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L'incredibile protocollo reale per la nascita dei Royal Baby

Per esempio, il papà non può assistere al parto. Anzi, un notaio ha diritto di conoscere il bebè prima di lui...

William e Kate con il terzo figlio

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Se in tutte le famiglie normali il protocollo da seguire prima della nascita di un bambino è sostanzialmente composto da due fasi - attendi nove mesi e acquista più tutine che puoi -, per la british royal family le cose sono destinate a farsi leggermente (si fa per dire) più complicate.

Il protocollo vigente prevede molti più punti da rispettare, in un decalogo scrupolosamente redatto che stabilisce ogni comportamento che la famiglia dovrà seguire durante la gravidanza e nei giorni immediatamente successivi alla nascita. Nessun particolare è lasciato al caso.

royal babyHD

Se vi stavate chiedendo, dunque, per quale motivo regni ancora il più totale segreto sul nome del terzo figlio di William e Kate Middleton, o se il paparino abbia assistito al parto, vi conviene continuare a leggere.

Royal Baby, protocollo regale di parto

Tanto per cominciare, no: William non ha assistito al parto accompagnando Kate attraverso ore di estenuante travaglio, come fanno la maggior parte dei papà del mondo per sostenere la propria consorte. Il parto è reputato un evento prettamente femminile, al quale la figura paterna non è ammessa. E, per dirla tutta, William non è stato neppure il primo a entrare in sala per vedere il bambino: a precederlo è stato un notaio, il quale ha certificato il sesso del neonato. 

Il protocollo per la nascita di un royal baby, però, non si sofferma solo sull'atto finale, ma imposta anche la condotta da seguire durante tutta la gravidanza. Per esempio: vietato annunciare la dolce attesa prima di aver compiuto la dodicesima settimana. Una regola che la duchessa di Cambridge è stata costretta a contravvenire, a causa di alcuni problemi di salute che la obbligarono a disdire degli impegni e svelare la gravidanza anzitempo.

Royal Baby: ecco le assurde regole che la famiglia reale deve seguireHD

Per quanto riguarda il parto, di norma i piccoli della famiglia reale nascevano a Buckingham Palace: una prescrizione già infranta da Diana e poi anche da Kate. Al momento della nascita, la prima persona che deve esserne informata è la regina. Successivamente, si procede annunciando il lieto evento a tutto il regno, con un cerimoniale che resta intatto nei secoli - nonostante ormai sia sufficiente un tweet per spargere la notizia in ogni angolo del globo. 

L'annuncio ai sudditi

Dalla Torre di Londra vengono sparati 62 colpi di cannone a salve, altri 42 vengono esplosi da Green Park, mentre un banditore - rigorosamente in abiti tradizionali, direttamente dirottato dal Medioevo nel ventunesimo secolo - si premura di leggere il bando a voce per la città. Dietro la cancellata di Buckingam Palace, invece, viene affisso un annuncio scritto. 

Sia ben chiaro: l'unica informazione che viene resa nota ai sudditi è la nascita del piccolo, guai a svelare dettagli in più. Solitamente, sia il sesso che il nome restano top secret e vengono rivelati nei giorni successivi - lasciando campo libero ai bookmakers, che in effetti già si stanno sbizzarrendo tra le varie ipotesi per il terzo royal baby. Proprio per mantenere il più totale riserbo, medici, ostetrici e infermieri sono chiamati a firmare un vincolo di segretezza.

Anche la veste che il piccolo dovrà indossare durante il battesimo è già stata scelta dal protocollo: si tratta di un abito di pizzo e raso, replica di quello portato dalla figlia maggiore di Vittoria nel 1841, che i royal baby hanno smesso di indossare nel 2004 per evitarne il logoramento. 

Regole speciali per la nascita di un bimbo speciale: non ci resta che dare il benvenuto al terzo royal baby britannico - nella speranza di non aver infranto l'etichetta...

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