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Come aumentare l'autostima di tuo figlio? I consigli di Tata Roberta

L’autostima è un fattore determinante nella crescita di un bambino sereno e quindi di un adulto felice. Ecco i consigli di Tata Roberta per migliorarla.

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Per aumentare l'autostima nei bambini, e nel caso specifico nei tuoi figli, oggi abbiamo chiesto aiuto a Tata Roberta Cavallo, la Tata di 4Mamme in onda tutti i mercoledì su FoxLife. Quello che abbiamo capito è che non è possibile aumentare l'autostima, si può invece evitare di abbassarla. Ecco quindi quattro semplici consigli pratici da mettere in atto per far crescere tuo figlio con un'autostima alta, che lo aiuterà nella vita di bambino ma soprattutto in quella di adulto.

Autostima nel bambino: non fare paragoni

Mamma con due bambiniHDistock

In realtà è un consiglio che viene dato alle mamme dal primo giorno in cui stringono fra le braccia il loro bambino: ognuno è diverso e ha i suoi tempi, ogni bambino va rispettato nella sua unicità.

Non sempre però le mamme si ricordano questo consiglio e i paragoni con gli altri bambini cominciano presto: il mio si muove meno di quello, che cosa avrà? Il mio dice meno paroline, perché? La verità è che ogni bambino ha i suoi tempi e non si può pensare che rispettino tutti le stesse tappe predefinite. Le mamme di più bambini, poi, hanno più “materiale” per i confronti: il primo figlio dormiva di notte, il secondo no. Oppure il primo non beveva il latte, il secondo sì. Insomma, poiché tutti siamo diversi, i confronti sono potenzialmente infiniti.

Ma ciò che è certo è che sono dannosi per l’autostima dei bambini: sentirsi dire dalla propria mamma “Perché tu non sei tranquillo come tuo fratello?” o “Guarda il tuo compagno: perché non sei come lui?” mina l’autostima del vostro bambino.

Ma fate attenzione: anche confronti in positivo possono creare un effetto bumerang: “Sei il migliore della classe” o “Tuo fratello non era così bravo” possono sembrare complimenti, mentre in realtà creano ansia al bambino che si vede poi costretto a fare di tutto per mantenere il titolo di “migliore” e non deludere le aspettative.

Limitatevi a lodarlo per ciò che lo rende speciale, per i suoi pregi e le sue unicità, e quando invece fa qualcosa di sbagliato, spiegategli il perché senza ricorrere a paragoni, offritegli supporto se fallisce e incoraggiatelo a riprovare.

Autostima nel bambino: non giudicare tuo figlio

Mamma scocciataHDIstock

Un consiglio che mi è stato dato, in quanto mamma, è di ricordare che un bambino non è un prolungamento di noi stessi, ma un’unicità con i suoi gusti, le sue inclinazioni e le sue reazioni.

Questo può essere difficile da accettare, soprattutto quando ci si deve muovere sul labile confine tra sgridare e non mortificare. Se si danno delle regole chiare è di sicuro più facile, ma come comportarsi quando certe regole vengono infrante o quando il bambino fa qualcosa di sbagliato? La prima cosa da fare è dargli la possibilità di spiegarsi, aiutandolo a dare un nome alle emozioni: “Hai rubato il gioco al tuo amico perché eri impaziente di giocarci tu?”, oppure “Sei triste perché dobbiamo andare via dall’asilo e tu vorresti giocare ancora un po’?”.

Questo è un primo passo verso il miglioramento dell’autostima e la creazione di un dialogo con i vostri figli. Poi bisogna che le regole che stabilite siano poche, chiare e definitive: se la regola è che non si mangia in sala e lui piange perché vuole mangiare sul divano, aiutatelo a dar voce alle sue motivazioni, ma poi siate ferme nello spiegargli le vostre ed esigete che la regola venga rispettata. Ciò che però non dovete mai e poi mai fare è dar voce alla frustrazione o alla rabbia: gridare che “lo avete già detto cento volte, possibile che non lo capisca” o guardando il vostro bimbo che magari ha combinato un disastro con riprovazione può minare la sua fiducia in se stesso.

Siate pazienti, purtroppo piccoli disastri, capricci e marachelle fanno parte della crescita.

Autostima nel bambino: Non avere aspettative

Bambina con coppaHDIstock

Ogni mamma vorrebbe che suo figlio fosse unico e speciale, magari il primo della classe, leader del suo gruppo di amici, talentuoso nello sport e nella musica. Ma la realtà è ben diversa: spesso ai bambini non interessa suonare il violoncello e men che meno fare atletica.

Questo non significa che sono persone banali: hanno un mondo dentro di loro e il vostro compito come genitori è ascoltare quel mondo e aiutarli a svilupparlo. Ciò che però è importante è non riversare su di loro aspettative irrealizzabili: se vostro figlio si è iscritto a calcio, non ditegli “Quando segni il primo goal?” o “Quando ti fanno capitano?”.

Se ha un’insufficienza in una materia, non assillatelo perché quel voto si trasformi in un’eccellenza, ma lavorate insieme fianco a fianco perché diventi prima una sufficienza, colmando eventuali lacune e superando le difficoltà.

Autostima nel bambino: sbagliando si impara

Bambino cadutoHDIstock

Veder cadere il proprio bambino o venderlo soffrire per una delusione e rimanere nell’ombra è un compito difficilissimo per un genitore, che vorrebbe che il suo bambino non soffrisse mai.

Ma come dice la pesciolina blu Dory al pesciolino Marlin, papà di Nemo: “È un po’ bislacca come promessa”. Inoltre, dai propri errori si può imparare molto e rialzarsi dopo una delusione è una prova che segnerà in positivo il carattere e l’autostima dei vostri bambini.

Insomma, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo: bisogna costantemente tenere riflettere su ciò che si dice e si fa con i propri figli per aiutarli nel modo migliore. Ma è anche il compito più bello: seguendo i consigli degli esperti, vedrete i vostri figli sbocciare.

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