uomini e donne che non hanno più niente da perdere e decidono di assaltare la zecca di stato spagnola, con l'obiettivo di mettere a segno il colpo del secolo.

Ognuno di loro ha un nome in codice, che corrisponde a quello di otto città Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki, Oslo e Tokyo. Ognuno di loro deve mantenere il segreto sulla propria identità, indossando all’interno della banca una maschera di Salvador Dalì.

Fino a qui sembra una classica serie che ruota intorno a una rapina. Ma il primo elemento di novità è la voce narrante perché è quella di una donna (Tokyo), che nelle intenzioni degli autori doveva essere:

Il personaggio più importante, una donna che doveva dare l’impressione della forza sin dalla sua prima apparizione.

Non solo, persino l’agente di polizia incaricato di seguire il caso e salvare gli ostaggi catturati durante la rapina è una donna (Raquel Murillo). Una donna che si confronta ogni giorno con un ambiente prettamente maschile, proprio come la voce narrante del gruppo di criminali. Niente somiglianze però tra le due, caratterizzate da personalità molto diverse. Non contenti, gli autori della serie hanno creato un ulteriore contrasto tra i due universi e hanno scelto di dipingere molte figure autoritarie maschili in una luce negativa. 

La velocità

La serie è molto veloce, piena di azione, eventi, svolte improvvise e di cambi di rotta. Lo spettatore passa dal presente al passato seguendo il filo di una trama mai noiosa. Nonostante l'inizio della serie sia la tradizionale irruzione nella zecca, il prosieguo non è mai scontato e gli episodi sono una corsa in velocità tra le curve dei rapporti che si instaurano tra rapinatori, ostaggi e polizia.

I personaggi

La casa di carta debutta con dei personaggi ai margini della società e termina con dei personaggi positivi. Esther Martínez Lobato li ha descritti così:

I personaggi saranno pure dei disadattati ma hanno qualcosa di speciale, poetico e estetico. Li presentiamo sotto una luce diversa e gli abbiamo permesso di crescere con lo svilupparsi della trama.

Nonostante le regole ferree che dovrebbero seguire, gli 8 personaggi finiscono per svelare i loro segreti. C’è chi fugge da un criminale della droga, chi piange la morte di un fidanzato, chi è vittima di una malattia degenerativa. Tutti hanno una natura doppia che li rende ancora più intriganti e sorprendenti, anche alla luce dei rapporti che si creano tra di loro.

La suspense

La serie si muove sul filo di una suspense continua. C’è la tensione principale legata alla rapina e poi tutta una serie di trame che generano ulteriore tensione. I nodi principali sono costituiti dai difficili equilibri di forza tra i membri del gruppo, dai rapporti tra i rapinatori e gli ostaggi e dalle dinamiche tra il Professore e l’ispettore Murillo.

L'ispettore Raquel MurilloHDMediapro Globomedia
Raquel Murillo di La casa di carta

I riferimenti

La casa di carta si ispira a un tipo di cinematografia che include serie come Orange is the new black e film come Le iene di Quentin Tarantino, V per Vendetta di James McTeigue e Inside Man di Spike Lee. Come spettatore hai l’impressione di ritrovarti in una storia che conosci e che ti piace, ma anche la piacevole sensazione che quella storia riuscirà a stupirti.

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