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Coppetta mestruale: sfatato il mito della sua maggiore igiene

Una recente ricerca ha dimostrato che la coppetta mestruale non è così sicura come si pensava ma presenta più o meno gli stessi rischi del tampone per quanto riguarda la comparsa della sindrome da shock tossico.

Ragazza tiene in mano coppetta mestruale e tampone

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Avete mai sentito parlare delle coppette mestruali? Questo metodo per gestire il ciclo sta prendendo sempre più piede tra le donne e molte lo considerano una vera e propria svolta, in quanto consente di risparmiare soldi sui classici assorbenti interni ed esterni (la coppetta mestruale può durare dai 5 ai 10 anni), di non avere più il problema di indossare biancheria intima adeguata durante il mestruo e di non incorrere più in fastidi vaginali come secchezza e irritazioni.

Se non sapete bene cosa sia la coppetta mestruale, vi chiariamo subito le idee. Essa viene posizionata all’interno della vagina per raccogliere il flusso mestruale. Il materiale di cui è composta può variare, in linea di massima in commercio si trovano coppette in silicone anallergico, silicone platinico ed elastomero termoplastico (TPE). Risulta molto flessibile e molto semplice da gestire anche in caso di cicli abbondanti.

Coppette mestruali su un asciugamanoHD

Le sostenitrici di tale metodo pongono in evidenza il fatto che sia più igienico rispetto agli assorbenti, in particolare quelli interni, poiché il sangue non viene assorbito ma semplicemente raccolto (dopo un tot di ore la coppetta va svuotata, risciacquata e reinserita). In tal modo non si altera l’equilibrio della mucosa vaginale. Un altro vantaggio è l’assenza di cattivi odori in virtù del fatto che la coppetta non fa sudare e non assorbe umidità.

Tra i lati negativi troviamo la mancanza di un deflusso completo del sangue mestruale da tutte le pareti, un aspetto da non sottovalutare in quanto è ciò che permette la pulizia della vagina. L’altro aspetto a sfavore è il ristagno del sangue all’interno della coppetta che potrebbe favorire la proliferazione dei batteri.

Coppette mestruali e tampone su un tavoloHD

Proprio su questo aspetto è stata da poco condotta una ricerca dall’équipe Pathogénie des staphylocoques, della Facoltà di Medicina di Lione. I ricercatori hanno analizzato 11 tipi di tamponi e 4 tipi di coppette mestruali per verificare e mettere a confronto la crescita dello Staphylococcus aureus e della tossina da shock tossico 1 (TSST-1) in entrambi i supporti.

I risultati sono stati piuttosto sorprendenti, infatti a discapito di quanto è stato sostenuto sulla maggiore igiene delle coppette, sono proprio queste ultime ad aver presentato uno sviluppo maggiore dello stafilococco e della tossina. Differenze tra un valore e l’altro sono dipese dalla composizione e dalla dimensione della coppa.

Donna con una coppetta mestruale in manoHD

La sindrome da shock tossico mestruale è una malattia rara ma grave che può portare anche alla morte. Si sviluppa nel momento in cui nel soggetto colpito è avvenuta una moltiplicazione di Staphylococcus aureus. Ciò accade perché i prodotti catameniali sono un ottimo terreno per la sua crescita. I sintomi dello shock sono febbre alta, vomito, diarrea, vertigini e sfoghi cutanei.

Lo studio condotto dall’equipe dimostra in maniera evidente come non esista una protezione più o meno sicura per le mestruazioni ma i pericoli riscontrati nell’uso dei tamponi sono pressoché gli stessi delle coppette. Di conseguenza è fondamentale in entrambi i  casi rispettare severe norme igieniche e le medesime precauzioni.

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