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Restare incinta se hai l'utero retroverso si può

E' possibile restare incinta se si ha l'utero retroverso? Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino il contrario. Inoltre, se si ha questa patologia, è possibile eliminarne i fastidi con semplici esercizi e quale accortezza.

utero retroverso restare incinta

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Mestruazioni dolorose, difficoltà nel trovare piacere nel corso di un rapporto sessuale, impossibilità di inserire nel modo giusto tamponi o coppette mestruali, disturbi vescicali o intestinali?

Potrebbero essere tutti segnali della presenza di utero retroverso. Eppure, niente paura:  si tratta di una patologia assolutamente benigna, i cui disagi possono tranquillamente essere evitati con semplici esercizi e qualche accortezza.

cause utero retroversoHD

Eppure per moltissimo tempo l’utero retroverso è stato considerato colpevole di gravidanze che non arrivavano.

Cause dell’utero retroverso

Ma cosa significa utero retroverso? In poche parole, l’utero è voltato all’indietro, in direzione del retto mentre in condizioni normali questo è volto in avanti, appoggiato sulla vescica.

In Italia circa il 25/30% delle donne presenta un utero retroverso, caratteristica che molte non si accorgono nemmeno di possedere fino alla gravidanza (e, a volte, nemmeno in questo caso). Si tratta, nello specifico, di una differenza puramente anatomica, molto spesso ereditata geneticamente.

Dunque, non esistono vere e proprie cause di questa patologia.

gravidanza con utero retroversoHD

Diverso è quando l’utero modifica la sua posizione nella cavità pelvica in seguito al parto, magari a causa di aderenze o fibromi. Queste cosiddette “retroversioni secondarie” possono, inoltre, comparire dopo il parto in quanto i legamenti che mantengono l’utero in posizione tendono a distendersi o a lacerarsi.

Dolori causati dall’utero retroverso: ecco come evitarli

Il sesso doloroso, come detto, è uno dei sintomi-chiave che descrive la presenza di un utero retroverso. Ovviamente, tutte le donne sono diverse ed ognuna ha una posizione sessuale preferita – che generalmente esclude il dolore. Comunque, nelle donne che presentano l’utero retroverso, può essere fastidiosa una penetrazione da dietro durante la quale il pene tende ad urtare contro il collo dell’utero. In questo caso occorre semplicemente cambiare posizione, cercando al massimo di trarre piacere dal rapporto, in sintonia con il partner.

Ci sono anche degli esercizi che i ginecologi consigliano per rafforzare i muscoli pelvici, alleati della posizione uterina. Ad esempio, ci sono gli esercizi Kegel. Questo allenamento dei muscoli del perineo, se costantemente praticato – e non solo da parte delle donne ma anche degli uomini – porta reali benefici già dopo qualche mese e contribuisce a scongiurare fastidiose perdite urinarie dovute al parto naturale, alla menopausa e al lieve prolasso degli organi pelvici.

Inoltre, in gravidanza, gli esercizi di Kegel sono fondamentali per preparare i muscoli pelvici al momento del parto, tonificando i muscoli e minimizzando la possibilità che insorgano emorroidi.

esercizi di Kegel

Ma come fare questi esercizi? Per svolgerli al meglio occorre svuotare la vescica e poi sdraiarsi sulla schiena. A questo punto vanno contratti i muscoli del perineo per cinque secondi, rilasciando poi la tensione per i successivi dieci secondi – ripetendo la sequenza cinque volte di seguito per tre volte al giorno. Mi raccomando, ricordate di respirare!

In ogni modo, la cosa migliore è affidarsi ad un ginecologo o ad un’ostetrica che possano vigilare sul corretto svolgimento dell’esercizio.

Gravidanza con utero retroverso

Ed arriviamo, infine, all’argomento più spinoso: è possibile restare incinta se si ha l’utero retroverso? La scienza medica negli ultimi anni ha tentato di dare delle risposte a questa domanda, le cui teorie in merito sono da sempre assai controverse.

Diciamo subito che non esistono evidenze scientifiche per cui non si possa restare incinta. Certo: l’utero volto in avanti favorisce la risalita degli spermatozoi dalla vagina, tuttavia sembra che la retroversione non sia una causa sufficiente per dissuadere l’arrivo della cicogna.

diagnosticare utero retroverso

In ogni modo, nel corso della gestazione, utero tenderà pian piano a “sistemare” la sua posizione; in genere intorno al quarto mese l’aumento del volume del feto arriverà a spingere l’utero in avanti.

Nel caso questo non dovesse accadere, la gravidanza potrebbe avere delle complicazioni come la ritenzione dell’urina o l’incarcerazione dell’utero. In questi casi il ginecologo opererà al termine del primo trimestre una semplice manovra che consentirà di riportare l’utero in posizione anteversa, effettuata facilmente senza ricorso ad anestesie o ricoveri ospedalieri.

Qual è la tua esperienza? Raccontacelo nei commenti.

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