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Viaggio all’inferno con MYSS KETA: esce l’album Una vita in capslock

Dall’ossessione per la celebrità agli abissi interiori: MYSS KETA detesta le gabbie presenta l’album Una vita in capslock. Ecco che cosa ci ha raccontato di questo progetto e della sua visione del mondo.

MYSS KETA pubblica Una vita in capslock

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Non ama le definizioni MYSS KETA ma se proprio dovesse sceglierne una sarebbe “donna di spettacolo, spettacolo di donna”. Eppure, sul web, le definizioni si sprecano. Da “angelo dell’occhiale da sera e dal volto velato” a performer situazionista fino a diva totale che ha come segno zodiacale quello della “Vergine, ma non troppo”.

Nella sua vita, racconta, sono passati Salvador Dalì e Andy Warhol, Gianni Agnelli e Massimo D’Alema, Edwige Fenech e Sophia Loren in un caleidoscopio spazio-temporale che perde ogni precisa coordinata. Per questo, l’incontro con MYSS KETA finisce per avere risvolti che enigmatici è dire poco.

Quella di MYSS KETA e del progetto che sta alle sue spalle è un’identità nascosta per una precisa scelta. Quella della verità. Il paradosso, del resto, suona surreale solo in apparenza per un’artista che con l’estetica gioca abilmente per affondare invece nel racconto di una società intera.

MYSS KETA album Una vita in capslock

Dopo aver esordito nel 2013 con il singolo intitolato Milano Sushi e coca, la personalità misteriosa che guida il gruppo de Le ragazze di Porta Venezia pubblica il suo primo album, Una vita in capslock. In uscita venerdì 20 aprile per La Tempesta Dischi / Universal Music, il disco è stato preceduto dall’omonimo brano e dai singoli Stress e Botox.

Nei versi di MYSS KETA la città diventa una drammatica giungla urbana percorsa da strade lastricate di stereotipi e luoghi comuni che l’artista tratta in maniera dissacrante. Gli eccessi, il lusso, il glam da tacco dodici e i lustrini sono portati all’estremo come occasione per descrivere situazioni comuni ma taciute.

Così, la conturbante sacerdotessa della notte si fa beffe di quella società dell’apparire in cui le stessa si muove, sovvertendola dall’interno. L’ironia si fa tagliente, la celebrazione diventa un bluff, il tono è satirico e le atmosfere iperrealiste: da qui un viaggio tutto interiore come lotta esistenziale. La discesa all’inferno degli Anni Duemila.

MYSS KETA racconta Una vita in capslock

Muovendosi lungo il filo sottile che separa sarcasmo e realismo, MYSS KETA racconta il progetto Una vita in capslock partendo dagli inizi: “Sinceramente non mi aspettavo così tanto all’inizio ma, man mano che lavoravamo sull’album, ci rendevamo conto di avere un bel prodotto in mano. È un album con senso e significato. Anche l’ingresso in Universal per noi significa molto, vuol dire che abbiamo lavorato bene.”

La realtà supera sempre la fantasia. Cerco di fare un passo alla volta ma un passo dopo l’altro siamo arrivati fino a qui.

MYSS KETAHDVittorio Schiavo

E prima di giungere all’album, “ci siamo fatti le spalle con singoli ed EP – riconosce la MYSS velata, portavoce di un nutrito gruppo di lavoro – così, questa volta, ci siamo confrontati anche con un modo diverso di operare. I temi sono gli stessi dall’inizio ma approfonditi, entrando nel profondo: quello di MYSS KETA è il modo di vedere il mondo da parte mia e del gruppo Motel Forlanini.”

Quali sono, allora, i temi? Dall’ossessione per il successo, eredità degli Anni ’80 e ’90, all’immaginario tv, dagli slogan delle televendite ai lati oscuri dell’homo italicus: “Dagli yuppies a oggi non è cambiato molto. Fondamentalmente sono modelli a cui oggi ci si riferisce per ripescare in maniera più facile ciò di cui vogliamo parlare.

Sono nata e cresciuta con la televisione e un quarto del mio cervello è occupato dalle immagini che ho visto crescendo. L’immaginario pop di MYSS KETA non può che venire da quella roba lì, è la base da cui parte tutto”, chiosa.

È dai tempi dei Romani che l’Italia gira in un certo modo e non credo che cambieremo facilmente.

Lustrini e glam lasciano poi spazio a un viaggio all’inferno tutto interiore che conferisce al disco un colore “molto scuro e interiore per certi versi. – ci viene spiegato – Man mano che lavoravamo al disco ci siamo accorti delle atmosfere che guardavano all’interiorità come un a discesa agli inferi, sia per quello che uno vede nel mondo sia per i propri drammi personali.

#TBT 2015: UN FIORE DI INNOCENZA E PERDIZIONE X @tohmagazine

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Solo alla fine si sale verso il paradiso; la canzone di chiusura è una risalita con un tocco di luce finale, per quanto illusorio. Chiunque viva in quest’epoca ha dentro molti fantasmi e preoccupazioni, dobbiamo sempre dimostrare qualcosa al di fuori e trascuriamo quello che siamo dentro. Ci sono demoni che spesso non riusciamo a sfogare.”

Guardiamo a quello che accade prendendolo, introiettandolo e buttandolo fuori alla MYSS KETA.

Un po’ ribelle ed eversiva, certo MYSS KETA (e chi per essa) dimostra coraggio: “Sono una donna coraggiosa. Non avere il filtro dell’espressione in viso regala mistero e affascinate sensualità. Certo, ha i suoi limiti ma ne spezza altri. E poi mi leva il problema di truccarmi...

In questo album ci sono molte spinte che guardano in modo grigio al vivere moderno attraverso satira e ironia. Nel mondo di oggi manca l’ironia in generale: essere ironici non vuol dire ridere di tutto, anzi significa soffrire per certe cose e tirarle fuori esorcizzandole. In questo sono un po’ ribelle ed eversiva.”

Mi piacerebbe che mi si ascoltasse senza predefinite forme mentali.

Insofferente a gabbie e definizioni, MYSS KETA però è maschera di se stessa: arriverà a togliere il velo anche dal suo viso? “Ribellarsi a se stesse potrebbe anche essere la ribellione finale e potrebbe succedere che alla fine mi stanchi della maschera…”

Questa la tracklist dell’album Una vita in capslock:

  1. Una vita in capslock
  2. Una donna che conta
  3. Irreversibile
  4. Monica
  5. Spam
  6. Botox
  7. Inferno
  8. Stress
  9. La scimmia è pazza
  10. Spleen Queen
  11. Ultima botta a Parigi
  12. Intermezzo
  13. After amore

#UVIC Tour: le date live

Dopo l’uscita  dell’album, MYSS KETA la sua gang partono in tour (DNA Concerti) per una serie di date live “esagerate”. Al via giovedì 19 aprile dalla natìa Milano, la tournée toccherà poi le principali città italiane.

“Nei concerti ci sarà tanta ribellione punk. - promette KETA - Il live è il momento per formativo di assoluto sfogo, siamo sempre molto carichi. Sul palco avrò un dj per le basi e le Ragazze di Porta Venezia.

Rispetto agli show precedenti, con questo album, stiamo pensando a come portarlo in scena in modo quasi teatrale. Senza limiti tra arte, performance e musica. Anche con i visual  vogliamo creare per ogni canzone una dimensione propria.”

Queste le date confermate dell’#UVIC Tour:

  • 19 aprile – Milano, Magazzini Generali
  • 20 aprile – Caserta, Smav
  • 30 aprile – Roma, Monk
  • 4 maggio – Bologna, Locomotiv
  • 5 maggio – Livorno, The Cage
  • 26 maggio – Molfetta (BA), Eremo Club

La stella più controversa dello star system 2.0 si getta nella selva oscura per celebrare, tra fasti e decadenza, una vita disinibita tutta in capslock. La sfida è farsi trovare pronti.

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