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Iconic Women, la recensione del quarto episodio: Fabiola Gianotti

Nell'ultima puntata di Iconic Women, abbiamo conosciuto meglio una delle scienziate più importanti e talentuose dei nostri tempi, Fabiola Gianotti. Che ci ha spiegato come è arrivata a compiere alcune scoperte che hanno segnato la storia della fisica.

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Iconic Women, la serie dedicata alle donne più rappresentative dell'era contemporanea, è giunta al termine con un ultimo, meraviglioso episodio che ha visto protagonista una delle scienziate più prestigiose e brillanti dei nostri tempi. Stiamo parlando della fisica, nonché Direttrice del più grande laboratorio scientifico del mondo, Fabiola Gianotti. Le cui ricerche e scoperte hanno rappresentato un grande passo in avanti nella comprensione della struttura e dell'evoluzione dell'universo.  

Sono la prima donna ad essere Direttrice del CERN. E spero non l'ultima.

Fabiola Gianotti: l'amore per i dettagli

Fabiola Gianotti cresce tra Roma e Milano. Il papà geologo le trasmette un amore smisurato nei confronti della natura e della bellezza dei suoi dettagli. Dall'altra parte invece la madre la spinge verso le arti, in particolare la musica. Fabiola inizialmente non è molto entusiasta di suonare il pianoforte, eppure lo studio dello strumento inizia ad appassionarla e la spinge a dedicarcisi con rigore e passione. C'è poi il fratello minore, che la contagia con il calcetto, uno sport a cui non rinuncerà nemmeno durante gli impegnativi anni di dottorato. Il fatto è che qualunque cosa faccia, Fabiola la porta a termine con dedizione e costanza, e con una cura attenta e precisa nei confronti dei particolari. 

Iconic Women, Fabiola GianottiHD

Durante il liceo classico, Fabiola incappa in un libro che cambierà per sempre la sua vita. Si tratta di una biografia del Premio Nobel per la fisica e per la chimica Marie Curie. Una donna che, a cavallo tra l'800 e il '900 ha saputo farsi strada in un mondo di uomini, cambiando per sempre le sorti dell'umanità. 

La miccia è innescata e qualsiasi indecisione sul suo futuro, scompare istantaneamente. Fabiola si iscrive alla facoltà di Fisica. Non è un percorso di studi per chiunque: ci vogliono talento, amore per la matematica e per il linguaggio della natura. Nonostante gli impegni universitari, Fabiola trova il tempo di giocare a calcetto e di diplomarsi in pianoforte al Conservatorio. Cinque ore di studio giornaliero dello strumento non sono una passeggiata e a un certo punto Fabiola sa di dover prendere una decisione. E Fabiola sceglie la fisica. L'ignoto. Sceglie di andare alla ricerca dei segreti della materia e dell'universo, diventando un ingranaggio della macchina che conduce l'uomo alla conoscenza.

Il lavoro della fisica delle particelle è quello di esplorare. Le mete non sono mai chiarissime, ma il viaggio che conduce verso di esse è necessario per ampliare la conoscenza.

La ricerca significa esplorare un territorio nuovo, prendendosi dei rischi. Non si sa bene ciò che si troverà e per questo ci vuole coraggio. Il coraggio di saper rischiare.

Fabiola Gianotti: gli inizi dell'avventura al CERN

C'è un luogo in cui ogni fisico sogna di approdare. È un luogo dove la ricerca e la scienza hanno fatto compiere passi da gigante all'umanità, è una struttura enorme che raccoglie migliaia di scienziati provenienti da ogni angolo del globo, dove non esistono barriere o conflitti di etnia o religione. Questo posto magico è il CERN di Ginevra, il tempio della fisica, il più importante laboratorio scientifico del mondo. 

Qui Fabiola arriva, ancora studentessa, con due sue giovani colleghe, per fare una visita. Tra i lunghissimi corridoi le tre aspiranti fisiche incontrano il Premio Nobel Carlo Rubbia che le avverte: se siete brave, mettetecela tutta e ce la farete alla grande.

Fabiola lo prende in parola e dopo essersi laureata e dottorata, nel 1987 invia una domanda per una borsa di studio. Non è così sicura di farcela, eppure, quella borsa, la vince ed entra. Il CERN adesso, è anche il suo laboratorio. 

Fabiola GianottiHD

Al CERN Fabiola comincia a lavorare su un nuovo progetto chiamato ATLAS. Si tratta di un rivelatore di particelle, un macchinario gigantesco, grande quanto un edificio a 5 piani installato - assieme ad altri rivelatori - lungo un acceleratore, un anello di 27 km posto a 100 metri sotto terra. All'interno di questo acceleratore vengono fatti circolare due fasci di protoni in direzioni opposte, che si scontrano in 4 punti. ATLAS ha lo scopo di "fotografare" e analizzare i prodotti di queste collisioni. 

Per Fabiola partecipare alla realizzazione di questo macchinario è un'esperienza incredibilmente formativa. E anno dopo anno, al CERN si rendono conto che questa ragazza italiana non è una semplice ricercatrice. Fabiola ha una determinazione fortissima, una dedizione enorme e un'attenzione esemplare verso ogni minimo dettaglio. È carismatica e ha rispetto scientifico. Ed è l'insieme di queste caratteristiche a farla diventare, nel giro di poco tempo, coordinatrice de progetto ATLAS. È un traguardo ancora più difficile perché Fabiola è una donna. E appartenere al genere femminile, all'inizio di una carriera scientifica è, purtroppo, ancora un limite. 

Fabiola Gianotti e il Bosone di Higgs

L'amore per la fisica porta Fabiola a cercare di risolvere uno dei più grandi misteri dell'universo. Era il 1964 quando il fisico britannico Peter Higgs aveva iniziato a teorizzare l'esistenza di un bosone, un elemento infinitamente piccolo e inafferrabile, legato al meccanismo attraverso il quale le altre particelle elementari acquisiscono una massa. Se i costituenti fondamentali dell'atomo, gli elettroni e i quark, non avessero massa, gli atomi non starebbero assieme, quindi noi stessi non esiteremmo. 

Per 20 anni i fisici di tutto il mondo hanno cercato il bosone ipotizzato da Higgs, un elemento essenziale della teoria delle particelle, che non era detto esistesse. Per 20 gli scienziati hanno tentato di scovare questa fantomatica particella che avrebbe cambiato tutto, accompagnati dal dubbio costante di compiere un buco nell'acqua. Per 20 anni si è lavorato giorno e notte, senza tregua. Fabiola è sempre stata ottimista, sì, lo scoraggiamento a volte può affiorare, ma a Fabiola non è mai passata per la testa l'idea di mollare tutto.

Iconic Women, Fabiola GianottiHD

Siamo nel 2011, ai primi di giugno. Dalle mastodontiche macchine del CERN escono fuori i dati che la comunità scientifica aspetta da una vita: il bosone di Higgs esiste. È un giorno memorabile per Fabiola Gianotti. È la soddisfazione professionale di una vita.

Il 4 luglio 2014 l'annuncio viene dato al mondo intero. Fuori dall'Auditorium del CERN c'è gente in fila da ore ed ore. Ci sono i più grandi scienziati del mondo e c'è anche Peter Higgs, colui che aveva teorizzato l'esistenza di quella particella trovata da Fabiola e dai suoi colleghi dopo anni di ricerche. Insomma, tutto è pronto tranne lei, che ha un febbrone da cavallo. I medici le hanno detto che dovrebbe rimanere a casa sotto antibiotici senza uscire per qualche giorno, ma figuriamoci se Fabiola può perdersi questo momento. Lei che ha lavorato per una vita indefessamente, sempre di corsa, senza mai una pausa o una vacanza. Come può non annunciare al mondo una scoperta che cambierà le sorti della scienza? Fabiola stringe i denti e davanti a quell'illustre platea è a suo agio, felice di poter rappresentare tutti quegli anni di sforzo di migliaia di colleghi.

Fabiola Gianotti: la prima donna alla direzione del CERN

Da quel momento in poi, cambia tutto nella vita di Fabiola. La scoperta del bosone ha un eco planetario. Il TIME le dedica una copertina e la inserisce tra i finalisti per il titolo di persona dell'anno. Fabiola diventa improvvisamente l'icona della scienza, viene ricevuta da politici e capi di stato, viene insignita di premi e di onorificenze. È incredula e anche un po' imbarazzata, ma visto l'entusiasmo che circola, soprattutto fra i giovani, è felice di mettere da parte la sua indole riservata. 

Quella a cui ha collaborato, è stata una delle scoperte più importanti di sempre, ma Fabiola ha ancora troppe domande a cui vuole dare una risposta. 

Più conosciamo, più ci rendiamo conto di sapere molto poco. Siamo ben lontani dal capire tutto. 

Iconic Women, Fabiola GianottiHD

Nel 2014 Fabiola è la prima donna al mondo ad essere selezionata tra i candidati alla direzione del CERN, una carica ambita da tutti i fisici.

Il 4 novembre 2012 arriva l'annuncio ufficiale: Fabiola Gianotti è la prima donna ad assumere la guida del più importante laboratorio scientifico del mondo e dirigerà migliaia tra le menti più brillanti del pianeta.

Fabiola è sgomenta, e anche un po' spaventata. Il panico dura però davvero poco perché si mette subito al lavoro, immergendosi in una nuova vita, la vita di una rockstar della fisica, fatta di continui impegni, scadenze, imprevisti. È come se dovesse amministrare una specie di città, con tutti gli obblighi, i compiti e le responsabilità che ne derivano. Ma Fabiola lo fa, non ha mai un attimo di esitazione, è attenta a tutti i membri di questa grande e importante famiglia scientifica e nonostante il prestigio della sua carica, continua a mantenere il profilo modesto e informale che ha sempre avuto. 

Ma tutto questo suo percorso le ha insegnato e le ricorda quotidianamente una cosa

Mai demordere. Se veramente amate qualcosa, andate avanti con determinazione e coraggio. Perché tutto si può fare.

Iconic Women, Fabiola GianottiHD

E sulle parole di una delle più grandi scienziate di sempre vi salutiamo, augurandoci che i racconti delle nostre Iconic Women possano essere stati di ispirazione.

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