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No alle armi chimiche: la campagna social promossa da Roberto Saviano

Su esempio del 15enne siriano Muhammad Najem, Roberto Saviano ha lanciato una campagna su Instagram divenuta immediatamente virale.

Lo scrittore Roberto Saviano

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Dopo l’ennesima terribile strage avvenuta in Siria lo scorso weekend e per la quale Bashar al-Assad è stato messo sotto accusa per l’uso improprio di armi chimiche, Roberto Saviano ha dato il via a una campagna social per dire “no” a questo scempio, costato la vita a più di 100 persone, e rendere partecipe più gente possibile di quello che sta realmente succedendo.

Lo scrittore, autore - tra le altre cose - del best seller Gomorra ha preso ad esempio la foto pubblicata di Muhammad Najem, un 15enne siriano che giorno per giorno sta denunciando attraverso brevi video e una serie di immagini pubblicate su Instagram le atrocità della guerra, per mettere in moto un movimento di sensibilizzazione, divenuto virale, al quale per partecipare basta farsi una foto con le mani sulla bocca.

La popolazione siriana è vittima di eserciti che combattono una guerra con metodi criminali: i soldati di Assad, le forze jihadiste, l'esercito di Erdogan e l'aviazione russa commettono atrocità che non risparmiano i civili. Nonostante continui a negare e accusare la stampa e gli attivisti di manipolare le informazioni, Assad sta usando armi chimiche sulla popolazione. Gas che uccide lasciando soffocare le persone nella propria saliva. A morire sono soprattutto bambini. Le armi chimiche sono vietate da quasi cento anni, ma nella guerra civile siriana continuano ad essere utilizzate. Muhammad Najem è un ragazzo siriano di 15 anni che sta raccontando la guerra e denunciando la morte di migliaia di bambini per soffocamento da gas. Fotografarsi coprendosi bocca e naso con la mano è solo un gesto simbolico, ma può essere utile per diffondere la consapevolezza di questo crimine. Invito tutti a fotografarsi così contro l'uso dei gas come arma mortale.

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Scrive Saviano: “nonostante continui a negare e accusare la stampa e gli attivisti di manipolare le informazioni, Assad sta usando armi chimiche sulla popolazione. Gas che uccide lasciando soffocare le persone nella propria saliva. A morire sono soprattutto bambini. Le armi chimiche sono vietate da quasi cento anni, ma nella guerra civile siriana continuano ad essere utilizzate.”

Fotografarsi coprendosi bocca e naso con la mano è solo un gesto simbolico, ma può essere utile per diffondere la consapevolezza di questo crimine. Invito tutti a fotografarsi così contro l'uso dei gas come arma mortale.

#stopchemicalattacks #savesyrianchildren #stopsyriangenocide

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I miei pensieri in questo periodo sono volti a quello che sta succedendo in Syria. Non me ne capacito...non riesco ad accettare la cattiveria umana. Non riesco a concepire tutto questo Dolore, questa Violenza, questa insensibilità...come si fa a fare del Male così ...? Rimanere impassibili difronte a tutti questi civili e bambini che muoiono quotidianamente? Mi viene da piangere solo al pensiero che possa capitare qualcosa alle mie figlie...quando vedo le immagini che girano sul web e nei telegiornali, sento un senso di Disperazione perché vorrei poter intervenire e fermare tutto. E invece no... questo Potere è sempre nelle mani sbagliate e proprio per questo mi unisco alle voci che gridano BASTA! Dobbiamo muovere, smuovere le coscienze, pregare e partecipare al Dolore. Mi unisco al forte gesto Simbolico di coprire la bocca contro il Gas che usano per uccidere le persone. @robertosaviano_official #stopchemicalattacks #savesyrianchildren

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A raccogliere l’invito del giornalista partenopeo sono stati in tantissimi, tra personaggi famosi e gente comune, che hanno espresso - tra immagini e parole - la propria indignazione.

E, a chi pensa che questo gesto comune sia inutile, hanno risposto con decisione tutti i sostenitori in coro:

Diffondere consapevolezza non lo è mai.

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