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Una tempesta dal paradiso: l'arte globale del Guggenheim sbarca a Milano

Dopo aver girato il mondo, arriva a Milano per l'Art Week la mostra del Guggenheim di New York Una tempesta dal paradiso, per scoprire le più belle opere dell'arte contemporanea globale.

Un dettaglio dell'opera di Abbas Akhavan

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In occasione della Milano Art Week e dopo aver fatto tappa in 7 città mondiali (da Londra a Hong Kong, fino a Mexico City) approda finalmente in Italia una delle mostre d'arte contemporanea più attese della stagione. S'intitola Una tempesta dal paradiso: arte contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa e porta il visitatore alla scoperta dell'arte di aree geografiche in rapida evoluzione, interessate da fenomeni drammatici di guerra e diaspore, ma anche artisticamente ribollenti.

Il Medio Oriente e il Nord Africa sono la patria e l'oggetto di riflessione dei tredici artisti in mostra, un gruppo di voci variegate per intenti e risultati artistici, accomunate dalla difficoltà di essere seguiti e conosciuti dal pubblico globale. Se il profilo internazionale è uno dei punti di forza dell'esposizione, colpisce anche la potenza della sua visione: seppur provenienti da contesti lontani e differenti, tutte le opere sono attraversate dai temi della migrazione e dell'interconnessione. 

La conferenza stampa di Una tempesta dal paradisoHDElisa Giudici
Il sindaco Sala, il direttore del Gunggenheim e gli altri organizzatori dell'evento presentano la mostra alla stampa milanese

Una scelta tematica attualissima e tutt'altro che casuale, come ha spiegato il direttore della sede newyorkese del Guggenheim Richard Armstrong, accolto all'inaugurazione della mostra in città dal sindaco Giuseppe Sala: 

Nel 2010 ci siamo resi conto che, nonostante le ambizioni della collezione Guggenheim siano innanzitutto cosmopolite,  la nostra visione e le nostre acquisizioni erano troppo incentrate sul mondo anglosassone e occidentale. 

Una tempesta dal paradiso mette in mostra opere acquisite dal Guggenheim con il supporto di UBS in questa prospettiva; le voci artistiche protagoniste dell'evento provengono dal Medio Oriente e dal Nord Africa, presentando l'arte contemporanea che non ti aspetti. Quelle dell'esibizione sono infatti opere che sanno far dialogare la razionalità dell'architettura con le allegorie della dimensione onirica, raccontando da testimoni, critici o esuli le realtà di nazioni in continuo fermento politico, talvolta militare. 

Corrimano di banca Hassan KhanElisa Giudici
L'eleganza architettonica cela una riflessione sul mondo politico e finanziario cinese in Corrimano di banca

Ad accogliere il visitatore nella prima sala c'è per esempio Corrimano di banca di Hassan Khan, una riproduzione scultorea dell'elemento architettonico della Banca d'Egitto Misr al Cairo. Allusioni al mondo finanziario  alle scale gerarchiche e sociali egiziane aleggiano nell'area con l'elegante corrimano, che fluttua sospeso, aumentando l'ambiguità dell'opera. 

Un'immagine pittorica di Rokni HaerizadehHDRokni Haerizadeh
Uno dei 24 elementi di Ma una tempesta dal Paradiso

L'iraniano Rokni Haerizadeh ha un approccio più tradizionale e frammentario. Il suo contributo all'esibizione, intitolato Ma una tempesta spira dal Paradiso (2014) occupa un'intera parete ed è costituito da 24 stampe a getto d'inchiostro, ritoccate con gesso, acquarelli e colore. Questa pittura su superficie fotografica la affina sin dal 2009, quando hanno cominciato ad apparire le sue prime sperimentazioni con questa tecnica. Con i suoi colori e il suo tocco, è in grado di trasformare fotogrammi tratti dall'attualità dei telegiornali in scene fantastiche e popolate da animali e uomini surreali.

Sulla parete opposta e in perenne dialogo architettonico con Haerizadeh c'è la suggestiva opera di Joana Hadjithomas e Khaill Joreige, un duo di artisti originario di Beirut. Il muro è ricoperto di grandi volumi che contengono la descrizione degli scatti della carriera di un ipotetico fotografo di nome Abdallah Farah. Le descrizioni minimali agli scatti vengono lette in una videoinstallazione: le foto non ci sono, rimane solo l'archivio del fotografo e le sue note di descrizione meticolose degli scatti perduti. L'opera allude chiaramente alle limitazioni poste alle immagini in contesti democratici fragili, fino ad arrivare alla cancellazione come forma di silenziamento dell'artista e del dissidente. 

Studi sul patrimonio #10 e Immagini latenti nella seconda sala del GAMElisa Giudici
Studi sul patrimonio #10 e Immagini latenti sullo sfondo condividono gli spazi del GAM e dialogano al loro interno

Immediata e potente si presenta ai piedi del visitatore nella stessa sala Studi sul Patrimonio #110, l'opera di Iman Issa. È un modello in rame, alluminio e vinile di una colonna di Samarra che Issa ha realizzato nel 2015, nel pieno del suo progetto che indaga le forme e i volumi degli oggetti del passato, alla ricerca del proprio presente e futuro. 

Il campione d'arte contemporanea accessibile e cosmopolita selezionato dalla curatrice Sara Raza promette di far sentire tutti partecipi del movimento artistico presente, nella sua accezione migliore e più sentita: quella che s'interroga sui grandi problemi dell'attualità contemporanea, come le guerre, la violenza e l0. Da oggi 11 aprile al 17 giugno 2018 sarà possibile visitare al  GAM di Milano Una tempesta dal paradiso, scoprendo le opere di 13 tra le più dinamiche voci artistiche del Medio oriente e del Nord africa. 

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