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I danni della solitudine: un male globale che nuoce più del fumo

La solitudine ci costringe a una quotidianità tempestata di tristezza e afflizione, gravemente dannosa per il nostro organismo.

Un uomo solo al tramonto. stevemehta.com

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La solitudine ci rende liberi o 'mortalmente' infelici? Se vissuta consapevolmente e in maniera idonea, la risposta giusta è sicuramente la prima. Altrimenti, al pari di patologie croniche considerate ben più gravi, la solitudine ci costringe a una quotidianità tempestata di tristezza e afflizione, gravemente dannosa per il nostro organismo.

Non è un caso che l’attenzione di psicologi e studiosi sul tema, negli ultimi anni, si sia notevolmente ampliata. Tanto da rendersi conto di una problematica ormai divenuta globale. Non è questione di ricchezza o povertà, può riguardare sostanzialmente ogni persona che abita sul nostro pianeta. Colpa, o meglio demerito, dei social network, capaci di annullare qualsiasi distanza - collegando con un semplice click ogni zona del mondo - lasciandoci, però, soli di fronte allo schermo di un computer, troppe volte inabili a stringere rapporti umani fuori dalla realtà virtuale: l'unica, a pensarci bene, che conta davvero.

Come se fossimo tornati indietro nel tempo, a quella fittizia 'felicità delle masse', tanto decantava dopo agli inizi dell'Ottocento, con Leopardi tra i primissimi a svelarne le debolezze e le fragilità e poi tanti altri dopo di lui, senza però tenere in considerazione il singolo. Una somma, insomma, fatta da tanti individui infelici senza dare come risultato alcuna gratificazione.  

Un uomo con un cellulare in mano.HDGettyImages

A soffrirne, ritornando al nostro secolo, sono soprattutto i giovani: come riportato da un sondaggio svolto su 20mila abitanti americani, gli adolescenti accusano maggiormente il malessere di una vita spesso priva di legami amicali e affettivi. I numeri sono eloquenti: ben il 48% degli intervistati di età tra i 18 e i 22 anni ha ammesso di sentirsi solo, contro il 39% degli over 72.

Ma c’è di più: questo stato di malessere dovuto all’esclusione sociale, ha gravi conseguenze sulla saluta mentale e fisica. Riduce l’aspettativa di vita, insomma, come se ogni giorno si fumassero 15 sigarette. Il perché è chiaro: la solitudine, aumentando di gran lunga lo stress e atteggiamenti depressivi, indebolisce l’organismo, rendendolo più propenso a malattie cardiovascolari o a disturbi quale quello alimentare dell’obesità.

A complicare il quadro, il disagio provato da chi è affetto da questa 'patologia moderna', spesso inconsapevole delle ripercussioni a cui si va incontro. La soluzione? Non esiste una formula magica per invertire la rotta, tutto è dipeso dalla volontà di ciascuno di noi. Riscoprire l’importanza dello stare insieme, la gioia della condivisione: questo il banale (a dirlo, più che a metterlo in pratica) segreto. Ben consapevoli che una passeggiata al parco, o un caffè in un bar, resta sempre la scelta migliore rispetto ad una fredda chat virtuale. Seppur costellata di belle emoticon.

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