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I Bastard Sons of Dioniso sul nuovo video, girato a 3000 m. di altezza

Partiti da X Factor nel 2009, ora sono una band rock affermata. Hanno appena pubblicato il video di Venti tornanti, girato a oltre 3000 metri di altezza.

Primo piano dei Bastard Sons of Dioniso, i primi due con la giacca e il terzo in camicia

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Li abbiamo conosciuti nel 2009, a X Factor, dove si sono classificati secondi. Sono i Bastard Sons of Dioniso. Ieri è uscito il video di Venti tornanti, girato a Cima Posa, sulle Dolomiti.

Bastard Sons of Dioniso 15 anni fa e ora. Cos’è cambiato? 
Direi, niente. Io mi vedo uguale a quando ho iniziato, anche se adesso ho 31 anni. Però, per noi, salire sul palco è come tornare bambini. I concerti sono uno sfogo meraviglioso. Tra l’altro noi facciamo pochissime prove: sia per dare il massimo sul palco davanti alla gente, sia per non vederci troppo spesso. Insomma, cerchiamo di diluire gli incontri!

Per non arrivare a un punto di rottura?
Finora non abbiamo mai corso questo rischio. Però la vita è lunga, quindi non possiamo escluderlo a priori. Ora stiamo bene.

A distanza di dieci anni, come valuti la vostra partecipazione a X Factor?
È stato un modo per farci conoscere dal grande pubblico. Avevamo già pubblicato due dischi e suonato in oltre trecento concerti. Avevamo bisogno del mezzo di comunicazione di massa per farci conoscere. Abbiamo raggiunto nuove persone, ma altre se ne sono aggiunte dopo.

Nel vostro album parlate in maniera molto netta. Siete molti sicuri di voi?
Noi vogliamo sempre dire la verità. Viviamo in un mondo che fa continue differenziazioni, in cui c’è la continua paura del “diverso”. Anche in musica: tutti, a una festa, ascoltano My Sharona, perché sono abituati a farlo, ma chi ascolterebbe mai della musica coreana o cinese?

E della musica da discoteca, quindi, cosa pensi?
C’è chi va in discoteca per ballare e c’è chi ci va per distruggersi. La musica è importante solo se a mettere su il CD è il dj di punta, altrimenti ci può essere chiunque. Nel r’n’r invece la musica è il centro di tutto.

E quindi chi ascolti oggi?
Quello che capita. Mi piace molto la dub. Però se devo fare un nome, rispondo Bastard Sons of Dioniso. È bello pensare che la nostra musica viaggi nell’etere e a nostra insaputa, raggiungendo persone che non conosciamo e che ci vengono a trovare durante i concerti. Facciamo succedere delle cose senza neanche saperlo. E tutto questo è grazie al r’n’r. Ha persino più senso farlo ora, rispetto a un tempo, quando lo suonavano tutti.

Com’è nata l’idea di girare il video di Venti tornanti a oltre 3000 metri di quota?
È stata un’idea del regista. La canzone parla di un luogo di pace, che per noi non può che essere la montagna. È stato impegnativo girare lassù, anche pericoloso. Abbiamo avuto bisogno delle guide alpine. Però, che spettacolo!

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