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Shannen Doherty ricorre all'autotrasfusione: ecco di cosa si tratta

L'attrice si prepara all'imminente intervento chirurgico autodonandosi il sangue

Shannen Doherty Getty Images

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"Il mio dottore mi ha fatto mettere via del sangue per un'imminente operazione": così Shannen Doherty annunciava ai suoi followers su Instagram il bisogno di sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico, ultimo atto di una lunga battaglia al cancro che la tiene impegnata dal 2015. 

La procedura di cui parla si chiama pre-deposito per autotrasfusione, e consiste nella donazione di sangue dal paziente stesso in vista di un'operazione programmabile. Il sangue, così preservato, verrà reinfuso durante l'intervento, qualora fosse necessario.

Shannen DohertyHDGetty Images

E' una prassi che, in Italia, si applica ai casi in cui sono alte le probabilità di emorragia e quindi di trasfusione, come nelle operazioni al cuore o al torace, in cui spesso sono necessarie tre o più sacche di sangue. Prima di questo tipo di interventi, il paziente può eseguire tre pre-depositi a tre settimane dall'operazione (uno a settimana). 

Una soluzione a cui si ricorre più spesso di quanto si pensi: "E' abbastanza comune per gli interventi pianificati che dovrebbero rivelarsi semplici", ha dichiarato a SELF Jayesh Mehta, ematologo e oncologo della Northwestern Memorial Hospital, nonché docente alla Northwestern University di Chicago. 

Shannen Doherty, autotrasfusione e cancro

Sebbene l'intervento chirurgico al seno, in caso di cancro, non comporti una grossa perdita di sangue, a volte i medici possono consigliare, in casi di rischio di predisposizione genetica, anche la rimozione di utero o ovaie. Jack Jacoub - medico oncologo e direttore sanitario del Memorial Care Cancer Institute dell'Orange Coast Medical in California -, ha spiegato come questo tipo di interventi possano comportare, invece, una perdita di sangue più rilevante: "Potrebbe essere abbastanza significativa da giustificare una trasfusione". 

My doctor had me bank some blood for my upcoming surgery. Mars P was patient with me and didn’t even roll his eyes at my anxiety over the needle size. He was patient, kind and really good. As I sat there banking blood for myself, I asked him about some of the people also donating... especially the ones with TVs. So two of them come every 2 weeks and donate platelets which takes 2 hours. Another girl comes as often as allowed to donate blood. To say I’m moved by the generosity of people is an understatement. I’m vowing that as long as I’m cleared in the future, I will start donating. Thank you to those selfless humans that donate. Thank you to Mars and all at the clinic in Woodland Hills for your smiles and hard work. Thank you to the @americanredcross #humbledagain.

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"Ci vuole un po' di tempo prima che il tuo corpo recuperi le cellule che sono state raccolte, quindi la donazione è spesso scoraggiata a meno di una settimana dalla data dell'intervento", ha dichiarato David Oh, direttore sanitario all'Hoxworth Blood Center dell'Università di Cincinnati. Ovviamente, però, il tempo di conservazione non deve nemmeno essere troppo lungo: "I globuli rossi donati possono essere conservati fino a 42 giorni", ha concluso. 

Nel suo post, Shannen Doherty ha parlato dell'autotrasfusione ma anche della "generosità delle persone" che continuano a donare il sangue al prossimo, promettendo di iniziare a farlo appena le sarà possibile. 

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