Stai leggendo: Bacchette, specchi e bracciali: gli accessori dei cartoni anni ’80 che abbiamo desiderato di più

Letto: {{progress}}

Bacchette, specchi e bracciali: gli accessori dei cartoni anni ’80 che abbiamo desiderato di più

Dal bracciale di Georgie alla pipa di Miss Dronio, i 10 oggetti delle eroine dei cartoni anni ’80 che avremmo voluto possedere.

Yu, Nanà e Lamù

48 condivisioni 3 commenti

Chi è cresciuta nei meravigliosi anni ’80 sicuramente avrà passato molti dei suoi pomeriggi in compagnia delle eroine dei cartoni animati, soprattutto giapponesi, le cui drammatiche, avventurose e magiche storie erano quasi tutte trasposizioni dei shojo manga ovvero fumetti prettamente dedicati a un pubblico femminile.

Veri e propri modelli di riferimento per le bambine, le pre-adolescenti e le teen ager, le protagoniste degli anime giapponesi di quegli anni molto spesso possedevano alcuni accessori simbolo, magici e non, che le caratterizzavano e che sono diventati per le appassionate delle loro epopee animate oggetti del desiderio che ognuna di noi, 80s girls, ha bramato e brama ancora oggi. 

Dal bracciale di Georgie alla pipa di Miss Dronio, ecco 10 gadget delle icone femminili dei cartoni anni ’80 che avremmo voluto, e vorremmo, collezionare.

10 - Il bracciale di Georgie

GeorgieHDYumiko Igarashi

Figlia della penna di Yumiko Igarashi, autrice anche di Candy Candy, Georgie è un anime, trasposizione dell’omonimo manga, che è uscito in patria nel 1983 per poi approdare sulla TV italiana due anni dopo.

Ambientata nella prima metà del XIX secolo in un’Australia ancora colonia penale dell’Inghilterra, Georgie racconta la storia dell’orfana che viene adottata ancora in fasce da una famiglia dopo essere trovata dal tra le braccia della madre morente. 

GeorgieHDYumiko Igarashi

L’unico legame che Georgie ha con la famiglia d’origine, e che la porterà a rincontrare dopo parecchie vicissitudini suo padre, è il prezioso braccialetto d’oro e pietre rosse che - oltre ad essere il simbolo della sua storia - è anche diventato un oggetto del desiderio di tutte le fan della biondissima e svenevole eroina.

9 - La spilla di Candy Candy

Candy CandyMajin Toon

Qualche anno prima di Georgie le bambine degli anni ’80 si erano già affezionate a un’altra orfanella la cui storia strappalacrime è un'altra opera di Yumiko Igarashi: Candy.

Era proprio il 1980 quando la prima puntata dell’anime Candy Candy, le cui repliche sono state trasmesse fino al 1997, andò in onda Italia alimentando la sindrome da crocerossina di un’intera generazione. Altruista per vocazione, Candy durante la sua drammatica epopea costellata di buoni sentimenti, vive parecchi momenti difficili il primo dei quali è quello in cui la sua amica del cuore Annie, trovata anni prima insieme a lei davanti all’orfanotrofio Casa di Polly, viene adottata da un’importante famiglia lasciandola nello sconforto.

Il medaglione di Candy CandyYumiko Igarashi

A ridare un barlume di gioia a Candy sarà il fortuito incontro con il Principe della Collina il quale, dopo aver ballato con la sfortunata ragazza, perderà una spilla a forma di aquila con sopra una lettera “A”, gioiello che diventerà più volte simbolo di speranza nella vita di Candy e che, ancora adesso, molte di noi vorrebbero appuntarsi sul petto.

8 - Lo specchietto di Stilly

Lo specchio magicoFujio Akatsuka

Stilly, la protagonista della serie animata Lo specchio magico, è una delle più vecchie eroine shojo manga. Il fumettista Fujio Akatsuka inventò il personaggio negli anni ’60 ma il più famoso remake animato delle sue avventure è sicuramente quello andato in onda in Italia nel 1988.

L'anime Lo specchio magicoFujio Akatsuka

In tutte le versioni della sua avventura Stilly, dopo aver seppelito in giardino i frammenti di uno specchio regalatole dalla madre, viene premiata dallo spirito degli specchi che le dona uno specchietto magico - che ancora oggi molte figlie degli anni ’80 sognano di avere - dai poteri magici e che, in particolare, ha la capacità di trasformarla in qualsiasi cosa con l’ausilio di un semplice incantesimo: 

Teke Maya, Maya kon... Teke Maya, Maya kon

7 - La spilla di Lulù

Tutte coloro (e non solo) che hanno desiderato ardentemente la spilla di Candy Candy sicuramente non saranno rimaste impassibili neanche davanti a quella che Lulù, la protagonista di Lulù l'angelo tra i fiori l’anime di Toei Animation arrivato in Italia nel 1981, ha ricevuto in dono dai due spiriti dei fiori, Dundù e Nanà, dopo aver accettato l’incarico di aiutarli a trovare Stella dei fiori.

Lulù l'angelo tra i fioriToei Animation

La spilla, infatti, ha il comodissimo potere di permettere all’amorevole Lulù di acquisire gli abiti e le capacità professionali a seconda delle esigenze del momento in modo da renderle più facile la sua missione.

6 - Gli stivali di Lamù

Al contrario delle altre eroine giapponesi fin qui citate Lamù, personaggio principale dell’omonimo anime approdato in Italia a fine anni ’80 di Rumiko Takahashi, non era la protagonista di un shojo manga bensì un manga shōnen cioè un fumetto giapponese dedicato prettamente a un pubblico maschile, come si può anche dedurre dalla formosa protagonista e dal suo succinto outfit.

LamùRumiko Takahashi

Nonostante sia stata palesemente disegnata per allietare i sogni dei maschietti, Lamù è diventata un idolo anche per le giovani donne che da sempre adorano il suo look caratterizzato da un bikini tigrato e (soprattutto!) dagli eccentrici stivali, sempre rigorosamente tigrati, sopra al ginocchio.

5 - Il braccialetto di Mai

MaiRumiko Takahashi

Anime del 1985, poi trasposto poco dopo in manga, Magica, magica Emi è una delle serie animate a cui le ragazze degli anni ’80 sono maggiormente legate. La storia di Mai, bambina con una sfrenata passione per l’illusionismo, è approdata su Italia 1 nel 1986 e nella sigla cantata da Cristina D’Avena viene raccontata alla perfezione:

Lo strano braccialetto che indossa sempre Mai è il dono di un folletto che è sempre accanto a lei: c'è un cuore sul bracciale che è magico perché può sempre trasformare mai in Emi, Emi in Mai.

Ed è proprio quel braccialetto a cuore, in grado di realizzare i sogni, uno degli oggetti “anime” che abbiamo desiderato al di sopra di ogni altro e che, ancora oggi, ci sarebbe più che utile!

4 - Gli orecchini di Jem

il gruppo Jem e le HologramsHDHasbro

Le serie animate che negli anni ’80 hanno scandito la nostra infanzia non provenivano solo dal Giappone ma anche dall’America. Jem e le Holograms, infatti, era un cartone ispirato a una linea di giocattoli Hasbro che vedeva come protagonista Jerrica Benton, ereditiera della casa discografica Starlight Music e dell’orfanotrofio Starlight House, entrambi in crisi.

Fortunatamente, grazie a un pacchettino contenente un paio di orecchini fucsia a forma di stella, Jerrica scopre che il suo geniale e previdente padre le ha lasciato in eredità anche Energy, un computer dotato di un’intelligenza artificiale in grado, tramite futuristici ologrammi proiettabili in ogni dove, di trasformare - con l’aiuto degli eccentrici orecchini fluo - Jerrica, sua sorella e le sue amiche in una band musicale, le Jem e le Holograms, il cui successo salverà la Starlight Music e la Starlight House dal baratro.

JemHDHasbro

Gli orecchini di Jem ovviamente sono stati negli anni ’80 un accessorio molto ambito fosse solo perché in pochi secondi erano in grado di “tramutare” un normalissimo e banale outfit in un total look - comprensivo di make-up - rockeggiante e super cool!

3 - La spada della protezione di She-Ra

Sempre degli Stati Uniti e sempre ispirata a una linea di giocattoli, in questo caso della Mattel, è nata a metà degli anni ’80 la serie TV animata fantasy He-Man e i dominatori dell’universo il cui successo ha portato lo studio Filmation a produrne uno spin-off al femminile, She-Ra, la principessa del potere, che vede come protagonista Adora, la gemella di He-Man - Principessa di Eternia - rapita dal perfido Hordak quando era ancora bambina.

She-RaFilmation

Dopo un fugace incontro con il fratello, Adora scopre tutto sulle origini e, complice la spada della protezione si trasforma in She-Ra eroina dai plurici superpoteri la cui arma magica (sogno proibito delle badass girls anni ’80) è in grado anche di trasformarsi in qualsiasi oggetto le sia necessario.

2 - La cintura di Nanà Supergirl

Nanà SupergirlHideo Azuma

Tratta dal manga seinen (dedicato a un pubblico maschile e maggiorenne) del mangaka Hideo Azuma (anche autore di Pollon), la serie animata Nanà Supergirl è approdata in Italia nel 1984 ed ha allietato i pomeriggi dei bambini e delle bambine di allora con le avventure della misteriosa extraterrestre giunta sulla Terra a bordo di una nuvola, forte di straordinari superpoteri eppure estremamente ingenua e priva di memoria.

Nanà viene trovata per caso dall’avido Leonetto, uno studente di ingegneria con velleità da inventore, il quale, in cambio della promessa di aiutarla a ritrovare la memoria, convincerà la ragazza a lavorare per la Società Tuttofare sfruttandone le peculiarità.

Nanà SupergirlHideo Azuma

L’outfit da supereroina di Nanà, che quando è in borghese veste con la classica uniforme da liceale giapponese per confondesi con i suoi coetanei, è uno dei più iconici degli anni ’80 ed è caratterizzato, oltre che da un body rosa, stivali dello stesso colore e mantello rosso, da una cintura gialla - desideratissima dalle ragazzine che hanno amato le avventure comico-demenziali dell’anime di Azuna - bianca con al centro una fibbia con su scritto SOS.

1 - La pipa di Miss Dronio

Yattaman Tatsunoko

Yattaman è un’anime del filone Time Bokan di fine anni ‘70, nato per parodiare le seriose serie a caratterizzazione supereroistica di quel periodo, prodotta dagli studi d'animazione giapponesi della Tatsunoko.

La serie animata, trasmessa in Italia a partire dal 1983, racconta i perpetui scontri tra gli Yattaman, due ragazzi palladini della giustizia, e il trio Drombo, un gruppetto di ladri ingaggiati dal perfido Dottor Dokrobei per trovare i quattro frammenti della pietra Dokrostone, riuniti i quali si potrà ottenere il gran filone d’oro, tesoro d’inestimabile valore citato nella sigla italiana dello show:

Yattaman al gran filone d’oro buona guardia fa.

Il personaggio più amato di Yattaman è sicuramente Miss Dronio, unica femmina del Trio Drombo passata alla storia per essere una delle prime “donne” dei cartoni animati (perlomeno in Italia) a mostrare ripetutamente il seno. 

Miss Dronio Tatsunoko

Ossessionata, come molte villain anche di disneyana memoria, dal suo aspetto e dalla paura di invecchiare, Miss Dronio spesso fuma una pipa dal lungo bocchino e la cui camera di combustione a forma di teschio (simbolo del trio Drombo) che molte sue sostenitrici le hanno invidiato tanto da diventare un oggetto stra-ambito che caratterizza anche molti cosplay che ancora oggi la omaggiano.

Menzione speciale: le bacchette magiche 

Tra le tante eroine animate che hanno incanto le bambine negli anni ’80 un posto speciale nei nostri cuori sicuramente lo hanno Yu e Sandy, protagoniste rispettivamente degli anime L’incantevole Creamy e Sandy dai mille colori, entrambe dotate - in virtù del loro altruismo - di magici accessori ricevuti in regalo da creature provenienti da mondi fatati.

L'incantevole CreamyHD Pierrot

In particolare a Yu viene regalato un medaglione, donatole dal folletto Pino Pino, contenente una bacchetta in grado di trasformarla in una ragazza più grande che, per una serie di vicissutitudini, chiamerà Creamy Mami in omaggio al negozio di crêpe dei genitori, il Creamy crêpe, e diventerà una cantante.

Pampulu-pimpulu-parim-pampùm, pimpulu-pampulu-parim-pampùm.

Sandy, invece, da appassionata di disegno e aspirante mangaka viene omaggiata con un ciondolo e una bacchetta magica dai folletti Pico e Paco, che poi doventeranno i suoi famillii, in grado di rendere reale ogni suoi disegno per un tempo limitato.

Sandy dai mille coloriPierrot

Ovviamente sia la bacchetta di Creamy che quella di Sandy sono diventati immediatamente oggetti del desiderio di tutte le aspiranti maghette e ancora oggi, complici le riproduzioni realizzati da diverse case produttrici di giocattoli, sono alcuni dei gadget più ricercati dai collezionisti di merchandising anni ‘80.

Quale accessorio delle eroine anni '80 avete bramato di più? Fatecelo sapere nei commenti!

Commenta

Leggi anche

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.