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Verginità: perché i giovani aspettano sempre di più per la prima volta

Secondo una ricerca inglese, i giovani aspettano fino ai 26 anni per la prima volta a causa dell'ipersessualità che li circonda e alla pressione dei social.

Giovani e verginità Getty Images

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I millennial invertono le tendenze in materia di sesso e decidono di non perdere la verginità durante l’adolescenza. A sostenerlo è una ricerca iniziata nel 2004 e condotta da The Next Steps, in collaborazione con il Dipartimento per l’Educazione dell’University College di Londra.

I ricercatori hanno monitorato circa 16mila ragazzi nati tra il 1989 e il 1990. I protagonisti dello studio sono stati seguiti da quando avevano all’incirca 14 anni e l’analisi ha rivelato che i tempi di attesa per il primo rapporto sono molto più lunghi rispetto al passato. I risultati parlano di 1 ragazzo su 8 ancora vergine a 26 anni, mentre fino a 10 anni fa il rapporto era di 1 su ogni 20.

Secondo il professore Steve McKay della Lincoln University, la media reale potrebbe essere persino più alta. Se si considerano tutti i ragazzi che hanno rifiutato di rispondere alla domanda sulla verginità, si passerebbe da una media di 1 su 8 vergine a 26 anni a una media di 1 su 6 vergine a 26 anni.

Le cause dell’attesa

Quale potrebbe essere il motivo di questa inversione di tendenza? Secondo la psicologa Susanna Abse (Balint Consultancy), l’attesa è il frutto della cultura dell’ipersessualità in cui sono immersi i ragazzi:

I millenial sono cresciuti in una cultura dell’ipersessualità che ha alimentato la loro paura dell’intimità.

I millennial si imbattono di continuo in immagini femminili perfette e in immagini maschili vincenti. Secondo la psicologa, si tratta di una rappresentazione scoraggiante perché innesca la paura del fallimento. A cui si aggiunge la pressione creata dai social. Se non si rientra nel gruppo delle belle ragazze o dei ragazzi dalla conquista facile, il rischio è esporsi ai commenti poco piacevoli su Facebook.

La ricerca ha evidenziato anche una diminuzione della frequenza dei rapporti. La media mensile corrisponde a 4,9 per gli uomini e a 4,8 per le donne. Dieci anni fa, invece, la media mensile corrispondeva a 6,2 e 6,3.

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La verità è che spesso i rapporti reali vengono sostituiti da quelli virtuali tramite il dating online, senza che i protagonisti decidano necessariamente di incontrarsi faccia a faccia. Questo significa che i millennial rimangono single più a lungo e che la ricerca del partner diventa decisamente più complicata.

Tu cosa ne pensi? Sei d’accordo con l’analisi della psicologa o ti sei fatta un’altra idea?

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