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La Casa di Carta: le anti-eroine Nairobi, Tokyo e l'ispettore Murillo

Le donne sono in netta minoranza nel cast de La casa di carta. Eppure, ricoprono ruoli fondamentali sia per la trama che per il processo di identificazione del pubblico...

Tokio in un'immagine da La casa di carta

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La casa di carta è una serie TV spagnola trasmessa dal canale Antena a partire dalla seconda metà del 2017.

Ideata da Alex Pina (El barco), racconta il geniale piano ideato dal Professore per rapinare la Zecca di Stato a Madrid.

Il Professore, che ha studiato a lungo ogni dettaglio, riunisce una serie di professionisti del crimine che non si conoscono fra loro e che, per evitare compromissioni future, non sanno nulla l'uno dell'altro e si chiamano con nomi fittizi ispirati alle più popolari città del mondo.

Gli otto rapinatori, con indosso delle tute rosse e delle maschere, fanno irruzione nella Zecca e prendono in ostaggio i dipendenti e una scolaresca in gita.

A questo punto iniziano i negoziati con la polizia, che mette a capo delle trattative l'ispettore Raquel Murillo.

La prima stagione della serie - così come è arrivata in Italia - è composta da 15 episodi e la seconda, appena arrivata su Netflix, avrà un numero di episodi compreso fra 6 e 10.

Per non rovinare sorprese, in questo articolo non troverete spoiler: se ancora non avete visto La casa di carta, vi consiglio caldamente di recuperarla.

Perciò parleremo solo in linea generale della trama, concentrandoci invece sui personaggi femminili.

Tokyo e Nairobi: anti-eroine

La casa di carta: Nairobi e Tokyo
La casa di carta: Nairobi e Tokyo

La casa di carta sembrerebbe, a prima vista, una serie prevalentemente al maschile: solo due fra i rapinatori sono donne, e nella polizia l'unico ruolo di rilievo è affidato a Raquel.

Ma le cose, come accade nella trama, non sono come sembrano: sono proprio i personaggi femminili ad avere i ruoli più importanti.

Tokyo, la giovane e bella rapinatrice, ha il prezioso compito di narrarci la storia, guidandoci attraverso la drammatica avventura ideata dal Professore, con cui sviluppa un legame di rispetto reciproco.

Tokyo, che impariamo a conoscere nel corso degli episodi, non ha avuto una vita facile. Si porta dietro un passato scomodo, ma fa in modo di mantenere il mistero sulla propria vita privata per far sì che nessuno entri in possesso di informazioni che potrebbero essere usate contro di lei.

Forte, coraggiosa, determinata e sensibile - benché faccia del suo meglio per nasconderlo - ha un ruolo fondamentale nel mostrarci la rapina dal punto di vista dei criminali, ma anche per evidenziare l'aspetto umano e drammatico della vicenda che finisce per coinvolgerci.

Nairobi è l'altra giovane donna che fa parte del gruppo. Spigliata, "casinista" e festaiola, scherza sempre ed è piena di energia. Ma anche lei, come Tokyo, nasconde delle ferite passate che l'hanno spinta a unirsi alla banda del Professore.

Il contrasto fra il carattere riservato di Tokyo e l'esuberanza di Nairobi è funzionale sia nella diversificazione dei personaggi - ciascuno dei rapinatori ha una personalità ben definita e rappresenta un "tipo" specifico - e dimostra come gli opposti si attraggano, facendo nascere un'amicizia (o anche solo la proverbiale solidarietà femminile) fra le due donne.

Icone dell'anti-eroina, Tokyo e Nairobi sono inequivocabilmente dalla parte del torto, eppure ci piacciono tanto da farci fare il tifo per loro.

Raquel: la legge e molto altro

La casa di carta: Raquel MurrilloHD
La casa di carta: Raquel Murrillo

Il personaggio di Raquel Murillo, l'ispettore capo a cui viene assegnato il caso, è strutturato in modo profondamente diverso da quello di Tokyo e Nairobi.

Raquel è una donna concreta, ma anche intuitiva: usa la propria preparazione e la propria intelligenza per cercare di entrare in contatto con il Professore e ottenere il rilascio degli ostaggi.

Sta facendo semplicemente il suo lavoro, ma c'è anche molto di più: mette in gioco se stessa.

Raquel si fa portatrice, nel corso della narrazione, di tematiche importanti: è una madre single, nel bel mezzo di un divorzio molto difficile, che si divide fra casa e lavoro.

Concilia il ruolo di mamma con quello di ufficiale responsabile all'interno della polizia, e combatte - come tutte le sue colleghe - contro un ambiente lavorativo fatto dagli uomini per gli uomini.

Grazie alla sua professionalità si guadagna il rispetto dei colleghi, cosa che purtroppo non la esenta dall'abituale routine: battute, frecciatine, discriminazione e approcci al limite della molestia.

Mentre Tokyo e Nairobi esplorano il lato avventuroso della vicenda, mettendosi in gioco per riscattarsi da un passato difficile, Raquel lo affronta a muso duro, dalla parte della legge, con gli unici strumenti di cui dispone: intelligenza e forza di volontà.

Purtroppo, la situazione finirà per dimostrarsi molto più grande di lei (non vi dico altro per non anticiparvi sorprese), ma Raquel farà di tutto per essere all'altezza della situazione.

Affidando la figlia alla madre, che se ne prende cura mentre è al lavoro, il personaggio di Raquel introduce un altro tema molto delicato: quello della terribile malattia, l'Alzheimer, che ha colpito la madre e che costringe Raquel a disseminare la casa di foglietti che le ricordino dove si trova e cosa deve fare.

Da che parte stare

La casa di carta immagine di gruppoHD

Come sempre accade, gli sceneggiatori indicano chiaramente al pubblico qual è il punto di vista da seguire e, soprattutto, per chi devono fare il tifo.

E in questo caso, naturalmente, veniamo invitati a prendere le parti dei rapinatori.

Per rendere ancora più efficaci i vari stratagemmi di sceneggiatura di cui si servono per far sì che questo accada, gli autori de La casa di carta hanno puntato tutto proprio sui personaggi femminili della serie.

Tralascio la questione ostaggi, perché sarebbe impossibile evitare spoiler, limitandomi a dire che i personaggi femminili inseriti fra loro non sono granché positivi.

Questo fa parte del gioco: se non prendiamo troppo in simpatia gli ostaggi - almeno quelli che si oppongono strenuamente ai sequestratori - continuiamo a parteggiare per i criminali, come voluto.

Inoltre - e qui emerge il ruolo chiave delle donne nella serie - Tokyo viene scelta come narratore, e si contrappone nettamente a Raquel sotto ogni punto di vista.

Stanca, affamata, preoccupata, distratta da una vita privata complessa e vulnerabile, Raquel ci appare molto meno intrigante di Tokyo e di Nairobi: la sua imperfetta umanità, la sua vita ordinaria e la sua dedizione al lavoro, anziché sembrarci punti di forza, ce la fanno sembrare un po' noiosa.

Tutto ciò è voluto: al pubblico, da sempre, piacciono i personaggi trasgressivi. E se sono donne come Tokyo e Nairobi, il pubblico femminile ne rimane stregato.

Molte donne si identificano in Raquel, che si divide fra vita privata e lavorativa, che combatte contro la malattia della madre e contro i turni estenuanti per essere presente nella vita di sua figlia.

Si identificano perché riconoscono in lei parte delle loro vite, e proprio per questo - perché le serie TV, come i film, sono intrattenimento ed evasione - scelgono di rivolgere la loro attenzione alle giovani criminali che vivono un'avventura ricca di colpi di scena.

Le donne, quindi, hanno un ruolo determinante nella riuscita del racconto, nelle svolte narrative e nel processo di identificazione del pubblico.

E questi sono solo alcuni dei motivi per cui vi invito a seguire La casa di carta...

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