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Iconic Women: Fabiola Gianotti è la protagonista dell'ultima puntata

Eccoci all'ultimo appuntamento con Iconic Women, la serie dedicata ad alcune tra le donne più rappresentative dei nostri tempi. Protagonista di questo quarto episodio sarà la fisica Fabiola Gianotti, una delle figure scientifiche più influenti al mondo.

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È stata la prima donna a diventare direttrice generale del CERN, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Nel 2012 la rivista TIME l'ha inserita nella quinta posizione della classifica delle Persone dell'anno. Al primo posto, c'era l'allora Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. 

Sempre nel 2012 è stata collocata da Forbes tra le 100 donne più potenti al mondo. Unica italiana, insieme alla stilista Miuccia Prada.

Nel 2013 la Società Italiana di Fisica l'ha insignita del Premio Enrico Fermi, mentre l'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere della Gran Croce. Ah, tra le orbite di Marte e Giove, c'è un asteroide che porta il suo nome.

Stiamo parlando di Fabiola Gianotti, una delle figure più autorevoli e talentuose del panorama scientifico attuale. Nonché la protagonista dell'assolutamente imperdibile ultimo episodio di Iconic Women, che andrà in onda stasera, alle 21.10, su FoxLife

Fabiola Gianotti, gli inizi della carriera

Fabiola Gianotti nasce a Roma. Suo papà è un geologo astigiano che le trasmette un'immensa passione per la natura, mentre dalla madre, siciliana laureata in filologia romanza, Fabiola eredita una certa inclinazione per la letteratura e per la musica. E in effetti è in quella direzione che sembrano andare i suoi studi liceale: Fabiola frequenta il liceo classico e si diploma in pianoforte al Conservatorio di Milano, città in cui si trasferisce con la famiglia a soli sei anni.

Quella scientifica e quella artistica sono due attitudini che la Gianotti non ha mai messo in contrapposizione, anzi, come ha più volte ribadito, il mestiere del fisico si avvicina a quello dell'artista perché la sua intelligenza deve andare al di là di ciò che ha ogni giorno davanti agli occhi.

Nella scienza ci vogliono regole matematiche e rigore, ma anche creatività e fantasia.

Terminati gli studi liceali, Fabiola Gianotti incappa in una biografia di Marie Curie. Quella lettura la folgora a tal punto da decidere di avvicinarsi alle materie scientifiche. E, in particolare, alla fisica. In cui si laurea, con indirizzo sub-nucleare nel 1984, all'Università Statale di Milano. Per intraprendere, immediatamente dopo, un dottorato di ricerca sulle particelle elementari.

Fabiola Giannotti e il CERN

Nel 1987 Fabiola Gianotti entra al CERN, ossia l’organizzazione europea per la ricerca generale, uno dei più importanti laboratori per la ricerca fondamentale esistenti al mondo.

Il CERN si trova al confine tra la Svizzera e la Francia e al suo interno lavorano circa 11.000 scienziati provenienti da un centinaio di diverse nazioni. È un luogo dove studenti affiancano Premi Nobel e genere, etnia, età e passaporto, contano poco. Ciò che conta è essere dei bravi fisici.

Fabiola Gianotti protagonista del quarto episodio di Iconic WomenHD

La missione primaria delle ricerche che si svolgono al CERN non è solamente capire quali siano i costituenti fondamentali dell’universo, elemento che permetterebbe di contribuire a comprendere la struttura e l’evoluzione dell’universo stesso. Al CERN vengono infatti sviluppate tecnologie che trovano applicazioni in molti campi della nostra vita quotidiana, come quello medico e, più nello specifico, nel trattamento dei tumori. Gli acceleratori di particelle vengono infatti adoperati per bombardare i tumori, con fasci di protoni o ioni-carbonio, ed hanno il vantaggio di essere molto focalizzati e di colpire soltanto il tessuto tumorale, senza espandersi in quello sano che lo circonda. In Europa esistono due centri che sfruttano questa tecnologia, uno dei quali è il Cnao di Pavia.

Fin dal suo arrivo al CERN, Fabiola Gianotti prende parte a numerosi esperimenti tra i più importanti al mondo, tra cui UA2, Super Proton Synchrotron (SPS), ALEPH, LEP. Nel 1990 inizia a lavorare sull'argon liquido e nel 1992 partecipa ad ATLAS, considerato ancora oggi il più grande esperimento scientifico mai realizzato. Fabiola ne viene eletta coordinatrice ed è come portavoce di questo che il 4 luglio 2012 da' uno di quegli annunci che cambieranno per sempre le sorti della ricerca scientifica: la scoperta del bosone di Higgs. Una scoperta che varrà a Peter Higgs e a François Englert il Premio Nobel

Il bosone di Higgs è una particella molto speciale, diversa da quelle conosciute fino ad ora. Permette infatti di capire perché le particelle fondamentali della materia abbiano una massa ed altre no. Non si tratta di qualcosa di astratto: se le particelle non avessero esattamente le masse che hanno, il mondo e l’universo non esisterebbero. O forse esisterebbero, ma in un'altra forma, non come li vediamo noi ogni giorno.

Insomma, è un momento fondamentale per la storia delle scienze e, ovviamente, per la carriera di Fabiola. La stanchezza, la tensione di mesi e mesi passati a lavorare giorno e notte non si sciolgono in un pianto. Fabiola resiste, concentrata sulla relazione da presentare. Qualche lacrima di commozione invece la riserverà per un'altra occasione importante. 

Siamo nel 2014, è il 4 novembre. E il consiglio del CERN  la nomina direttore generale. La fisica, già professore onorario presso l'Università di Edimburgo e membro del comitato consultivo per la Fisica al Fermilab negli Stati Uniti e dell'Accademia dei Lincei per la classe di scienze fisiche, è la terza italiana a ricevere questa prestigiosa carica. E, soprattutto, la prima donna in assoluto.

Fabiola ha sempre dichiarato che è stato davvero un privilegio ottenere tale compito in un momento del genere, così entusiasmante per la fisica. Un momento in cui ci tante questioni sono ancora aperte. Al giorno d’oggi, conosciamo soltanto il 5% dell’universo, ciò significa che il 5% dell’universo è fatto della materia di cui noi tutti siamo fatti, ossia atomi, molecole, elementi chimici. Il resto, il 95% è ancora un punto interrogativo, ed è costituito da forme di energia e di materia di cui non siamo a conoscenza, l'energia oscura e la materia oscura. Forme che non interagiscono con gli strumenti dei ricercatori, di cui se ne deduce l'esistenza solamente da misure indirette. E le cui risposte verranno date dalla combinazione di più approcci. 

This photo shows the pixel detector, the innermost instrument in the very heart of the Compact Muon Solenoid experiment, the very point where new particles, such as the Higgs boson, are produced by the energy of the proton proton collisions of the LHC accelerator. --- With thousands of silicon sensors, the new Pixel Tracker was upgraded to improve the particle-tracking capabilities of CMS. The pixel detector that is crucial to charged particle tracking at CMS experiment. The pixel detector is much like a high-speed digital camera that snaps images up to 40 million times per second. --- CERN physicists and engineers have carried out a highly complex operation right at the heart of one of the four main experiments of the Large Hadron Collider (LHC). The operation deep in the underground cavern will improve CMS’s ability to measure precise properties of the Standard Model, including the properties of the Higgs boson. --- Learn more about CMS Experiments: http://cern.ch/go/76Ng and discover more about this operation: http://cern.ch/go/6GCf --- Image © CERN

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Fabiola Gianotti, tra fede e scienza

Fabiola Gianotti si è più volte dichiarata credente. Lo studio della natura l'ha portata infatti a valutare l'idea di una mente intelligente ordinatrice.

Secondo Fabiola scienza e religione sono compatibili, a patto che rimangano su due strade separate. La scienza si basa sulla dimostrazione sperimentale, mentre la religione sul principio opposto, ovvero la fede. La scienza non potrà mai dimostrare l’esistenza di Dio, ciò non toglie che si possa essere fisici e avere fede. L'importante è che le due cose restino disgiunte. Insomma, Dio e scienza devono mantenere la giusta distanza.

Ma l'esistenza di Dio non è l'unica cosa che la scienza non riuscirà a spiegare. Probabilmente non ci sarà mai un tempo in cui conosceremo tutto: da ogni risposta nascono infatti sempre delle nuove domande. Perché una cosa è certa: la conoscenza è un cammino senza fine.

Noi vi diamo appuntamento a stasera, per l'ultima, imperdibile e affascinante puntata di Iconic Woman. Un viaggio nella scienza e negli aspetti più umani di essa.

Vi aspettiamo alle 21.10, su FoxLife.

Non mancate!

 

 

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