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Dopo il boom della K-beauty, l'avvento (ritorno) della J-beauty

I cosmetici coreani stanno cedendo il passo alla tradizione antichissima della J-beauty. Il Giappone si appresta a dominare le scene dopo un lungo periodo di stallo, forte di un'esperienza che non passerà mai di moda.

Donna giapponese Pinterest

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La skincare coreana ha riscosso un incredibile successo in questi ultimi anni.

Complice la costante innovazione della K-beauty in termini di prodotti per la cura della pelle e per il make-up, anche in Occidente le donne hanno imparato a coccolare il proprio viso con le stesse maniacali attenzioni delle orientali. Il boom della cosmesi coreana è stato sorprendente: secondo il Financial Times, si parla di un gigante da circa 13 milioni di dollari.

Eppure, pare le cose stiano cambiando.

Alcune coloratissime maschere viso coreaneHDTonyMoly
Le coloratissime maschere viso in tessuto di TonyMoly, tra i cosmetici coreani più acquistati

La sempiterna giocosa e sbarazzina cosmesi made in Corea - fatta di maschere per il viso in tessuto dalle forme più assurde e rossetti dal packaging eccentrico - potrebbe ben presto essere soppiantata dalla J-beauty: la cosmesi giapponese. Non che sia mai uscita dalle scene, ma l'approccio divertito (e divertente) della Corea al mondo della bellezza, sempre a caccia degli ultimi trend, effettivamente ha saputo negli ultimi anni sostituire l'expertise giapponese nel cuore delle beauty addicted.

Entro il 2020, stando al Financial Times, i prodotti cosmetici giapponesi come Shiseido o Sensai registreranno un incremento delle vendite esorbitante. Basti pensare che, solo per questi primi mesi del 2018, si notifica un fatturato superiore a 2,75 miliardi di dollari.

Cosa è cambiato?

La cosmesi giapponese ha prima di tutto beneficiato della crescita dei turisti cinesi, in seguito ai limiti imposti ai viaggi in Corea da parte del governo cinese e all'ondata di entusiasmo e di interesse per le Olimpiadi del 2020 a Tokyo. Secondariamente, si tratterebbe di una questione puramente qualitativa: i consumatori potrebbero essersi stancati del vorticoso avvicendarsi di prodotti sempre nuovi, preferendo affidarsi a cosmetici che si rivelino prima di tutto efficaci e performanti sul lungo termine. E nessuno può garantire prodotti migliori, sotto questo punto di vista, del Giappone.

Ecco come Yoshiaki Okabe, responsabile aziendale del gruppo Shiseido, ha motivato questa inversione di tendenza:

La K-beauty è guidata dalle tendenze, soddisfa le esigenze incalzanti del consumatore in quel momento, mentre la J-beauty è qualcosa di molto più sostenibile, autentico ed eterno.

In sostanza, se K-beauty trova nel senso del divertimento e nella produzione di massa i suoi punti di forza, la J-beauty preferisce puntare sulla sua storia ricca di tradizione e su investimenti tecnologici solidi e collaudati.

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