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Intervista ad Andrea Poggio, che ci presenta il suo nuovo album

Controluce è il primo album da solista di Andrea Poggio, l'avvocato, ex voce dei Green Like July, che scrive e canta canzoni.

Andrea Poggio, in nero, con le braccia incrociate

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È stato la voce dei Green Like July. Ora è voce solista. È Andrea Poggio, di professione avvocato (esperto di diritto d’autore) e musicista, che ha da poco pubblicato il suo primo disco da solista, Controluce.

Avvocato e musicista. Come si svolge la tua giornata tipo?
Dipende dalla fase della vita in cui mi trovo. Fortunatamente lavoro in proprio, quindi ho modo di organizzarmi come credo, dovendo rendere conto solo ai miei clienti. Quando scrivo, tendo a dedicare i primi giorni della settimana al lavoro da avvocato e gli altri alla scrittura, ma non sono schemi rigidi.

Ci sono punti in comune tra questi due ambiti della tua vita?
Le parole. Studiando Giurisprudenza e lavorando come avvocato ho sviluppato una certa attenzione verso le parole. Per il resto, non ci sono analogie. Sono stato io a provare a trovare una mediazione, occupandomi di diritto d’autore e lavorando prevalentemente con musicisti.

Hai fatto parte di una band, cantando canzoni rock in inglese. Ora torni da solo e in italiano. Perché?
Sentivo che il mio rapporto con la lingua inglese aveva iniziato a incrinarsi. Non riuscivo più a tollerare lo scarto di significato inevitabile quando non si scrive nella propria lingua. Così, per questo lavoro, ho iniziato a scrivere in italiano, per avere più padronanza anche del lato testuale della canzone.

E hai anche abbandonato il rock…
Diciamo di sì. Ma anche quello con i Green Like July era un rock abbastanza edulcorato. Non riesco a vedere una particolare discontinuità tra quello che ero prima e quello che sono ora. Vorrei essere molto più discontinuo e sorprendente. Quello che è cambiato è che prima scrivevo le canzoni con la chitarra acustica, mentre ora utilizzo sintetizzatore e computer. Cerco di dare un  vestito diverso alle canzoni. Mi rendo conto però che le soluzioni sonore sono sempre influenzate dai miei ascolti.

Qualche esempio?
Bob Dylan, Leonard Cohen, i Beatles. Andando in Italia, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Paolo Conte.

E Battiato? Si sente nel tuo album...
È importantissimo per chiunque voglia fare un certo tipo di musica. Anche per chi fa trap. Certi ascolti sono imprescindibili.

Dal vivo cosa ci abbiamo aspettare?
Una riproposizione abbastanza fedele del disco, per quanto possibile. Insieme a me sul palco ci sono la violinista Yoko Morimyo, il tastierista Mattia Pievani e la corista Caterina Sforza.

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