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Iconic Women: Emma Bonino

Secondo appuntamento con Iconic Women, la serie dedicata alle figure femminili più emblematiche dei nostri tempi. Protagonista di questo secondo episodio sarà Emma Bonino, donna simbolo della lotta per i diritti civili.

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Ha compiuto da poco 70 anni, la maggior parte dei quali trascorsi impegnandosi in alcune tra le lotte politiche e civili più importanti del nostro paese, come le battaglie per l'introduzione del divorzio e per il diritto all'aborto.

Ha ricoperto importanti cariche istituzionali: è stata Ministro degli Esteri e Vicepresidente del Senato, nonché una delle esponenti più di spicco del radicalismo italiano, per il cui partito ha svolto molte funzioni.

La sua è stata una vita votata al sostegno dei diritti umani, civili e politici: ideatrice della Corte Penale Internazionale, delegata all'ONU per la moratoria sulla pena di morte, fondatrice dell'organizzazione internazionale Non c'è pace senza giustizia, per l'abolizione delle mutilazioni genitali femminili.

Stiamo parlando di Emma Bonino. La protagonista della seconda puntata di Iconic Women, che andrà in onda questo mercoledì, alle 21.10, su FoxLife.

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Emma BoninoHD

Emma Bonino: chi è

Emma Bonino è nata in Piemonte, in provincia di Cuneo, nel 1948. Dopo aver trascorso un'infanzia in campagna, si trasferisce a Bra con la famiglia, dove rimarrà durante tutta l'adolescenza, per poi spostarsi a Milano. Qui, si laurea alla Bocconi con una tesi su Malcom X. 

Entra in politica nel '75, all'indomani della fondazione del Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto. Emma si batte prestando il suo aiuto a tutte quelle donne che intendono interrompere una gravidanza, ma che non hanno modo di recarsi all'estero per farlo. Proprio per questo, a giugno dello stesso anno viene arrestata. 

Un anno dopo viene eletta alla Camera con il Partito Radicale. Emma Bonino ha soli 28 anni e con lei ci sono Marco Pannella, Mauro Mellini e Adele Faccio.

Quello con Pannella è uno dei sodalizi più interessanti della scena politica nazionale. Insieme condividono molte battaglie civili, italiane ed internazionali, per le quali Emma Bonino si spende con tutta sé stessa, pronta a subire le conseguenze legali dei suoi gesti.

Nei primissimi anni '80 inizia a promuovere alcune campagne per i diritti civili nell'Europa dell'Est e comincia i lavori per l'istituzione della Corte Penale Internazionale. Nel 1986 propone il Manifesto dei capi di Stato contro lo sterminio per fame, per il diritto alla vita e alla libertà, le cui iniziative illustrerà direttamente a Papa Giovanni Paolo II, nel corso di un incontro in Vaticano.

Nel 1987 viene arrestata a Varsavia dopo aver protestato contro il regime del generale Jaruzelski, in favore del sindacato Solidarnosc. 

Emma Bonino non ha paura a manifestare le proprie idee e non la spaventa incorrere nuovamente, qualche anno dopo, in un altro arresto. Stavolta la cornice è New York e l'occasione è una protesta contro la legge americana che prevede una prescrizione medica per la vendita delle siringhe, una contestazione durante la quale la Bonino distribuisce gratuitamente siringhe monouso sterili.

Nel 1991 firma una mozione affinché il governo proibisca la diffusione delle armi non convenzionali, in particolare le mine antiuomo.

Siamo all'inizio degli anni '90 e, precisamente nel 1993, Emma Bonino è tra i promotori della campagna per l'istituzione del Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia. Sempre riguardo alla complessa e drammatica situazione che sta vivendo quella parte d'Europa non troppo lontana da casa nostra, la Bonino fonda Non c'è pace senza giustizia, un'associazione volta a sostenere l'attività del Tribunale, ma anche a dare vita ad una Corte Penale Internazionale permanente, che si occupi in tutto il mondo dei crimini contro l'umanità, di guerra e genocidio.

Il 1993 è un anno intenso, ricco di impegni, durante il quale Emma Bonino tiene anche una conferenza insieme al Dalai Lama sui diritti del popolo tibetano e diventa Segretaria del Partito Radicale.

Emma Bonino: il partito e l'Europa

Nel 1994, dopo essere stata nominata capo della delegazione del Governo Italiano all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la Moratoria sulla Pena di morte, Emma Bonino viene eletta deputata nel collegio di Padova - Selvazzano, con il sostegno del centrodestra. Un anno dopo diventa Commissaria Europea e parte per l'ex Jugoslavia: Emma Bonino è il primo membro della Commissione Europea ad entrare in Bosnia dall'inizio del conflitto bellico.

Sono periodi in cui realizza diverse missioni umanitarie. Sono gli anni del genocidio in Ruanda ed Emma Bonino si reca molte volte in Africa per monitorare la complessa situazione dell'assistenza sanitaria ai profughi, cercando di attirare l'attenzione dell'ONU e delle grandi potenze. Ma purtroppo non c'è solo l'emergenza in Ruanda. C'è la Somalia, un paese ridotto allo stremo nel quale Emma subisce un attacco armato, e c'è anche il Sudan, dove la Bonino entra sfidando l'embargo. Paesi dimenticati, che l'attivista cerca con coraggio di portare sotto l'occhio delle potenze mondiali. 

Nella seconda metà degli anni '90 arrivano poi le missioni nel Kurdistan iracheno e in Afghanistan, dove la Bonino - dopo aver denunciato il regime dei Talebani - viene arrestata e trattenuta in carcere dalla cosiddetta "milizia per la repressione del vizio e la promozione della virtù". 

Nello stesso periodo si spende in prima linea per la Convenzione di Ottawa contro le mine antiuomo, mentre continua a monitorare le crisi umanitarie nei paesi africani e nei Balcani, all'indomani dell'intervento della NATO.

Il decennio è ormai agli sgoccioli e il nuovo millennio è alle porte. Emma Bonino, dopo aver terminato il suo mandato da commissario europeo, decide di riaffacciarsi sulla scena politica nazionale. 

Nel giugno 1999 si presenta alle elezioni europee con la Lista Emma Bonino, con la quale ottiene un memorabile 8,5% che la renderà parte della quarta forza politica nazionale. 

La sua attenzione tuttavia non si discosta mai dalle emergenze civili e nel 2000 denuncia la pratica, presente in alcuni paesi mediorientali ed africani, ma anche in diverse comunità europee di immigrati, della mutilazione genitale femminile.

Dopo circa un decennio, Emma Bonino si presenta alle elezioni politiche con la lista la Rosa nel Pugno. È il 2006 e nonostante la percentuale ottenuta non sia altissima, riesce ad entrare in Parlamento. 

Con il secondo governo Prodi, viene eletta Ministro del commercio internazionale e delle politiche europee. È la prima volta che un radicale diventa ministro. Ed è solo l'inizio di una serie di prestigiose cariche istituzionali: nel 2008 Emma Bonino è Vicepresidente del Senato, carica che ricoprirà fino al 2013 e durante la quale si batterà per equiparazione dell'età minima pensionabile delle donne a quella degli uomini.

Nel 2013, in occasione della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, viene fatto il nome di Emma Bonino come possibile Presidente della Repubblica. Sono in tanti a sostenerla, da diverse fazioni politiche, ma per lei si spendono anche parecchi nomi del mondo dello spettacolo.

Tuttavia, ad aprile dello stesso anno, diventa Ministro degli affari esteri. È la seconda donna a ricoprire questa carica dopo Susanna Agnelli.

Attualmente Emma Bonino è la promotrice della lista +Europa, una formazione europeista con la quale è stata eletta nel suo collegio uninominale. 

Emma Bonino: la malattia

A gennaio 2015, dai microfoni di Radio Radicale, Emma Bonino ha fatto un annuncio impegnativo, un annuncio che le è costato molta fatica, visto il suo abituale riserbo rispetto alle sua vita privata. Emma Bonino ha rivelato di avere un tumore al polmone sinistro.

Un discorso lucido ma anche sentito, rivolto in particolare a tutti coloro che si trovano nella sua medesima situazione. Ed è a loro, con voce commossa, che ha lanciato il messaggio più importante:

Dobbiamo tutti sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine. Insomma io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia. Siamo persone che affrontano una sfida che è capitata

Sono passati tre anni da quel giorno. Emma Bonino si è curata ed ha comunicato di essere in remissione. Durante il periodo delle terapie ha diminuito i suoi impegni, senza tuttavia interromperli. Perché da una passione politica non ci si dimette.

Ha scelto di tenersi lontano dalle ricerche su internet e di continuare a dedicarsi a ciò che le interessa, lasciando che del tumore se ne occupassero i medici.

Non ha fatto mistero di aver sofferto la fatica delle terapie, tuttavia la malattia le ha insegnato un rigore fisico a cui non era abituata.

Emma Bonino: la vita personale

Emma Bonino è sempre stata molto attenta a mantenere la sua vita privata al riparo dal clamore dei media e dalla curiosità della gente. Ma non ha neanche mai nascosto di aver avuto due grandi amori. Si tratta dei militanti radicali Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere. Con entrambe ha scelto di non convivere né di sposarsi. Emma ha dichiarato infatti di nutrire qualche difficoltà a pronunciare la parola "per sempre" e per questo motivo, nonostante negli anni '70 abbia avuto in affidamento per qualche anno due bambine, ha deciso di non avere figli, ammettendo di avere tanti coraggi, ma non questo. E dichiarando che è arrivato il momento di smettere di considerare donne incomplete tutte coloro, che per i più disparati motivi, non hanno potuto o voluto avere figli.

A questo proposito, il diritto alla libera scelta della maternità è sempre stato un punto focale delle sue battaglie e continuerà ad esserlo.

Perché bisogna finirla di continuare a giudicare le scelte individuali di ogni donna.

Noi vi diamo appuntamento a mercoledì 11, 21.10 su FoxLife con il secondo episodio di Iconic Women. Per conoscere a fondo le straordinarie e intense vicende politiche ed umane di Emma Bonino. Una delle donne più iconiche dei nostri tempi.

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