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Ligabue premiato al BAFF si racconta da Radiofreccia a Made in Italy

Si è aperta ufficialmente la nuova edizione del BAFF - Busto Arsizio Film Festival, che ha portato in città per la serata inaugurale Luciano Ligabue: a lui il Premio Dino Ceccuzzi Platinum all’eccellenza cinematografica. Ecco che cosa è successo.

Ligabue al BAFF 2018 BAFF/Giovanni Garavaglia

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È partito ufficialmente sabato 5 maggio il Busto Arsizio Film Festival, manifestazione cinematografica che spegne quest’anno le sue prime sedici candeline. A battezzare la serata di apertura è stato nientemeno che Ligabue il quale, nelle vesti di regista, ha introdotto con un lungo racconto la proiezione del suo ultimo lavoro Made in Italy.

Uscita lo scorso gennaio, la pellicola sta, infatti, regalando al rocker di Correggio svariate soddisfazioni. E dopo averla presentata anche in Giappone, Ligabue è arrivato al BAFF per ritirare il Premio Dino Ceccuzzi Platinum all’eccellenza cinematografica per la sua carriera sul grande schermo.

Ligabue BAFFHDBAFF/Giovanni Garavaglia

“Questo riconoscimento è l’ultimo in ordine di tempo. – ha detto l’artista sul palco del Teatro Sociale – Grazie anche perché si sa che, in qualche modo, l’attenzione su di me va soprattutto sulla musica e ogni tanto appaio un po’ prestato a questa disciplina che è il fare film.

Con Made in Italy, però, sono alla terza regia e quindi un po’ di continuità ce. Certi pregiudizi sono inevitabili e quindi, a maggior ragione, mi fa piacere riceve premi in questo settore. Significa che certi preconcetti li ho scavallati. Sono uno scavallatore (sorride, ndr)! Questo premio è come un sigillo.”

E dopo la consegna ufficiale del premio, Ligabue insieme a Procacci si è intrattenuto in una piacevole conversazione che ha messo in luce scelte, ispirazioni e sensibilità che hanno convinto il musicista a percorrere svariate strade (compresa quella letteraria).

Parola a Ligabue: Da Radiofreccia a Made in Italy

Tre i film in curriculum per Ligabue – Radiofreccia (1998), Da zero a dieci (2001) e Made in Italy (2018) – che si è distinto anche sul grande schermo per aver portato in scena spaccati narrativi della società contemporanea dagli Anni ’90 a oggi.

Così il regista-rocker spiega: “In Made in Italy volevo raccontare la vicenda di uno avrebbe anche potuto essere Freccia (protagonista della prima pellicola, interpretato da Stefano Accorsi che brilla nei panni di Riko nel nuovo film, ndr) se fosse sopravvissuto a quel periodo della sua vita. Si sarebbe ritrovato a vivere la crisi di mezz’età rifuggendo da quello che fino al giorno prima andava prima.

Ligabue, Accorsi e Smutniak sul set di Made in ItalyHDJarno Iotti©ZooAperto2017

Stanco di tutto, avrebbe fatto un percorso attraverso il quale avrebbe ripreso uno sguardo diverso sulle cose, specialmente quelle che gli stanno a cuore. A tutti gli effetti è una storia di gente comune che ha mediamente la caratteristica di essere brava gente con sullo sfondo non solo il rapporto con le radici – per Riko è la casa – ma anche un rapporto molto combattuto con il Paese Italia.”

Proprio il rapporto di amore-odio con lo Stivale è complice nella tessitura della trama, come conferma Ligabue: “Continuo a provare un sentimento fortissimo verso questo Paese che amo moltissimo e di cui odio con tutto me stesso quello che continua a non funzionare.

Made in Italy: Ligabue registaHDChico De Luigi

Questa sorta di frizione emotiva mi ha fatto scrivere Buonanotte all’Italia e da quella canzone, ogni tanto, ho dovuto raccontare di questo sentimento. L’ho fatto con Il sale della terra e ne Il muro del suono. Made in Italy è quanto io potessi raccontare rispetto a questo sentimento. È un film che si fonda sui sentimenti.”

Se si entra in sintonia sentimentale con il racconto di Made in Italy allora ci si trova qualcosa che valga la pena di essere visto.

E il futuro, a questo punto, cosa riserva? “Mi piace molto il fatto che fare film sia davvero un privilegio ed è un lusso poter dire di fare film solo se ho una storia. – ammette onestamente Liga –  L’unico metro che mi fa dire di sì è la necessita di raccontare quella storia tanto da dover sospendere l’attività di concerti.” Pareggio e palla torna al centro.

Presente al gala anche Martina Colombari in qualità di madrina che ha voluto portare lo sguardo un po’ al di fuori dei confini italiani, volgendo gli occhi verso Haiti e le sofferenze di quella terra. Ambasciatrice di Fondazione Rava, la showgirl non ha mancato di sottolineare il valore della cultura a ogni latitudine.

BAFF 2018: madrina Martina ColombariHDBAFF/Giovanni Garavaglia

“L’arte con la musica, il cinema e il teatro è da portare avanti con impegno perché dobbiamo pensate di lasciate un mondo migliore a chi viene dopo di noi, ai nostri figli.” La madrina, insieme alla presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, ha consegnato a Valerio Caprara il premio Lello Bersani.

BAFF: le anteprime in calendario

Questa prima serata, che ha regalato alla città il confronto con un artista che ha segnato la storia musical-cinematografica recente, ha dato l’avvio a un ricco calendario di eventi che comprende masterclass, incontri e anteprime.

Tra gli eventi da segnare in agenda ci sono ben quattro anteprime nazionali, tra le quali giovedì 10 maggio Malati di sesso di Claudio Cicconetti (presente con Fabio Troiano, Gaia Bermani Amaral e Francesco Apolloni) e venerdì 11 maggio Hotel Gagarin di Simone Spada con Luca Argentero, ospite della proiezione.

Made in Italy: Ligabue, Accorsi e SmutniakHDChico De Luigi

A fare da corollario, incontri con gli studenti delle scuole e dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, reading letterari, un concorso dedicato ai cortometraggi e concerti in diversi luoghi della città. Vale la pena dare un’occhiata al programma completo sul sito ufficiale (ingresso agli eventi gratuito).

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